Everlast: Undying Tale mi ha ricordato la prima volta che ho scoperto che il mio localhost non era davvero mio. Giravo tutto in locale ed ero convintissima di avere il controllo della macchina, poi un pacchetto usciva comunque dalla scheda di rete. Qui succede la stessa identica cosa, e per una volta non è un difetto ma una scelta dichiarata.
Lo firma InSpades, studio indipendente con le persone sparse in giro per il mondo, ed è la loro opera prima. Esce in accesso anticipato il 28 ottobre su Windows, Mac e Linux, in inglese soltanto, e la demo è scaricabile dalla scheda. Siamo in Sarkis, mondo fantasy di ispirazione fatata, con uno stile da libro di fiabe illustrato che nasconde un’anima macabra: i non morti si sono risvegliati, noi siamo sotto maledizione, e tocca a noi fare da ponte fra i vivi e i morti.
Il server che c’è anche quando giochi da sola
L’architettura è la cosa che decide che gioco è davvero, quindi parto da lì. Si gioca completamente da soli, in co-op privata con gli amici, oppure su server da cento persone. Anche avviando una partita in solitaria, però, la sessione viene ospitata su un server privato agganciato al backend di Steam. Niente simulazione locale, niente salvataggio sul tuo disco da aprire col blocco note.
È una scelta precisa e il motivo si capisce: serve a portare lo stesso personaggio dalla partita solitaria al mondo di un amico senza il rischio di salvataggi modificati. Il prezzo lo paghi in connessione, che deve esserci sempre, anche quando non c’è nessun altro collegato. In un gioco pensato per essere acceso mezz’ora prima di cena è una tassa che va messa in conto, e che in una casa con la linea ballerina si sente.
Nel trailer si vede bene il passaggio che più spiazza chi arriva dai vecchi MMO, cioè la telecamera in terza persona in mezzo agli scheletri invece della visuale isometrica con il puntatore.
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www.youtube.comLa progressione è un omaggio dichiarato agli MMO dei primi anni duemila, Old School RuneScape in testa. Ci sono sedici abilità distinte che crescono praticandole e arrivano al livello 99, slegate da qualunque classe: taglio della legna, estrazione mineraria, pesca, cucina, lavorazione del legno, fino all’occultismo e alle discipline di combattimento. La differenza vera sta nel ritmo. Il team ha calibrato le curve perché i livelli salgano a vista d’occhio anche in un’ora di gioco. Le ricette di crafting utili arrivano prima di uscire dalla capitale, non a metà campagna.
Pad e mouse alla mano, la transizione a un combattimento attivo mi ha spiazzata per i primi minuti. Contro gli scheletri nelle foreste non basta cliccare e aspettare che i dadi facciano il loro lavoro: devi muoverti, posizionarti, schivare, menare fendenti. Lo studio ha progettato schivate ampie e finestre di parata indulgenti, quindi la barriera d’ingresso è bassa. Quello che si perde è la dimensione da secondo monitor, e una parte dei fan del genere gioca esattamente per quella.
La meccanica che mi ha convinta di più sono le Zone Desolate: aree in rovina sparse per la mappa che i giocatori ricostruiscono permanentemente versando materiali, e che una volta rimesse in piedi sbloccano stazioni di cucina, banchi da lavoro e punti di deposito comodi per chiunque passi di lì. C’è anche una casa da recuperare e personalizzare, dove si possono invitare gli amici. Lo studio ha tredici persone e lavora al gioco dal 2024, e la quantità di sistemi già in funzione è fuori scala per numeri del genere.
Le animazioni di combattimento e qualche transizione dell’interfaccia tradiscono ancora la natura da accesso anticipato, e il gioco è ancora solo in inglese, che con sedici abilità da capire pesa. Il prezzo arriverà al lancio. Il modello invece si conosce già, ed è la cosa più interessante del pacchetto: acquisto unico, niente abbonamento, niente microtransazioni. Detto da un genere che ha passato quindici anni a inventarsi modi per farti pagare due volte, è una riga che vale più di mezza roadmap.
Gli sviluppatori hanno detto che la struttura dei server somiglia a Valheim più che a un MMORPG, cioè a un gioco di ruolo online di massa, ed è la descrizione più onesta che potessero dare. Quello che si attraversa è il mondo di qualcuno, in cui gli altri entrano su invito. Su questo stesso terreno ne abbiamo visti altri nelle ultime settimane, da EVILGARD fino alla marcia indietro di Jagex su RuneScape Reignited.
Chi cerca un mondo fantasy accogliente in cui perdersi fra pesca, crafting e quest, senza la tossicità competitiva dei grandi MMO, qui ha trovato il posto. Chi invece vuole poter giocare offline mentre il router fa i capricci farà bene a saperlo prima di cliccare su acquista, perché quel server resta acceso anche quando ci sei solo tu.

















