Ogni volta che un’azienda annuncia una tecnologia “per i creator” nel giro di sei mesi la ritrovi a fare il lavoro per cui prima pagavi un attore. È il canovaccio del 2026: prima il tool sperimentale limitato a chi smanetta, poi il rilascio pubblico con il comunicato che parla di[...]
Il mercato ha una parola magica per fingersi vivo quando i conti non tornano: esclusiva. Basta pronunciarla in un’intervista e il trimestre peggiore in un quarto di secolo diventa una scelta strategica invece di una resa. Funziona particolarmente bene se hai appena tagliato tremiladuecento posti di lavoro e vuoi convincere[...]
Il 28% degli sviluppatori ha perso il lavoro negli ultimi due anni, secondo il report GDC 2026 della Game Developers Conference, la principale fiera di settore per chi progetta videogiochi. Dietro ci sono di solito debiti da acquisizione, tagli imposti dagli investitori e la corsa a sostituire reparti interi con[...]
Il suffisso “-lite” è lo strumento retorico preferito di chi non può permettersi il gioco a cui si ispira: basta scrivere “soulslike-lite” o, come in questo caso, “twin souls-lite”, e il pubblico riempie da solo la distanza tra l’ambizione dichiarata e il budget reale. Di solito funziona. Qui, sorprendentemente, funziona[...]
Ogni settimana spunta su X un altro sviluppatore solitario che promette il prossimo grande action RPG, con tre render su ArtStation, un Discord da duecento iscritti e zero righe di codice che reggono oltre il trailer d’annuncio. Il tasso di sopravvivenza di questi progetti è più basso di quello dei[...]
Il 14 luglio, Grant Taylor-Hill ha pubblicato su Insider Gaming un’intervista di quaranta minuti a Troy Baker, l’attore che ha dato voce a Joel in The Last of Us e a Ocelot nella saga Metal Gear Solid. Lo stesso giorno, sullo stesso sito, un altro articolo raccontava che Ubisoft Barcellona[...]
Sulla scheda Steam di FLASK, il nuovo roguelike dello studio danese Chop Chop Games pubblicato da Ghost Ship Publishing, compare tra i tag la voce “Auto Battler”: la premessa giusta per aspettarsi una griglia con gli eroi piazzati a mano e lasciati a menarsele da soli, come in Teamfight Tactics.[...]
C’è un tecnico Fastweb che deve arrivare “tra le 8 e le 18” e tu resti lì, davanti alla finestra, senza fare nient’altro, pronto a scattare al citofono. Questo, in informatica, si chiama busy waiting: invece di farti chiamare quando serve, blocchi un intero processo solo per controllare se è[...]
Il genere RTS è quel parente ricco di famiglia che tutti davano per disperso, salvo poi scoprire che si è solo trasferito in un appartamento più piccolo, gestito da un solo inquilino con il conto in banca di uno stipendio normale e nessun publisher a dirgli cosa tagliare dal budget.[...]
Il survival zombie in accesso anticipato è il genere che vive di luna di miele. Escono, i primi diecimila giocatori si estasiano per aver trovato scatolette di fagioli in un garage abbandonato, il punteggio Steam schizza oltre il 90% e poi, mese dopo mese, quella percentuale scende insieme all’entusiasmo di[...]
Il filone “villainess” in senso stretto è quello della akuyaku reijou: una protagonista reincarnata dentro un otome game, il dating sim giapponese pensato per un pubblico femminile, nei panni della nobildonna condannata a un finale rovinoso, che sfrutta la memoria di una vita precedente per evitarlo. The Great Villainess: Strategy[...]
C’è un modo infallibile per sapere se un settore è davvero nei guai: quando nemmeno il curriculum perfetto basta più ad aprire una porta. Glen Schofield, il creatore di Dead Space (Steam, Motive Studio per Electronic Arts), ha appena chiuso trentacinque anni di carriera con un video su LinkedIn, e[...]