Chi ha ereditato anche un solo progetto scritto da altri conosce il terrore di aprire una cartella e trovare la scritta end of life su mezza toolchain, cioè sull’insieme degli strumenti con cui il software viene costruito: bisogna smontare tutto, spostarlo altrove e sperare che nessuno se ne accorga durante il trasloco. È più o meno quello che è successo a Rusty Lake, lo studio indie di Amsterdam dietro Servant of the Lake, punta e clicca uscito il 13 agosto 2026 su Steam, iOS e Android. Dieci anni di codice sono stati tirati fuori da una piattaforma che rischiava di essere spenta da un giorno all’altro, ed è la parte della storia di cui nessuno ha parlato.
Dieci anni di codice legacy portati a Unity
Fino a questo capitolo, tutta la saga Rusty Lake, dal primo Cube Escape del 2015 in poi, girava su Adobe AIR, il runtime che Adobe ha lasciato invecchiare per anni e che periodicamente rischia la chiusura definitiva. Nella sessione di domande e risposte sullo sviluppo lo studio lo racconta quasi ridendoci sopra: hanno portato tutto su Unity anche per mettersi al riparo da una nuova, eventuale sospensione di Adobe AIR, come si legge sul blog ufficiale dello studio.
La migrazione è cominciata a gennaio 2026. Insieme al fatto che il progetto nel frattempo era quasi raddoppiato tra storia ed enigmi, ha fatto slittare l’uscita rispetto al piano iniziale (la primavera dello stesso anno) fino ad agosto, come spiegato nell’aggiornamento ufficiale pubblicato dallo studio. Il progetto era nato come prototipo nell’estate 2024, dopo che l’idea di tornare alla tenuta Vanderboom era rimasta in un cassetto fin dai tempi di Rusty Lake: Roots, uscito nel 2016. È stato annunciato ufficialmente il 1° maggio 2025, per i dieci anni dello studio, con un trailer arrivato il 21 agosto 2025 e una demo giocabile dal 13 ottobre 2025.
Rusty Lake è lo studio fondato ad Amsterdam nel 2015 da Robin Ras e Maarten Looise, ispirato all’atmosfera di Twin Peaks. In dieci anni hanno costruito attorno alla famiglia Vanderboom un intero universo di avventure punta e clicca in stile escape room, dai gratuiti Cube Escape ai capitoli premium come Rusty Lake Hotel e lo stesso Roots.
Tre giorni di servizio nella tenuta Vanderboom
In Servant of the Lake si vestono i panni di una domestica assunta per tre giorni nella tenuta Vanderboom. La sceneggiatura colloca la vicenda decenni prima degli eventi di Roots, nel 1839, con Aldous e William Vanderboom impegnati a preparare l’elisir di lunga vita, come ricostruisce la recensione di LadiesGamers. Il lavoro va dalle faccende più innocue (stirare tovaglie, preparare il caffè) alle assistenze meno innocenti nei laboratori alchemici di famiglia, con gli enigmi in classico stile escape room a fare da collante tra una stanza e l’altra. Le tre giornate sono divise in mattina, pomeriggio e sera, e poi ancora in compiti assegnati.
La novità più visibile rispetto ai capitoli precedenti è un taccuino che permette di scrivere appunti e disegnare a mano libera: una specie di changelog personale, cioè l’elenco delle modifiche che un programmatore tiene per ricordarsi cosa ha toccato. Serve a tenere insieme indizi visivi sparsi su più stanze.
Il modo più rapido per farsi un’idea del ritmo tra faccende domestiche e follia alchemica è guardarlo muoversi.
La demo, ancora scaricabile su Steam, era arrivata quattordicesima per numero di giocatori durante lo Steam Next Fest di ottobre 2025, quando era stata pubblicata: un piazzamento niente male per un punta e clicca senza combattimenti né azione.
Come è stato accolto, secondo chi l’ha giocato
Il giudizio del pubblico è netto: la scheda Steam segna 98% di recensioni positive con l’etichetta “Estremamente positive”, e già a metà agosto i giudizi erano oltre tremiladuecento. Numeri alti per un team che ha passato metà dello sviluppo a spostare dieci anni di codice fuori da una piattaforma in bilico.
La stampa specializzata è più articolata, e vale la pena mettere in fila i quattro rilievi che tornano. Sul taccuino, Jump Dash Roll scrive che torna utile davvero, perché diversi enigmi chiedono di ricordare schemi incontrati ore prima in altre stanze.
Non tutto fila liscio, e qui il gioco di parole è quasi involontario: a un certo punto bisogna schiacciare un insetto dentro la farina d’avena prima di servirla al padrone di casa. È uno dei tanti dettagli grotteschi, fluidi corporei compresi, che Screen Hype segnala come intensi. Al punto da meritare un avviso sui contenuti che sulla scheda Steam manca del tutto, ed è l’unica cosa di questo lancio su cui lo studio ha davvero sbagliato.
Sul fronte enigmi, la demo aveva convinto per la difficoltà misurata; nella versione completa qualche passaggio la alza fino alla frustrazione, secondo Pocket Gamer. E chi ha già visitato la tenuta Vanderboom in Rusty Lake Hotel o in Roots riconoscerà la struttura quasi stanza per stanza: Kotaku lo definisce un ritorno un po’ troppo familiare alla formula, più che un salto in avanti. È la stessa ambivalenza, in fondo, di una migrazione fatta bene: il motore sotto è nuovo, quello che ci gira sopra assomiglia moltissimo a prima. Chi cerca un’atmosfera diversa da quella già vista può dare un’occhiata anche a Endacopia, altro punta e clicca horror uscito quest’estate con tutt’altro travestimento.
Il conto finale sta in due numeri: 7,99 euro al lancio su Steam, 4,99 sulle versioni iOS e Android, per quattro-sei ore di gioco. Su PC, al momento in cui scriviamo, la scheda applica anche uno sconto del 25%.
Il verdetto: a otto euro per cinque ore, con quel 98% dietro, il rischio che si corre comprandolo è quello di annoiarsi un po’ se si è già consumata l’intera bibliografia Vanderboom. Il vero avvertimento è un altro, e riguarda gli insetti nel cibo e i fluidi corporei: chi si impressiona farebbe bene a saperlo prima di avviare il gioco, non a metà, visto che la scheda Steam non si prende la briga di dirglielo.


