Una scena di Where Dolls Hang, l'horror investigativo ispirato all'Isola delle Bambole di Città del Messico

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L’horror ispirato all’Isola delle Bambole, Where Dolls Hang, trasforma foto reali in modelli 3D, e ti fa guardare film interi in VHS

Tempo di lettura: 3 minuti

Where Dolls Hang, l’horror psicologico dello sviluppatore indipendente Steelkrill Studio, trasforma fotografie reali di bambole in modelli 3D e nasconde le foto originali nelle ambientazioni, così che chi gioca possa trovarle e confrontarle con gli oggetti che ha incontrato. Lo studio lo ha annunciato il 18 settembre 2026: il gioco è ispirato alla Isla de las Muñecas, l’Isola delle Bambole di Città del Messico, un luogo reale famoso per le bambole appese agli alberi e alle baracche.

L’isola vera

La Isla de las Muñecas è una chinampa, uno degli orti galleggianti tradizionali della zona, nella laguna di Teshuilo, dentro il sistema di canali di Xochimilco che l’Unesco ha dichiarato Patrimonio dell’umanità nel 1987. Secondo la voce di Wikipedia in spagnolo, ospita più di mille bambole rovinate, appese per circa cinquant’anni da Julián Santana Barrera, che viveva sull’isola, fino alla sua morte nel 2001. La leggenda raccontata da National Geographic Historia vuole che Santana avesse cominciato dopo aver trovato una bambina annegata vicino alla riva, e che sia morto nello stesso punto. Oggi l’isola è gestita dalla sua famiglia ed è una meta turistica, e nel 2022 il Guinness dei primati l’ha riconosciuta come la più grande collezione di bambole ritenute infestate, secondo la voce inglese di Wikipedia.

Foto vere dentro il gioco

Secondo l’annuncio pubblicato dallo sviluppatore su IndieDB, alcune delle bambole del gioco sono state ricostruite partendo da fotografie reali, e una parte di quelle immagini si trova sparsa negli scenari. L’idea, spiega Steelkrill, è sfumare il confine fra il mondo inventato e la realtà: una cosa inquietante appesa in una stanza potrebbe non essere stata disegnata del tutto a immaginazione. Il sito italiano Gamezilla ricorda che l’isola si trova nei canali di Xochimilco, a sud del centro della capitale messicana.

Il legame con la realtà passa anche dai film. Già a luglio lo studio aveva annunciato che nel gioco si possono trovare videocassette VHS con film horror completi, lunghi circa un’ora, e guardarli dall’inizio alla fine su televisori e videoregistratori sparsi per le case. Secondo Gamestic si tratta di film di pubblico dominio, fra cui La notte dei morti viventi di George Romero del 1968. Il gioco non si ferma mentre il film scorre: qualcosa può continuare a cercarti in un’altra stanza.

Che gioco è

In Where Dolls Hang si interpreta un detective che indaga su una serie di persone scomparse in una foresta messicana, dove da anni la corrente porta a riva dei cadaveri. Secondo COGconnected, il gioco chiede di esaminare corpi, raccogliere indizi, piazzare marcatori sulle prove e documentare le scene del crimine con una macchina fotografica, mentre si cerca di sopravvivere ai pericoli del bosco. Per spostarsi e affrontare alcune minacce si usa anche una barca.

Lo stesso Steelkrill lo descrive come un incrocio fra The Forest, Outlast, P.T. e Silent Hill, cioè fra un gioco di sopravvivenza con costruzione di oggetti, un horror in prima persona in cui si può solo fuggire, la demo sperimentale di Hideo Kojima e la serie horror di Konami. Sono paragoni scelti dallo sviluppatore, e il gioco non si è ancora visto in una versione giocabile pubblica.

Chi c’è dietro

Steelkrill Studio è uno sviluppatore che lavora da solo, specializzato in horror psicologici e d’atmosfera. Sul suo sito elenca, fra gli altri lavori, Trenches VR, un horror in realtà virtuale ambientato nelle trincee della Prima guerra mondiale, pubblicato da Prep Games su Steam VR, PlayStation VR2 e Quest. Where Dolls Hang è autopubblicato: sulla scheda Steam sviluppatore ed editore coincidono.

La pagina Steam indica un’uscita generica nel 2026, senza giorno né mese, e al momento non ci sono né una demo né recensioni degli utenti. Il gioco è annunciato solo per PC.

Perché se ne parla

Gli horror indipendenti sono tantissimi e la maggior parte passa inosservata. Il sito GameWatcher ammette di essere stato sorpreso proprio dall’idea dei film guardabili dentro il gioco, e le foto reali ne sono la naturale prosecuzione: due scelte che collegano quello che si vede sullo schermo a oggetti che esistono davvero.

Restando sull’horror, di recente avevamo segnalato su Steam la demo di Hellraiser: Revival, già vicino all’uscita. Where Dolls Hang è molto più indietro: mancano la data d’uscita, il prezzo e una prima versione di prova che mostri se l’indagine e la sopravvivenza funzionano insieme.

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