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Everlast: Undying Tale, l’action RPG che omaggia gli MMO dei primi anni duemila e chiede la rete fra i requisiti

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Everlast: Undying Tale, l’action RPG che omaggia gli MMO dei primi anni duemila e chiede la rete fra i requisiti

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Everlast: Undying Tale mi ha ricordato la prima volta che ho scoperto che il mio localhost non era davvero mio. Giravo tutto in locale ed ero convintissima di avere il controllo della macchina, poi un pacchetto usciva comunque dalla scheda di rete. Qui la rete fa parte del pacchetto e va messa in conto prima di comprarlo, e per una volta non è un difetto nascosto ma un requisito scritto in scheda.

Lo firma InSpades, studio indipendente con le persone sparse in giro per il mondo, ed è la loro opera prima. Esce in accesso anticipato il 28 ottobre su Windows, Mac e Linux, in inglese soltanto. La demo c’è stata per lo Steam Next Fest, ma la scheda Steam, letta il 28 ottobre alle 11:38, non ne collega più una. Siamo in Sarkis, mondo fantasy di ispirazione fatata, con uno stile da libro di fiabe illustrato che nasconde un’anima macabra: i non morti si sono risvegliati, noi siamo sotto maledizione, e tocca a noi fare da ponte fra i vivi e i morti.

Una schermata di Everlast: Undying Tale tratta dalla galleria Steam
Everlast: Undying Tale © InSpades

La rete come requisito

L’architettura è la cosa che decide che gioco è davvero, quindi parto da lì. Si gioca completamente da soli, in co-op privata con gli amici, oppure su server da cento persone. La scheda Steam mette fra i requisiti una connessione internet a banda larga e gli annunci dello studio parlano di server della demo spenti per manutenzione, quindi conviene mettere in conto la rete anche per giocare da sola.

In un gioco pensato per essere acceso mezz’ora prima di cena la connessione è una tassa che va messa in conto, e che in una casa con la linea ballerina si sente.

Nel trailer si vede bene il passaggio che più spiazza chi arriva dai vecchi MMO, cioè la telecamera in terza persona in mezzo agli scheletri invece della visuale isometrica con il puntatore.

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La progressione è un omaggio dichiarato agli MMO dei primi anni duemila, Old School RuneScape in testa. Ci sono sedici abilità distinte che crescono praticandole e arrivano al livello 99, slegate da qualunque classe: taglio della legna, estrazione mineraria, pesca, cucina, lavorazione del legno, fino all’occultismo e alle discipline di combattimento. La differenza vera sta nel ritmo. Il team ha calibrato le curve perché i livelli salgano a vista d’occhio anche in un’ora di gioco. Le ricette di crafting utili arrivano prima di uscire dalla capitale, non a metà campagna.

Pad e mouse alla mano, la transizione a un combattimento attivo mi ha spiazzata per i primi minuti. Contro gli scheletri nelle foreste non basta cliccare e aspettare che i dadi facciano il loro lavoro: devi muoverti, posizionarti, schivare, menare fendenti. Lo studio ha progettato schivate ampie e finestre di parata indulgenti, quindi la barriera d’ingresso è bassa. Quello che si perde è la dimensione da secondo monitor, e una parte dei fan del genere gioca esattamente per quella.

Un'altra schermata di Everlast: Undying Tale tratta dalla galleria Steam
Everlast: Undying Tale © InSpades

La meccanica che mi ha convinta di più sono le Zone Desolate: aree in rovina sparse per la mappa che i giocatori ricostruiscono permanentemente versando materiali, e che una volta rimesse in piedi sbloccano stazioni di cucina, banchi da lavoro e punti di deposito comodi per chiunque passi di lì. C’è anche una casa da recuperare e personalizzare, dove si possono invitare gli amici. Lo studio dice di lavorarci da tre anni, e la quantità di sistemi già in funzione è fuori scala per un team indipendente.

Le animazioni di combattimento e qualche transizione dell’interfaccia tradiscono ancora la natura da accesso anticipato, e il gioco è ancora solo in inglese, che con sedici abilità da capire pesa. Il prezzo lo ha annunciato lo studio: 24,99 dollari, con il 20 per cento di sconto al lancio, quindi 19,99. Sul modello di vendita, abbonamenti e negozio interno compresi, non ho trovato una dichiarazione verificabile e preferisco non darlo per scontato.

Gli sviluppatori hanno detto che la struttura dei server somiglia a Valheim più che a un MMORPG, ed è la descrizione più onesta che potessero dare. Quello che si attraversa è il mondo di qualcuno, in cui gli altri entrano su invito. Su questo stesso terreno ne abbiamo visti altri nelle ultime settimane, da EVILGARD fino alla marcia indietro di Jagex su RuneScape Reignited.

Chi cerca un mondo fantasy accogliente in cui perdersi fra pesca, crafting e quest, senza la tossicità competitiva dei grandi MMO, qui ha trovato il posto. Chi invece vuole poter giocare offline mentre il router fa i capricci farà bene a controllare i requisiti prima di cliccare su acquista, perché la scheda Steam chiede una connessione a banda larga.

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