Nei bullet heaven, cioè i survivors-like sulla scia di Vampire Survivors dove gli attacchi partono da soli e a te resta soltanto muoverti e non morire, la trovata è diventata l’unica valuta di scambio: ogni uscita arriva con la sua variante appiccicata sopra un impianto che conosciamo a memoria, e[...]
Nei dating sim il rischio è una decorazione. Il personaggio che ti piace finisce per dirti di sì, basta ricaricare il salvataggio abbastanza volte, e la punizione per la risposta sbagliata è un finale brutto da rifare in venti minuti. Un corteggiamento in cui non puoi perdere niente è un[...]
Siamo arrivati al punto in cui a un director si può chiedere, con la faccia seria, se il finale del suo gioco è compreso nel prezzo del suo gioco. Non è una domanda paranoica: è la conseguenza logica di anni di trilogie che si chiudono in un pacchetto a parte,[...]
Ci sono due modi per far sapere al mondo che stai lavorando a un gioco. Il primo prevede un palco, un montaggio a tempo di musica e un pubblico che urla in sala. Il secondo prevede un bilancio d’esercizio in svedese, depositato per obbligo di legge, e un utente Reddit[...]
Il mercato dei remake ha generato un passatempo collaterale che nessuno aveva chiesto: l’esegesi del bollino d’età. Non il trailer, non il gameplay: il bollino. Adulti pensanti che passano il pomeriggio a confrontare descrittori di classificazione come fossero note di patch trapelate, e che dall’assenza di due parole ricavano un[...]
Il mercato del gratis ha prodotto più sfumature di prezzo zero di quante ne serva a un essere umano per capire cosa sta scaricando. C’è il gratis che resta, il gratis che scade, il gratis con la carta di credito già inserita e il gratis che dopo tre ore ti[...]