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Il creatore di Halo e Destiny apre uno studio nuovo, e la prima cosa che pubblica è un fumetto

Tempo di lettura: 3 minuti

Jason Jones, cofondatore di Bungie e creatore di Halo e Destiny, ha aperto uno studio nuovo che si chiama Stone Kite. L’annuncio è del 1 ottobre, la sede è a Los Angeles e l’amministratrice delegata è Margaret Stohl, scrittrice e autrice di fumetti Marvel che a Bungie aveva lavorato. La prima cosa che lo studio pubblica non è un videogioco: è il primo numero di un fumetto in quattro parti.

Si intitola One Zero One, nasce da un manoscritto scritto da Jones e racconta un conflitto mondiale fra l’umanità e un esercito di soldati robot guidati dall’intelligenza artificiale, ambientato in un futuro vicino. Il primo numero si legge gratis sul sito dedicato, i successivi usciranno allo stesso modo fino all’inizio del 2027, e nel corso dell’anno sono annunciati altri progetti nello stesso universo: testi in prosa, produzioni audio e per lo schermo, come si legge nel comunicato.

Cos’è uno studio di costruzione di mondi

Stone Kite si definisce world-building studio, cioè una società che costruisce universi narrativi invece di prodotti singoli. L’idea dichiarata da Stohl è che oggi il pubblico non segue una storia in un solo mezzo, e che il mezzo con cui una storia nasce finisce per decidere tutto quello che viene dopo. Invece di partire da un gioco e adattarlo in fumetto, o viceversa, lo studio dice di mettere nella stessa stanza autori di discipline diverse fin dal primo giorno.

La parte concreta di questo discorso sono i nomi. Fra i soci fondatori ci sono Stephen Wacker, direttore editoriale di Marvel Comics, e Lewis Peterson, ex amministratore delegato di 7 Studios poi dirigente di Activision Blizzard. Allo studio collaborano più di 250 autori, fra cui il regista Jay Roach, la sceneggiatrice Akela Cooper e, dentro One Zero One, Eric Heisserer, candidato all’Oscar per la sceneggiatura di Arrival. Gli investitori comprendono Griffin Gaming Partners, fondo specializzato nel settore dei videogiochi.

Perché la cosa interessa chi gioca

Per il pubblico dei videogiochi la notizia sta in quello che manca. Nel comunicato non c’è un gioco annunciato, non c’è un motore grafico, non c’è una piattaforma. Il nome di Jones vale molto proprio perché ha diretto Destiny e ha creato Halo, e lo stesso comunicato ricorda che le sue serie hanno prodotto un valore stimato in quindici miliardi di dollari e raggiunto oltre 250 milioni fra giocatori, spettatori e lettori. Che il primo prodotto sia un fumetto gratuito dice che la società nasce per costruire una proprietà intellettuale prima di costruire un gioco.

Lo stesso Jones lo mette in chiaro: dice di aver passato la vita a fare giochi ma di aver sempre voluto scrivere, e racconta dei viaggi in bicicletta da ragazzo verso le librerie dell’usato di Chicago. È una dichiarazione personale, non una strategia industriale, ma spiega l’ordine delle cose.

Il contesto in cui esce

Jones era rimasto a Bungie dal 1991, da ultimo come responsabile della visione creativa. Secondo quanto è stato riportato, quel ruolo sarebbe stato fra quelli eliminati nei tagli decisi da Sony allo studio nel corso dell’anno, e l’annuncio di Stone Kite ne sarebbe la conferma indiretta. Bungie non ha commentato, e la società non ha confermato in che termini il rapporto si sia chiuso.

Per noi il filone è noto: a settembre avevamo raccontato come Bungie sia tornata indietro riportando dentro Destiny 2 i contenuti rimossi, mentre il 3 ottobre esce sul sito un pezzo sulle tre strade che un ex dirigente indica ad Activision per il futuro di Halo. Le due serie create da Jones stanno attraversando entrambe una fase di riassetto, e lui nel frattempo è andato a fare altro.

La parte che va guardata con attenzione

L’operazione ha anche un lato che conviene non comprare a scatola chiusa. Lo schema dell’universo costruito su più mezzi insieme è stato promesso molte volte e ha funzionato poche, perché richiede che i prodotti successivi arrivino davvero e che siano buoni, come nota Game Informer. Per adesso esiste un fumetto, un elenco di nomi e un fondo di investimento alle spalle.

Cosa non si sa

Non si sa se Stone Kite farà videogiochi, con quali partner e con quali tempi; non si sa quanto capitale abbia raccolto; non si sa quando usciranno le produzioni audio e per lo schermo annunciate per il 2027, elencate senza dettagli. L’unica scadenza verificabile è la pubblicazione dei prossimi numeri del fumetto, attesi entro l’inizio del 2027.

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