Combattimento a mani nude in prima persona in Scirocco Thugs

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Scirocco Thugs, il picchiaduro in prima persona ambientato nel Sud Italia

Tempo di lettura: 3 minuti

Il picchiaduro in prima persona è il genere che tutti citano e nessuno fa, perché richiede una cosa che il mercato ha smesso di finanziare: animazioni buone. Non asset comprati, non ragdoll che si accasciano come un impiegato al terzo caffè, proprio animazioni disegnate da qualcuno che sa dove va il gomito quando parte un montante. Motivo per cui, ogni volta che qualcuno ci prova, io mi presento con la diffidenza di chi ha già installato e disinstallato quattro cloni nello stesso mese.

Scirocco Thugs lo firma BRIAN DAMAGE, che sviluppa e pubblica senza editore, e sta su Steam senza data, senza prezzo e con i requisiti ancora compilati a “da definire”. Si interpreta un tale che si chiama Tugg DiMamma, si attraversa un Sud Italia da cartolina sporca, si arriva al Don e si regola un conto. Detto così sembra una barzelletta che qualcuno ha deciso di trasformare in software, e in parte lo è.

Estetica da sagra di paese, matematica da cabinato

Sotto la caricatura c’è una struttura arcade con le regole vecchie, quelle in cui il punteggio non è un numerino decorativo ma il sistema di progressione. I colpi si concatenano in combo, la combo alza il moltiplicatore, il moltiplicatore restituisce salute. Tradotto: non puoi giocare in difesa, perché stare fermi a schivare ti lascia a secco. Devi menare per curarti, che è la definizione più onesta di game design aggressivo che abbia sentito quest’anno.

I punteggi alti sbloccano contenuti nascosti, e lo stage a ondate si apre solo con la medaglia d’oro. È una struttura che divide il pubblico in due: quelli che rigiocano lo stesso livello dodici volte per limare tre secondi, e quelli che vedranno metà del gioco e chiuderanno pensando che fosse corto. Io appartengo alla prima categoria e ho il backlog a dimostrarlo, quindi consideratemi parte in causa.

L’arsenale è la parte che mi ha fatto ridere: tubi di piombo, pale, catene arrugginite, tondini per il cemento armato. E a un certo punto un cartello di stop. Ci sono anche revolver e fucili, ma dalla descrizione dello sviluppatore le armi da fuoco sembrano il ripiego per quando la situazione degenera, non il piano A.

La demo su Steam è arrivata alla versione 2.0 per il Next Fest di giugno, con tre livelli, uno stage a ondate sbloccabile e una difficoltà chiamata BOSS, che infila nemici speciali dentro i livelli già visti. Sta al 96% su 89 recensioni: 86 positive, 3 negative. Chi l’ha provata per Horror Geek Life scrive che è piccola ma fa quasi tutto bene, che nel gergo delle demo significa “il combattimento funziona, il resto non l’abbiamo visto”.

Due avvertenze, perché i fatti valgono più della simpatia. La prima: l’inglese è l’unica lingua disponibile, e in un gioco che vive di caricatura verbale italiana la cosa ha del comico involontario. La seconda: sulla pagina itch.io il progetto è etichettato come realizzato senza IA generativa. Nel 2026 non è una medaglietta, è un’informazione che sempre più gente vuole prima di aprire il portafoglio, e va detto che qui c’è.

Resta un buco che non riesco a tappare. Le testate italiane lo mettono tra le produzioni nostrane e l’ambientazione lo fa sembrare scontato. Solo che BRIAN DAMAGE non dichiara la propria sede da nessuna parte: né su Steam, né su itch.io, né sui profili collegati alla scheda. Un caso opposto ce l’abbiamo raccontato a gennaio con Loan Shark, dove lo studio torinese la sede la dichiara in cima a ogni comunicato.

Ambientare un gioco tra i palazzoni del Sud non rende italiano chi lo ha fatto. Finché non arriva una riga firmata dallo sviluppatore, quella resta una supposizione che mi rifiuto di scrivere come fatto.

Il verdetto: la demo dimostra che il combattimento funziona e non dimostra altro, perché tre livelli sono tre livelli. Senza una data, per ora Scirocco Thugs è un gioco da provare gratis, non da aspettare. Scaricatelo lo stesso: chi tiene in piedi un progetto così senza un editore alle spalle si merita almeno che qualcuno lo giochi e gli lasci due righe di recensione.

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