Microsoft preparerebbe per questa settimana nuovi licenziamenti Xbox, nell’ordine delle centinaia di posti, e l’accorpamento di più studi interni. Lo scrive The Information, che cita una sola fonte informata sui piani dell’azienda; la notizia è stata ripresa il 22 settembre 2026 dalla testata britannica Video Games Chronicle (VGC). Microsoft non ha confermato né smentito.
Il resoconto non dice quali studi verrebbero fusi né come. VGC nota che lascia intendere fusioni o spostamenti fra le divisioni editoriali che oggi fanno capo a Xbox: Xbox Game Studios, Bethesda, Activision e Blizzard. Il brief originale di The Information sta dietro abbonamento, e i dettagli pubblici si fermano qui.
Cosa aveva già annunciato Xbox a luglio
Se confermati, i tagli completerebbero un piano già dichiarato. La CEO di Xbox Asha Sharma è subentrata a Phil Spencer a febbraio. Il 6 luglio 2026 aveva annunciato ai dipendenti 3.200 posti in meno nel corso dell’anno fiscale 2027, cioè fino a fine giugno 2027: 1.600 subito, gli altri scaglionati nei mesi successivi. Secondo la ricostruzione di VGC, la cifra corrispondeva a circa il 20% della forza lavoro di Xbox.
Nella stessa nota Sharma elencava cinque studi in uscita. Double Fine, lo studio di Psychonauts, e Compulsion Games, autrice di South of Midnight, sono tornati indipendenti con le loro proprietà intellettuali; il fondatore di Double Fine, Tim Schafer, ha raccontato l’addio in un’intervista di cui abbiamo scritto. Ninja Theory e Undead Labs sono stati venduti a compratori mai resi noti. Per Arkane, lo studio di Dishonored, era partita la consultazione con il comitato dei lavoratori prevista dalla legge francese.
La nota conteneva anche i numeri con cui l’azienda giustificava il taglio. Sharma scriveva che Xbox lavorava con margini da tre a dieci volte più bassi di aziende paragonabili e che in un anno tipico perdeva 64 centesimi per ogni dollaro investito negli studi. In alcune parti dell’organizzazione, sempre secondo la nota, una decisione attraversava fino a 14 livelli di gestione. Le stesse cifre stavano nel piano di reset pubblicato su Xbox Wire a giugno. Sono dati forniti dall’azienda e non verificati in modo indipendente.
La prima ondata aveva colpito anche studi rimasti dentro Xbox: centinaia di posti a ZeniMax Online, lo studio di The Elder Scrolls Online, e circa cento a id Software, la casa di Doom. Blizzard ne era rimasta quasi fuori. Nel 2025 Microsoft aveva già tagliato circa 9.000 posti in tutta l’azienda, con Xbox fra le divisioni più colpite.
Blizzard, Halo Studios e King: i segnali delle ultime ore
Il resoconto di The Information arriva dopo altri avvertimenti. Il giornalista di Bloomberg Jason Schreier, tra i più affidabili del settore sulle notizie di industria, ha detto nell’episodio del 18 settembre del podcast 8-4 Play che i licenziamenti a Blizzard sono “in arrivo e imminenti”, secondo la trascrizione di Twisted Voxel. Non ha indicato numeri né squadre coinvolte. Nella stessa giornata Andy Robinson, direttore di VGC, ha scritto che altre brutte notizie per Xbox sarebbero attese a breve.
La coincidenza pesa perché Blizzard ha appena chiuso la sua BlizzCon, il 12 e 13 settembre ad Anaheim, annunciando Diablo V per il 2029 e uno sparatutto open world di StarCraft per il 2030. La presidente di Blizzard Johanna Faries aveva spiegato a Bloomberg che dare un anno d’uscita così lontano serviva a trasmettere fiducia nei progetti, come ha ricostruito Stephen Totilo sulla newsletter Game File. Pochi giorni prima i dipendenti Blizzard avevano ratificato il loro primo contratto sindacale esteso a tutta l’azienda, di cui ha parlato anche la radio pubblica WBUR: garantisce buonuscite e diritto di richiamo, ma non impedisce i licenziamenti.
Su Halo Studios, lo studio che gestisce la serie Halo, circolano da ore voci di cambiamenti importanti, rilanciate da Jez Corden di Windows Central e dall’informatore NateTheHate secondo il sito DayOne. Anche qui non c’è niente di ufficiale.
C’è poi King, la casa di Candy Crush, anch’essa di Microsoft. Il sindacato svedese Unionen ha dato preavviso di sciopero per il 25 settembre, dopo oltre un anno di trattative per un contratto collettivo finite senza accordo. Secondo Game File, il sindacato riconosce che le condizioni di lavoro sono buone ma chiede più voce sulle decisioni che riguardano i dipendenti. La direzione di King ha risposto che le sue condizioni sono pari o superiori a quelle di un contratto collettivo e che non intende firmarne uno.
Cosa non si sa
Mancano il numero preciso dei posti, i nomi degli studi da accorpare e la data dell’eventuale annuncio, che The Information colloca comunque entro la settimana. Non si sa neppure se i nuovi tagli rientrino nei 1.600 già previsti per la seconda metà del piano di luglio o se si aggiungano a quelli. Microsoft non ha commentato il resoconto. L’unica scadenza certa, per ora, è lo sciopero di King del 25 settembre.


