I licenziamenti di Ninja Theory sono cominciati il 5 ottobre 2026, e a renderli pubblici sono stati gli sviluppatori stessi. Nel giro di poche ore diversi dipendenti dello studio di Cambridge hanno scritto su LinkedIn di essere in esubero o di aver già lasciato il posto, chiudendo la procedura che Xbox aveva aperto tre settimane prima.
I messaggi sono stati raccolti dal giornalista Chris Kerr, che li ha segnalati su Bluesky, e poi verificati da VGC, la testata britannica Video Games Chronicle. Fra chi ha confermato di aver perso il lavoro o di essere a rischio ci sono un direttore tecnico, un progettista audio principale, una programmatrice di gioco, un artista dei personaggi, due artisti tecnici e due progettisti del suono. Sono nove nomi, cioè soltanto quelli di chi ha scelto di parlarne in pubblico. La programmatrice Katrin Mair ha scritto che la parte peggiore è “sapere che non arriveremo in fondo a quello che stavamo facendo”.
Cosa aveva annunciato Xbox il 22 settembre
Il secondo giro di tagli del piano di ristrutturazione interno, quello che Xbox chiama reset, aveva aperto la strada a tutto questo. Il 22 settembre il direttore operativo Matt Booty aveva messo nero su bianco 268 posizioni eliminate fra Halo Studios, altri studi interni e lo strato di management di Xbox Game Studios. Nello stesso documento spiegava che due accordi separati per cedere Ninja Theory erano saltati. Da lì la consultazione con i dipendenti su una chiusura proposta, formula che nel diritto del lavoro britannico indica la fase obbligatoria di confronto prima dei licenziamenti collettivi.
Lo stesso documento spostava Halo Studios e la serie Halo sotto Activision e faceva confluire Obsidian Entertainment dentro Bethesda. Univa poi Turn 10 e Playground Games in un’unica squadra su Forza e Fable, e certificava l’indipendenza di Undead Labs, che continuerà a pubblicare State of Decay 3 su Game Pass con un altro editore. Di quei cinque destini, quello di Ninja Theory è l’unico finito in una chiusura.
Dalla vendita annunciata a luglio alla consultazione di settembre
A luglio la dirigente di Xbox Asha Sharma aveva presentato il piano con numeri precisi: 3.200 posti in meno entro la fine dell’anno fiscale, 1.600 dei quali immediati, e cinque studi fuori dal perimetro. In quel documento Ninja Theory e Undead Labs non erano dati per chiusi ma per venduti, con un passaggio esplicito: avevano raggiunto un’intesa per entrare sotto una nuova proprietà, con i soldi per finire Senua e State of Decay 3. Tre mesi dopo, uno dei due studi è indipendente e l’altro sta licenziando.
Microsoft aveva comprato Ninja Theory nel 2018, in piena campagna acquisti. Prima di allora lo studio aveva fatto Heavenly Sword per PS3, Enslaved: Odyssey to the West e il riavvio di DmC: Devil May Cry. Nel 2017 si era giocato la propria indipendenza su Hellblade: Senua’s Sacrifice, prodotto con una squadra ridotta e venduto a prezzo contenuto per dimostrare che fra produzione indipendente e grande budget esisteva una via di mezzo. Il seguito, Senua’s Saga: Hellblade II, è uscito nel 2024 con ottime recensioni e vendite che Microsoft non ha mai dichiarato.
Cosa succede a Senua
Il terzo capitolo, intitolato semplicemente Senua, era stato annunciato a giugno 2026 durante lo showcase di Xbox, con uscita indicata per il 2027. Nessuno ha ancora detto cosa ne sarà. La sua posizione è scomoda per un motivo che con lo sviluppo non c’entra: secondo Game File, la newsletter di Stephen Totilo, a giugno Xbox aveva già deciso di cedere lo studio e aveva mostrato il trailer anche per attirare possibili compratori. Se la ricostruzione è esatta, il gioco è stato annunciato come parte di un’operazione di vendita che poi non si è chiusa.
Di certo c’è che gli investimenti annunciati a luglio per completarlo erano legati a un acquirente che non si è materializzato, e che la proprietà intellettuale resta a Microsoft qualunque cosa succeda allo studio.
Quello che ancora non si sa
Non è pubblico quante persone siano coinvolte in tutto: i nove nomi circolati sono quelli di chi ha scritto su LinkedIn, non un bilancio. Non è stata formalizzata la chiusura, che al 5 ottobre resta una proposta dentro una consultazione, e Xbox aveva scritto di voler continuare a cercare altre strade. Non c’è nessuna dichiarazione sul destino di Senua né sulla data del 2027. L’unico appuntamento in calendario è quello fissato da Booty nel documento di settembre: il 6 ottobre una riunione generale di tutta la divisione, convocata per parlare dei progressi del piano.
Sul resto della riorganizzazione il sito ha già scritto quando la dirigenza ha negato che Xbox fosse in vendita e quando è emerso che anche la cessione di Undead Labs era passata per una trattativa saltata prima di arrivare all’indipendenza.


