Jagex cancella RuneScape Reignited, il tipo di personaggio che dal 2 dicembre avrebbe fatto ripartire da zero il suo gioco di ruolo online di massa. L’annuncio è arrivato il 15 ottobre, dodici giorni dopo la presentazione al RuneFest, la convention annuale del gioco ospitata a Birmingham. A metterlo nero su bianco è Ryan Philpott, direttore creativo associato dello studio di Cambridge, che in gioco si firma Mod Ryan: “è chiaro che abbiamo mancato il bersaglio, quindi non andiamo avanti”, scrive nel post di annuncio. “Il nostro obiettivo è vedere RuneScape crescere di nuovo, con i giocatori che tornano e i nuovi che arrivano, ma mai a spese della comunità che già c’è.”
La ragione che Philpott mette davanti a tutte le altre è un precedente: “l’ultima volta che non abbiamo ascoltato il parere dei giocatori, il combattimento è cambiato per sempre, e ci sono voluti più di dieci anni per riprenderci”. Parla dell’Evolution of Combat del 2012, il rifacimento del sistema di combattimento che spaccò la comunità e che nel 2013 costrinse Jagex a riaprire un backup dei server del 2007 come gioco a sé, quello che da allora si chiama Old School RuneScape e che da anni fa più abbonati del gioco principale.
Cosa doveva essere Reignited
Reignited non era un server separato e non era una modalità a tempo. Era un terzo tipo di personaggio accanto a quelli normali, ribattezzati Veteran per l’occasione, e agli Ironman, i personaggi che giocano senza scambiare niente con nessuno. Un Reignited partiva dal livello 3 dentro un’economia che il 2 dicembre sarebbe nata vuota, senza i venticinque anni di oggetti accumulati che rendono il prezzo di qualunque cosa una faccenda da enciclopedia, e senza le scorciatoie a pagamento che Jagex ha passato il 2026 a smontare. Quando lo abbiamo raccontato il 4 ottobre, la tabella pubblicata dallo studio elencava barriere più nette di come i resoconti di giornata le avevano riassunte. Due case d’aste distinte, nessuno scambio di oggetti fra i due tipi di personaggio, istanze dei boss separate. Nessuna conversione possibile in nessuna delle due direzioni. E un abbonamento dedicato, esattamente come per gli Ironman.
Dodici giorni di marcia indietro
Jagex ha incassato le critiche in tre fasi. Il 6 ottobre è arrivato un blog che si apriva con le scuse: “vi abbiamo fatto sentire, come giocatori esistenti, che non siete più il nostro obiettivo; è colpa nostra”. Lo stesso post elencava i timori raccolti, uno per riga. Che i Veteran non contassero più niente e che i loro mondi si svuotassero. Che una comunità già piccola finisse frammentata. Che le restrizioni sulle interazioni fra i due gruppi fossero sgradevoli e che Reignited mettesse pressione a ricominciare da capo. E che pagare un secondo abbonamento non stesse in piedi.
Il 9 ottobre Philpott ha risposto punto per punto con una lista di possibili revisioni, avvertendo che non erano ancora passate dai controlli di fattibilità tecnica. Fra le ipotesi c’era “riaccendere” un personaggio esistente dentro l’abbonamento che si ha già, passando a piacere dalla versione Veteran a quella Reignited dello stesso personaggio. Poi una serie di ricompense riservate a chi c’era nei primi venticinque anni, per esempio una versione cosmetica del Max Cape che nessun altro potrà ottenere. E l’eliminazione dei mondi riservati ai Reignited, con le due economie separate che convivono sugli stessi mondi come già fanno gli Ironman. In quello stesso aggiornamento del venerdì è finito anche il dato che lo studio di solito non dà: RuneScape ha “centinaia di migliaia” di abbonati, esclusi quelli di Old School che passano di tanto in tanto, e il numero è “in lieve calo da molto tempo”.
La terza fase è il video del 15 ottobre. Delle revisioni non resta niente, perché il progetto non c’è più. Non è la prima volta che lo studio torna sui suoi passi in fretta: nel 2023 aveva ritirato un pass stagionale annunciato pochi giorni prima. A gennaio 2026 ha smontato il Treasure Hunter, la cassa a premi che era il pezzo più contestato del gioco. Il 6 ottobre ha tolto dalla circolazione un trailer in cui i giocatori avevano contato sei dita a un cavaliere. PC Gamer ricorda che la stessa rapidità Jagex non l’ha mostrata su altro: gli aumenti di prezzo sono rimasti, e così la cancellazione degli eventi in gioco per il mese del Pride.
Cosa resta del 2 dicembre
Jagex non ha spostato il 2 dicembre, perché quella data non conteneva solo Reignited. Il 2 dicembre arrivano l’Adventure Guide, una guida facoltativa che propone un percorso fra i contenuti invece di mandare il giocatore sul wiki, e il primo blocco del Remastered Journey, il rifacimento delle prime settimane di gioco. Resta anche la finestra promozionale, con una condizione precisa: dieci giorni di accesso libero ai mondi a pagamento dal 2 al 12 dicembre, aperti ai personaggi nuovi e a quelli che al 2 dicembre non hanno un abbonamento attivo dal 2 giugno. Chi ha pagato in questi mesi non rientra e non riceve rimborsi, e Old School RuneScape è escluso dalla promozione.
Prima di dicembre c’è un altro appuntamento. I plugin, cioè gli strumenti scritti dai giocatori che modificano l’interfaccia e che in beta erano cinque, escono per tutti lunedì 19 ottobre. Jagex aveva scritto che molti giocatori gli avevano indicato proprio quelli come la singola cosa che li avrebbe fatti tornare.
Cosa non si sa
Philpott non dice se l’idea di un’economia che riparte da zero tornerà in un’altra forma, né se le ricompense per i Veteran annunciate come ipotesi il 9 ottobre sopravvivono alla cancellazione del progetto a cui erano legate. La tabella di marcia del 2027 resta quella presentata al RuneFest, con il ritorno di una missione da grandmaster, il rifacimento dell’abilità Agilità e il seguito della Road to Restoration. Al RuneFest, insieme a Reignited, lo studio aveva annunciato anche RuneScape 4, e di quello non ha cambiato niente. RuneScape resta scaricabile senza pagare, con l’abbonamento da comprare a parte; i due blog delle scuse e delle revisioni sono ancora online, ma ora portano in testa un avviso che dice di non considerarli più validi.
Il modo più rapido per sentirlo dalla voce di chi l’ha deciso è guardare l’aggiornamento che lo studio ha pubblicato insieme al post.
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