Nel giorno dell’uscita nei negozi arriva una conferma ufficiale: Monolith Soft, lo studio sussidiario di Nintendo, ha partecipato in modo diretto allo sviluppo del remake di The Legend of Zelda: Ocarina of Time per Switch 2. La comunicazione è arrivata tramite l’aggiornamento del catalogo sul portale societario dello sviluppatore, dopo che nei giorni precedenti la casa madre aveva indicato la divisione interna Nintendo Entertainment Planning & Development Production Group No. 3 come responsabile principale del progetto. Secondo quanto indicato nell’avviso dello studio, ripreso nelle scorse ore da Nintendo Life, l’incarico ha riguardato lo sviluppo parziale su contratto di tre comparti chiave: il game design, la programmazione e la grafica.
L’apporto dello studio responsabile della serie Xenoblade Chronicles non rappresenta un caso isolato all’interno della scuderia societaria. Secondo la cronologia delle collaborazioni industriali di GameRant, Nintendo possiede la totalità delle quote di Monolith Soft dal 2024, che ha reso la struttura con sede a Tokyo un polo di supporto tecnico costante per le produzioni di punta. La società ha già prestato manodopera specializzata alla costruzione degli ambienti aperti di The Legend of Zelda: Breath of the Wild e The Legend of Zelda: Tears of the Kingdom, oltre ad aver contribuito alla realizzazione di Splatoon 3 e Animal Crossing: New Horizons.
Nel corso degli ultimi dodici mesi l’impegno dello studio si è esteso a diverse produzioni destinate al nuovo hardware. Oltre ad aver curato il supporto per Splatoon Raiders, la squadra tecnica ha annunciato sui propri canali di aver modellato circuiti e modelli dei personaggi per Mario Kart World, lanciato insieme alla console il 5 giugno 2025. In parallelo alla gestione dei marchi altrui, lo studio ha portato avanti la riedizione dei propri giochi di ruolo: secondo il resoconto di Siliconera relativo alle trasmissioni Nintendo Direct, dopo il pacchetto per il primo capitolo uscito in estate e il secondo episodio distribuito il 30 luglio 2026, l’aggiornamento di Xenoblade Chronicles 3 è programmato per il prossimo 3 dicembre 2026 con risoluzione 4K e frequenza a 60 fotogrammi al secondo.
I cambiamenti apportati al classico per Nintendo 64
La revisione di The Legend of Zelda: Ocarina of Time interviene sull’infrastruttura dell’edizione originale del 1998, modificando la navigazione spaziale con l’introduzione della rotazione libera della telecamera e del salto manuale. L’analisi approfondita pubblicata da TheGamer evidenzia come gli sviluppatori abbiano riadattato la struttura dei labirinti: i dungeon presentano enigmi ripensati, la rimozione di alcune chiavi per snellire l’esplorazione e la ridistribuzione dei collezionabili, inclusi i frammenti di cuore e i tesori dei Gold Skulltula. Anche i minigiochi come il Bombchu Bowling offrono parametri più permissivi, mentre l’attraversamento dei Lost Woods è guidato da indicatori visivi aggiunti ai consueti indizi sonori.
Il rifacimento grafico impiega un nuovo sistema di illuminazione, geometrie poligonali rifatte e texture ridefinite per ambienti quali Kokiri Forest, Zora’s Domain e Hyrule Castle Town. L’analisi tecnica di TheGamer segnala inoltre una riscrittura dei parametri dei boss, che dispongono ora di riserve di punti salute più ampie per impedire l’eliminazione rapida delle prime fasi; il boss Morpha nel Water Temple ha ricevuto schemi di attacco inediti. La colonna sonora originale composta da Koji Kondo è stata preservata negli arrangiamenti ma registrata nuovamente in alta fedeltà, affiancata da sequenze narrative animate con doppiaggio completo e dialoghi inediti per l’antagonista Ganondorf.
Sul piano dei contenuti di supporto compaiono elementi inediti come le incisioni Fairy Thoughts sparse sulla mappa, che consentono di ricaricare le risorse completando piccoli enigmi con l’ocarina, e i semi Business Scrub Seeds, utili per evocare mercanti in qualunque zona. Nella disamina della testata estera TheGamer viene descritto anche l’inserimento della modalità Hall of Fallen Foes: si tratta di una galleria consultabile che raccoglie i modelli tridimensionali di tutti i nemici sconfitti, ne illustra i punti deboli e consente di affrontare sfide consecutive contro i boss già battuti nella campagna principale.
Accoglienza della critica e distribuzione della versione preliminare
La risposta degli addetti ai lavori ha registrato votazioni molto elevate all’apertura delle recensioni internazionali. Secondo la rilevazione dei dati aggregati riportata da TheGamer, il remake ha raggiunto una valutazione media di 96 su Metacritic e di 95 su OpenCritic, calcolata su un campione iniziale di 48 recensioni registrate il 4 novembre 2026. Tra i verdetti attribuiti compaiono il punteggio massimo di 5 su 5 da parte di TheGamer e una valutazione analoga su Destructoid, mentre GameSpot ha assegnato una valutazione di 9 su 10.
La settimana precedente l’arrivo sugli scaffali era stata segnata dalla diffusione anticipata del gioco, da una copia di origine non chiara. Secondo la cronaca di TheGamer, il 31 ottobre 2026 un utente su Reddit ha diffuso immagini del menu di sistema e filmati di gioco, dichiarando di aver ottenuto una copia fisica della cartuccia sul circuito di compravendita di Facebook Marketplace. L’episodio ha anticipato di cinque giorni la distribuzione regolare del software, riaccendendo l’attenzione sulle misure di controllo logistico della casa giapponese in concomitanza con la diffusione online dei primi programmi amatoriali di emulazione per il nuovo sistema.
Cosa succede ora
L’aggiornamento tecnico per Xenoblade Chronicles 3 su Switch 2 è previsto per il 3 dicembre 2026, data indicata dal produttore durante il Nintendo Direct del giugno 2026 riassunto da Siliconera. Il pacchetto renderà disponibile la modalità a ondate, missioni secondarie inedite ed eventi narrativi con doppiaggio esteso.
Per quanto riguarda l’impiego futuro di team sussidiari sui marchi classici di Nintendo, al momento non risultano comunicazioni di Monolith Soft o Nintendo su nuovi incarichi analoghi o sul mantenimento interno della supervisione da parte di EPD Production Group No. 3.

















