Il picchiaduro Poly Fighter è in accesso anticipato su Steam dal 13 ottobre, a 17,99 euro invece di 19,99 per uno sconto di lancio del 10 per cento. È un roguelike: si gioca per corse, il percorso cambia ogni volta e alla sconfitta si riparte da zero. Lo firma HeartLoop Games, che lo sviluppa e lo pubblica da sola. Gira soltanto su Windows e la scheda dello store lo classifica solo come giocatore singolo: niente partite contro altre persone, niente classifiche in rete.
Il meccanismo su cui poggia tutto sta nella riga con cui lo studio descrive il gioco: da ogni avversario sconfitto si porta via una mossa. Un combattente che comincia con un passo indietro può ritrovarsi un teletrasporto istantaneo, un montante standard diventare un calcio rotante a due colpi. Le mosse rubate si sistemano su quattro caselle fra speciali e super, si possono caricare di effetti elementali come il fuoco o il rallentamento, e a fine corsa il repertorio non somiglia a quello di partenza.
Come è fatta una partita
Sedici sono i lottatori selezionabili, ognuno con mosse iniziali proprie e vantaggi passivi che cambiano il modo di giocare. Ci sono personaggi che combattono a distanza e applicano alterazioni elementali, lottatori da presa con molta salute e attacchi che non si possono parare, figure rapide premiate sui colpi critici. Altri passano da una postura all’altra o hanno una barra di energia tutta loro. Scelto il combattente si entra su una mappa e si avanza verso il capo dell’atto, incontrando lungo la strada scontri normali, nemici d’élite, potenziamenti alla salute e bivi che pagano in mosse nuove. Ogni personaggio ha tre rivali fissi, uno per atto.

Il modo più rapido per capire come si muove è guardarlo.
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www.youtube.comCosa dicono le due anteprime uscite finora
Jordan Biordi, che ha provato la versione in accesso anticipato per CGMagazine il 12 ottobre, scrive che il gioco non è una vittoria perfetta ma ha di che diventare il nuovo re del ring. Indica anche due mancanze precise. La prima è il set di comandi: ci sono solo attacco leggero, medio e pesante più un tasto per le speciali, invece dei sei pulsanti con pugni e calci separati a cui è abituato chi gioca di picchiaduro. Secondo lui questo irrigidisce il gioco, che a volte gli mangia i comandi. La seconda mancanza è quella dei potenziamenti alle statistiche: non si può spendere nulla su forza, velocità o salute, e così le corse si differenziano meno di quanto potrebbero.
Onat Esendağ, ex giocatore competitivo di picchiaduro, ha provato la demo per il sito di prestazioni Steam Deck HQ il 7 settembre. Sulla profondità parte dalla conclusione opposta: dentro ci sono i comandi circolari, i conteggi dei colpi in aria, i fotogrammi di invulnerabilità e gli antiaerei, cioè la grammatica vera del genere. Il suo problema è un altro e riguarda il roguelike. Il bacino di premi è così ampio che la mossa più forte offerta a fine scontro spesso è estranea al personaggio scelto. E dato che le speciali si imparano dagli altri combattenti, dopo qualche atto l’identità di quello scelto all’inizio si dissolve. Sul piano tecnico segnala anche il suono degli impatti quasi assente, che per un picchiaduro pesa. Il gioco gira su Unity, tiene i 60 fotogrammi al secondo sulla risoluzione nativa dello Steam Deck al massimo dei dettagli, e ha un assorbimento che sale dai 12 o 13 watt iniziali fino a 22 o 23 a scontro avanzato.
Le due letture si incontrano su un punto: l’impalcatura c’è, la rifinitura no. È la stessa impressione che il gioco aveva lasciato a marzo al PAX East e a maggio con la prima demo pubblica, quando HeartLoop aggiunse i bonus stage. Un’anteprima più vecchia di Shacknews, scritta a fine giugno da Ozzie Mejia dopo averlo giocato all’EVO, il torneo internazionale di picchiaduro, raccontava già la stessa idea centrale del furto delle mosse.

I numeri dello store, con il campione che hanno
Steam conta 39 recensioni al momento in cui scriviamo, 38 positive e una negativa, che fanno il 97,4 per cento e il giudizio Positive. È un campione piccolo e va letto come tale: a due giorni dall’uscita dice soprattutto che chi ha comprato subito sapeva cosa stava comprando, visto che una demo era in giro da maggio. I giocatori in contemporanea erano 44 nello stesso momento, numero coerente con un indie da 17,99 euro senza campagna pubblicitaria alle spalle.
L’interfaccia è tradotta in italiano insieme ad altre dodici lingue, l’audio esiste solo in inglese. Il supporto ai controller è completo, con i pad PlayStation riconosciuti, e la scheda consiglia esplicitamente di giocare col pad invece che con la tastiera. Una demo resta scaricabile dalla pagina.
Una scheda tecnica da correggere
Fra i requisiti minimi HeartLoop indica una NVIDIA GTX 2060, che è una scheda video mai esistita: la serie GTX si è fermata alla 1660 e la 2060 è una RTX. Il senso si capisce, l’errore no, e sulla stessa scheda i requisiti consigliati mancano del tutto, quindi chi ha una macchina vecchia non ha un secondo riferimento su cui regolarsi. Il campo del sistema operativo chiede Windows 10 a 64 bit, otto gigabyte di memoria e dieci gigabyte di spazio.
Di picchiaduro usciti quest’anno, quello di cui si è parlato più a lungo è stato il caso 2XKO di Riot Games, a cui secondo i conti dell’azienda servivano milioni di giocatori al mese per restare in piedi. Qui la soglia di sopravvivenza è un’altra cosa. Uno studio che pubblica da sé un gioco per un giocatore solo non deve tenere pieni dei server: deve vendere abbastanza copie per finanziare il resto dello sviluppo.
Cosa resta aperto
HeartLoop non ha risposto pubblicamente, nei materiali letti per questo pezzo, alle due osservazioni che le anteprime fanno. Restano aperte entrambe: se i sei pulsanti e i potenziamenti alle statistiche arriveranno, e se le mosse offerte a fine scontro diventeranno specifiche per personaggio. Sulla scheda non c’è una durata dichiarata per l’accesso anticipato né un elenco di contenuti previsti con delle date. Le piattaforme sono una sola, Windows, e non ci sono annunci su Linux o su console. Lo studio pubblica gli aggiornamenti sul sito proprio. La prossima verifica concreta sono le recensioni fra qualche settimana, quando il campione sarà abbastanza grande da dire qualcosa.


