Tre avventurieri con bastone, spada e arco in una radura boscosa, illustrazione di Gardens Interactive

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Gardens Interactive ha raccolto 70 milioni di dollari in totale, e il suo gioco non l’ha ancora mostrato a nessuno

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Gardens Interactive ha chiuso un round da oltre 35 milioni di dollari guidato da Lightspeed Venture Partners, e con questo arriva a più di 70 milioni raccolti da quando esiste. Lo studio non ha ancora annunciato il suo gioco: non ha un titolo, non ha una data, non ha mostrato pubblicamente altro che disegni preparatori. La notizia l’ha data per primo Bloomberg ed è stata ripresa il 7 ottobre da GamesBeat, che parla di soldi destinati al lancio e alla gestione del gioco dal vivo.

Chi mette i soldi

Lightspeed guida il round e aumenta la propria quota. Attorno c’è una lista che Dealroom riassume così: Sequoia Capital, Index Ventures, Accel, Innovation Endeavors (il fondo di Eric Schmidt), Bayshore, Zenith Capital, Krafton e Yamauchi No.10. Quest’ultimo è il family office fondato dagli eredi di Hiroshi Yamauchi, il presidente che guidò Nintendo per cinquantatré anni, e non va confuso con Nintendo stessa: investe soldi di famiglia, non dell’azienda.

Fra le persone fisiche compaiono Stewart Butterfield, che ha fondato Slack e lo ha guidato fino al 2024, Andy Zhong di FunPlus e Thomas Dimson, passato da Instagram e tra gli autori di Sora, il generatore di video di OpenAI. Le sottoscrizioni arrivano a scaglioni, e il round dovrebbe chiudersi entro fine mese.

Il consiglio cambia faccia

Lightspeed porta nel consiglio V Pappas, ex direttore operativo di TikTok. Krafton sostituisce Maria Park con Mike Hong, e Park passa a un ruolo di consulenza esterna. Moritz Baier-Lentz, che nel consiglio c’era stato per tre anni, torna come consulente indipendente. James Altman, fondatore di Zenith Capital, si occuperà dei rapporti con gli editori e di portare il mondo del gioco su altri media. Tradotto: prima ancora dell’annuncio, qualcuno in azienda lavora già ai film, alle serie o ai libri.

Che cosa stanno facendo, per quel poco che si sa

Gardens nasce nel febbraio 2022 fra Portland e Los Angeles, come raccontava allora God is a Geek. I fondatori sono tre: Chris Bell, che ha lavorato a Journey ed è stato lead designer di What Remains of Edith Finch, Lexie Dostal, tra gli autori di Dustforce, e Stephen Bell, che ha scritto per Blaseball e per lo stesso Edith Finch.

Del gioco si sa quello che i fondatori hanno detto nel 2023. A PC Gamer Chris Bell lo descriveva come un gioco di ruolo d’azione fantasy online con PvPvE, cioè con giocatori che si affrontano fra loro dentro un mondo pieno di nemici controllati dal computer. L’ambientazione è una natura selvaggia dove la cooperazione conviene ma il tradimento resta possibile. In un’intervista a 80.lv dello stesso mese spiegava le scelte tecniche: motore Unity esteso in casa, una tecnica di resa delle linee sviluppata apposta per portare in tre dimensioni lo stile dei disegni, e Coherence per la parte di rete. Nell’articolo del 7 ottobre GamesBeat lo definisce un gioco di ruolo sociale e usa la parola strandbox. Il termine il settore lo ha preso da Death Stranding e indica un mondo aperto in cui i giocatori si aiutano a distanza senza incontrarsi davvero.

Settanta milioni e nessun annuncio

Settanta milioni di dollari vanno letti accanto alle cifre che girano per i giochi di cui si conoscono i bilanci. A settembre il sito ha scritto che The Blood of Dawnwalker è costato 40 milioni di dollari, quanto Kingdom Come: Deliverance 2. Gardens ne ha raccolti settanta e non ha ancora un gioco da vendere, il che dice due cose insieme: che i finanziatori credono molto al progetto e che un gioco con gestione dal vivo costa parecchio anche prima di uscire.

Il primo round, da 31,3 milioni, era stato co-guidato da Lightspeed e Krafton nel luglio 2023, e l’annuncio di Lightspeed elencava già allora un sostegno simile. Krafton, che da allora siede nel consiglio, è la stessa azienda che il 2 ottobre ha cancellato PUBG Black Budget dopo quattro anni di lavorazione: segno che un posto nel consiglio di qualcun altro non mette al riparo dai conti di casa propria.

Cosa non si sa

Non si sa quando il gioco verrà annunciato, su quali piattaforme uscirà, quanto sia grande adesso lo studio e quale sia la valutazione a cui è avvenuto l’aumento di capitale: Dealroom scrive che non è stata comunicata. C’è anche un dettaglio rimasto senza spiegazione: nel luglio 2023 Chris Bell veniva presentato come amministratore delegato oltre che direttore creativo, mentre nell’articolo del 7 ottobre 2026 GamesBeat indica alla guida Stephen Bell. Nessuna delle fonti lette dice quando e perché il ruolo sia passato di mano. L’unico appuntamento dichiarato è la chiusura del round entro la fine di ottobre.

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