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Warren Spector mette in fila i compensi dei dirigenti EA: 38,65 milioni al solo amministratore delegato

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Warren Spector mette in fila i compensi dei dirigenti EA: 38,65 milioni al solo amministratore delegato

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Warren Spector ha annunciato ad agosto 2026 che smetteva di sviluppare videogiochi. Il 5 novembre è tornato a scrivere su LinkedIn e ha elencato, nome per nome e cifra per cifra, quanto guadagnano cinque dirigenti di Electronic Arts.

Andrew Wilson, amministratore delegato: 38,65 milioni di dollari. Laura Miele, presidente: 13,7 milioni. Stuart Canfield, direttore finanziario: 11,3 milioni. Jake Schatz, responsabile legale: 8,4 milioni. Mala Singh, responsabile del personale: 8,3 milioni. L’elenco è nel suo post, in fondo a un ragionamento sulla chiusura di BioWare.

Da dove arrivano quelle cifre

Sono i compensi complessivi dell’anno fiscale 2026, cioè di un singolo periodo di dodici mesi, e vengono dall’ultimo fascicolo depositato alla SEC, l’autorità di vigilanza della borsa statunitense. Ultimo in senso proprio: dal 4 agosto 2026, dopo il passaggio al fondo sovrano saudita PIF, EA non è più quotata, e quelle tabelle non le pubblica più nessuno. Nello stesso fascicolo, per Wilson, c’è la voce compensation actually paid, che ricalcola i premi azionari sul prezzo del titolo a fine esercizio invece che sul giorno dell’assegnazione: 77 milioni di dollari.

PC Gamer ha aggiunto il raffronto che il post non fa: Wilson l’anno prima ne aveva ricevuti 30,5 milioni, Miele 9,1. L’aumento di otto milioni del primo è stato motivato anche con il raggiungimento di tutti gli obiettivi per un lancio di qualità di Battlefield 6. Quell’aumento è arrivato qualche mese dopo i tagli negli studi che quel gioco lo avevano fatto, e dopo la chiusura di Ridgeline Games.

Quei compensi non sono una conseguenza della chiusura di BioWare: sono stati decisi prima e per altri motivi. La retribuzione dei vertici segue un percorso suo, che i risultati dei singoli studi non toccano, nemmeno quando quegli studi vengono chiusi. Spector non sostiene il contrario, e il suo elenco funziona proprio perché le due cose viaggiano separate.

Perché è tornato a scrivere il 5 novembre

Spector aveva già commentato la chiusura di BioWare due settimane prima, con un intervento in cui dava della fesseria alla decisione. Molti gli avevano risposto che era una scelta d’impresa ragionevole, che i giorni migliori dello studio erano alle spalle e che un’azienda non vive di storia. La replica del 5 novembre nasce da lì: quell’obiezione rispondeva a un’altra domanda, perché il suo problema non era BioWare, era che le persone che prendono le decisioni che portano alle chiusure non pagano mai un prezzo.

Nel post lo scrive in forma di domande. Se le persone brave se ne vanno e il talento si diluisce, qualcuno ha costruito l’ambiente che le ha spinte fuori: quei distruttori di cultura pagano qualcosa? Poi chiede se un dirigente che sbaglia a leggere il mercato, assume troppo, finanzia male o commercializza peggio perda il sonno, o il posto. Nella versione riportata da Eurogamer, Spector si risponde da solo. Evidentemente no.

Thick as Thieves e il ritiro di agosto

L’ultimo gioco a cui Spector ha lavorato è Thick as Thieves, uscito nel 2026. Il 23 luglio OtherSide Entertainment ha pubblicato sulla pagina Steam del gioco un messaggio ai giocatori. Spiegava di avere perso la maggior parte delle persone che ci lavoravano, che era rimasta una squadra molto piccola e che non ci sarebbero stati altri aggiornamenti di contenuti. Un mese dopo Spector annunciava il ritiro.

Spector non ha più un gioco da difendere, un editore da tenersi buono o un finanziamento da chiedere. Nel settore si parla chiaro da quella posizione.

Quattrocento posti a BioWare

Per BioWare il conto annunciato il 21 ottobre parla di circa quattrocento posti. Qui su absolutegamer abbiamo seguito le settimane successive, dal memoriale allestito da un singolo davanti a un ufficio EA per sette studi chiusi da Bullfrog in poi, fino alla petizione dei fan arrivata alla Camera dei Comuni canadese. In mezzo c’è la ricostruzione di un ex sviluppatore secondo cui EA salvò BioWare nel 2009 e che nel 2026, con il debito contratto per l’acquisizione, non potrebbe più farlo nemmeno volendo.

Un’azienda appena uscita dalla borsa, con il debito di quell’operazione, taglia dove il ritorno è lontano e paga chi ha portato a casa il trimestre. È la macchina che Spector descrive. Wilson ha preso 38,65 milioni di dollari; a BioWare sono stati tagliati circa quattrocento posti.

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