Il picchiaduro 2XKO di Riot avrebbe avuto bisogno di centinaia di migliaia abbondanti di utenti attivi al mese, se non di milioni, per stare in piedi. A dirlo è Marc Merrill, cofondatore e responsabile di prodotto di Riot Games, ospite del podcast Lemonade Stand. È il primo numero che l’azienda mette sotto una chiusura annunciata il 20 agosto 2026: lo sviluppo attivo del gioco finisce entro dicembre.
Il numero, e cosa vuol dire
Alla domanda su quale dimensione avrebbe tenuto in vita il gioco, Merrill ha risposto che con la struttura di costi di quella squadra sarebbero serviti numeri nell’ordine delle molte centinaia di migliaia, se non dei milioni. Il parametro è quello degli utenti attivi mensili, cioè le persone che aprono il gioco almeno una volta in un mese: non le copie vendute, non i giocatori contemporanei.
Subito dopo ha aggiunto la diagnosi in due parole: troppo costoso, squadra troppo grande. E ha spiegato che il gioco aveva fatto presa su una parte di pubblico, ma non su abbastanza persone da giustificare l’impostazione a servizio pensata per durare anni.
Come ci si è arrivati
Il progetto nasce da Rising Thunder, un picchiaduro gratuito di Radiant Entertainment arrivato in versione alpha nel 2015 e ritirato dopo che Riot aveva comprato lo studio dei fratelli Tom e Tony Cannon. L’idea era prendere i controlli semplici di quel gioco, metterci sopra i personaggi di League of Legends e costruirci intorno il tipo di ecosistema competitivo che Riot sa gestire.
Poi lo sviluppo è andato lungo. Merrill dice che c’era una finestra per fare qualcosa di importante per la comunità dei picchiaduro, e che quella finestra si è chiusa quando è uscito Street Fighter 6, nel giugno 2023, circa otto anni dopo l’inizio dei lavori. La sua convinzione è che uscire anni prima di Capcom avrebbe cambiato il risultato. Riot ha pubblicato comunque, perché la squadra aveva fatto un buon lavoro e perché agli utenti era già stato promesso tutto.
La parte che Riot si prende addosso
Merrill non scarica la colpa sul mercato. Racconta che fra l’acquisizione e il lancio sono cambiate le persone al comando, che su scala e obiettivi non c’era un accordo sulla strategia, e che da lì sono arrivate una frattura gestionale e una squadra lasciata a sé stessa, con messaggi contraddittori in arrivo da parti diverse dell’azienda. La frase con cui chiude quel passaggio è che non c’è nessun altro da incolpare.
La cronologia dà la misura della velocità. A febbraio 2026, meno di tre settimane dopo l’uscita su console, Riot ha ridotto la squadra. Il 20 agosto ha annunciato la fine dello sviluppo attivo entro dicembre, dichiarando che il gioco costava molto più di quanto portasse e che il coinvolgimento dei giocatori era rimasto piatto nonostante gli aggiornamenti grossi. Ai giocatori sono stati dati tutti i contenuti e i rimborsi.
Perché quel numero è la notizia vera
Centinaia di migliaia di utenti attivi al mese collocherebbero un picchiaduro fra i più frequentati del suo genere. Chiedere milioni significa aver costruito un gioco il cui punto di pareggio stava fuori dalla portata del genere a cui appartiene, e questo è un problema di budget deciso a monte, non di pubblico che non si è presentato.
È la stessa dinamica che si è vista altrove nelle ultime settimane. Krafton ha cancellato PUBG Black Budget dopo quattro anni, e Synduality: Echo of Ada ha chiuso i server passando a una versione fuori rete. Quando una struttura di costi viene fissata sull’ipotesi migliore, qualunque risultato intermedio diventa un fallimento.
Da fuori resta una lettura più semplice e meno comoda, che EventHubs riassume: un picchiaduro a squadre da due contro due occupa uno spazio di nicchia dentro un genere già di nicchia, e un obiettivo da milioni di utenti mensili era irraggiungibile prima ancora che il gioco uscisse.
Cosa succede adesso
I server restano accesi e il gioco in locale non cambia. Riot ha detto che darà preavviso se qualcosa dovesse cambiare, ma non ha indicato per quanto tempo l’infrastruttura resterà in piedi dopo dicembre. Il circuito competitivo del 2026, venti eventi fra tornei maggiori e di secondo livello, era già programmato prima dell’annuncio di agosto, e non è stato detto cosa ne sarà della parte non ancora disputata.


