Xbox non è in vendita: lo ha detto Asha Sharma, amministratrice delegata della divisione giochi di Microsoft, in un’intervista al New York Times pubblicata il 30 settembre 2026. Sharma ha risposto alle voci secondo cui, dopo i licenziamenti e il passaggio di diversi studi ad altre società del gruppo, Microsoft si starebbe preparando a cedere o a scorporare Xbox. Ha aggiunto che farà tutto ciò che serve per mettere l’azienda nelle condizioni di avere successo e che valuterà le partnership giuste, il modello operativo giusto e quanto altro occorre.
Le voci a cui risponde
Secondo VGC, all’inizio dell’estate il sito The Information aveva scritto che Microsoft valutava di scorporare o riorganizzare la divisione giochi come società controllata al cento per cento, cosa che in teoria renderebbe Xbox più facile da vendere in futuro. Nell’intervista Sharma nega che esistano piani del genere. GamesIndustry.biz parla di una speculazione crescente su una possibile separazione di Xbox, che resterebbe vicina a Microsoft attraverso una partnership invece di stare nel suo bilancio.
La risposta non chiude del tutto questa strada. Eurogamer ricorda che, come ha notato lo stesso New York Times, le parole di Sharma non escludono che Xbox diventi un’entità indipendente che lavora a stretto contatto con Microsoft, come alcuni analisti hanno ipotizzato. Per ora, scrive Eurogamer, non ci sono segnali in questo senso. Sharma ha detto anche che con Microsoft c’è ancora molta strada da fare e che la squadra adotterà una visione di lungo periodo, come riporta Polygon.
Cosa è successo a Xbox quest’anno
Sharma ha preso la guida di Xbox a febbraio, senza esperienze precedenti nell’industria dei videogiochi: prima era presidente della divisione CoreAI di Microsoft e direttrice operativa di Instacart, la società di consegne a domicilio. Da allora la divisione ha avviato un “reset” che, secondo Eurogamer, prevede tagli per 3.200 posti di lavoro in tutta l’azienda entro la prossima estate. VGC precisa che un primo blocco di 1.600 tagli è arrivato in estate, altri 1.600 sono previsti entro la fine dell’anno fiscale di Microsoft e la seconda ondata, che Microsoft dà per completata al 75 per cento circa, è avvenuta nella settimana del 28 settembre.
Il reset ha cambiato anche la mappa degli studi. Eurogamer conta tre studi diventati indipendenti, Double Fine, Compulsion Games e Undead Labs, mentre il destino di Ninja Theory (Hellblade) e di Arkane (Dishonored) resta aperto. Halo è passato ad Activision, insieme a Rare e a World’s Edge, quella di Age of Empires, e Obsidian Entertainment è stata spostata sotto Bethesda. Sotto l’etichetta Xbox Game Studios restano, secondo la testata, The Coalition (Gears of War), Playground Games (Fable e Forza), Mojang (Minecraft), inXile Entertainment e ciò che resta di Halo Studios. Dei tagli e del passaggio di Halo abbiamo scritto il 22 settembre, e il giorno dopo di Undead Labs.
I numeri citati dal Times
Secondo GamesIndustry.biz, il New York Times calcola che Xbox pesi per circa il 6 per cento dei profitti complessivi di Microsoft. Gli abbonati a Game Pass, il servizio in abbonamento, hanno toccato un picco di 34 milioni prima di iniziare a calare, e Microsoft ha rinunciato a mettere i nuovi Call of Duty sul servizio dal primo giorno, per il timore che togliessero vendite ai singoli giochi. Sharma sostiene che Xbox ha 500 milioni di giocatori al mese e vuole espandersi in Africa, America Latina e Asia meridionale con il gioco in streaming.
Polygon aggiunge che nello stesso profilo il Times descrive l’accordo con Kojima Productions per Physint come molto inferiore a quanto Xbox spenderebbe di solito per sviluppare un gioco di prima fascia. Il tema lo avevamo trattato il 27 settembre, a proposito del budget da 400 milioni che circolava dopo il cambio di editore. Il giudizio di Satya Nadella, amministratore delegato di Microsoft, sulla riorganizzazione guidata da Sharma, definita “bella da vedere”, è invece in un altro pezzo del 26 settembre.
Cosa non si sa
L’intervista non spiega che cosa significhi in concreto il modello operativo giusto di cui parla Sharma, né quali partnership siano allo studio oltre a quella con Kojima Productions. Non dice se la divisione resterà dentro il bilancio di Microsoft nei prossimi anni e non indica scadenze. Il calendario verificabile è quello dei tagli, con la seconda ondata già avvenuta e i 1.600 posti del secondo blocco da completare entro la fine dell’anno fiscale.


