Castlevania: Belmont’s Curse su Steam supera il picco storico di Dead Cells, ma gli utenti lo tengono al 67 per cento

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Castlevania: Belmont’s Curse su Steam ha toccato 17.896 giocatori contemporanei poche ore dopo l’uscita del 15 ottobre, un numero che PCGamesN registrava come già superiore al picco di sempre di Dead Cells. È il gioco con cui Konami riporta la serie in due dimensioni, e lo firmano due studi che arrivano dalla parte opposta: Evil Empire e Motion Twin, cioè gli autori di Dead Cells. Castlevania: Belmont’s Curse costa 29,99 euro di listino e si trova a 22,49 su Fanatical.

Accanto a quel numero ce n’è un altro, e tira nella direzione opposta. Le recensioni degli utenti su Steam sono 2.551 e il 67,2 per cento è positivo, che sul negozio si traduce nell’etichetta “nella media”. La stampa invece lo ha accolto bene: su OpenCritic, l’aggregatore che fa la media dei voti dei critici, il gioco sta a 85 su cento con il 97 per cento di recensioni che lo consigliano, come riporta GameRant. Diciotto punti di distanza fra chi lo recensisce e chi lo compra non sono un dettaglio statistico: sono due giudizi diversi sullo stesso gioco.

Su cosa si divide chi gioca

Una recensione positiva scritta in italiano sul negozio spiega la frattura meglio di molti articoli. Belmont’s Curse non continua la formula aperta da Symphony of the Night nel 1997, quella con le statistiche, i livelli e l’equipaggiamento da gioco di ruolo. Riprende invece l’impianto che la serie aveva fino a Super Castlevania IV, aggiungendoci qualche elemento di Symphony, come il ritorno sui propri passi e le armi di natura diversa. Chi aspettava il primo tipo di gioco si ritrova davanti il secondo.

Le due lamentele che ricorrono nelle recensioni negative più votate sono precise. La prima è la colonna sonora. Un giocatore che dice di essere cresciuto con Symphony of the Night scrive che ambientare il gioco nella Parigi del 1499 e sostituire organi e cori con brani elettronici e ritmi hip hop “rompe completamente l’immersione”. L’unico modo che ha trovato per godersela, aggiunge, è spegnere la musica del gioco e mettere la vecchia colonna sonora da un’altra parte. La seconda sono le prestazioni: un altro segnala su Steam Deck caratteri minuscoli, scatti e immagine che impazzisce aprendo il menu, e su PC un blocco del gioco se il monitor sta sopra i sessanta hertz. Fra le recensioni positive c’è anche chi mette in fila le due obiezioni e risponde che non bastano a liquidare il gioco.

Come è stato trovato quel ritmo

Evil Empire è arrivato alla forma finale del gioco al terzo tentativo. Lo racconta Ben Laulan, responsabile commerciale di Evil Empire, nell’intervista a PCGamesN: “abbiamo avuto molte versioni diverse del gioco. Ne avevamo di molto più lente, con un’atmosfera alla Dark Souls, combattimento ancora più pesante e ritmo rallentato. Poi ci siamo accorti che non era Castlevania, perché era troppo lento, troppo intenso e troppo difficile”. Lo studio ha alzato la velocità e si è ritrovato nel problema opposto: “era troppo Dead Cells, perché era troppo frenetico, e l’esplorazione non c’era quanto serve in un Castlevania”. La terza versione sta in mezzo.

Lo studio è nato da Motion Twin per continuare a lavorare su Dead Cells, che le sue influenze da Castlevania le portava in faccia. La strada ha finito per chiudere il cerchio: prima il contenuto aggiuntivo in cui le due serie si incontravano, poi un Castlevania vero. In mezzo c’era stato, con Ubisoft, The Rogue Prince of Persia. L’amministratore delegato Thomas Pfeiffeir dice che il marchio, invece di essere un peso, è “una cornice che ci dà creatività”, perché impedisce di andare dietro al proprio ego: si sa già a chi si parla.

Cosa c’è dentro

Si gioca Rose Belmont, ventitré anni dopo i fatti di Castlevania: Dracula’s Curse. La frusta serve a combattere e a spostarsi, con il movimento di chi sta su un trapezio. I boss, una volta sconfitti, vengono sigillati nei tarocchi di Rose e diventano Arcana, cioè incantesimi e azioni speciali da usare: nell’elenco che il sito ufficiale mette in vetrina ci sono Morte, Medusa e Carmilla insieme a nomi nuovi per la serie, come Giovanna d’Arco. Le armi stanno in sette categorie e si combinano con le Reliquie, che danno effetti in attacco e in difesa. Il parlato è in inglese e in giapponese, l’italiano è solo scritto, e una demo è disponibile sulla scheda Steam. Oltre alla versione base da 29,99 euro c’è la Midnight Edition a 39,99.

La macchina che manca

Il gioco è uscito su PlayStation 5, Xbox Series, Nintendo Switch e PC, e non su Switch 2. L’assenza era già stata notata da un ex dirigente di Nintendo of America, e ne abbiamo scritto l’8 ottobre. Su Steam il gioco gira soltanto su Windows. Della demo, a inizio mese, Greis aveva scritto che la frusta quasi non serve a frustare: nella demo era prima di tutto un modo per attraversare le stanze.

I numeri del giorno dopo

Alle 8.41 italiane del 16 ottobre i giocatori connessi erano 10.497, secondo i dati pubblici di Steam, quindi fuori dai primi quaranta della classifica dei giochi più giocati, dove in quel momento la soglia stava intorno ai 24.600. È la normale flessione notturna del fuso americano, e il dato che conta resta il picco. Le recensioni, invece, sono il numero che si muoverà: 2.551 sono poche per un lancio di questa portata, e la percentuale del giorno dopo il lancio non è quella che resterà fra due settimane.

Cosa non si sa

Konami non ha detto se il gioco arriverà su Switch 2. Evil Empire non ha commentato le due lamentele che girano sul negozio, e di una correzione per le prestazioni su Steam Deck e sui monitor a frequenza alta non c’è traccia in nessuna comunicazione ufficiale. Non si sa nemmeno quante copie siano state vendute: il picco dei giocatori contemporanei è l’unico dato pubblico, e vale per la versione PC.

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