Il prezzo della prossima Xbox, la console in sviluppo con il nome in codice Project Helix, è proiettato internamente fra 1.200 e 1.800 dollari, a meno che Microsoft non decida di coprirne una parte di tasca propria. La cifra compare nel profilo della CEO Asha Sharma pubblicato il 20 ottobre da Fortune, che la attribuisce a proiezioni interne e non a un listino deciso: nessun prezzo è stato annunciato, e la macchina non ha ancora una data.
Le finestre, quelle sì, sono indicate. Il portatile di nuova generazione è atteso entro le feste del 2027, la console da salotto entro quelle del 2028, come riassume il sito di settore Video Games Chronicle. Le stesse due date sono state riprese da Pure Xbox, che descrive il portatile come un successore della linea Ally.
Il peso dei sussidi
Il sussidio è la variabile che decide tutto. Le console da salotto sono storicamente vendute sotto il costo di produzione, e il margine si recupera dopo, sulle percentuali trattenute su ogni gioco e ogni abbonamento venduto sul negozio. Nel 2022 l’allora capo di Xbox Phil Spencer aveva quantificato la pratica: ogni macchina venduta in negozio veniva sussidiata fra i 100 e i 200 dollari, con l’idea di rientrarci negli anni.
Quel meccanismo funziona se il parco macchine installato cresce, perché è lì che si forma il flusso di commissioni. In questa generazione Xbox è la piattaforma che è cresciuta meno, e un sussidio da un paio di centinaia di dollari sposta poco su una console che senza di esso ne costerebbe 1.800.
I rincari sono già cominciati
Il prezzo proiettato non arriva in un mercato tranquillo. Xbox ha alzato i listini più volte negli ultimi dodici mesi. La Series X da un terabyte con lettore di dischi era uscita a 499 dollari e al 20 ottobre ne costa 799,99. L’azienda ha dichiarato che i costi di memoria e archiviazione sono saliti di oltre due volte e mezzo, con altri aumenti attesi nel 2027. Lo stesso problema riguarda la concorrenza: il 19 ottobre è circolata la stima secondo cui a Sony la sola memoria della prossima PlayStation costerebbe più di 680 dollari per macchina.
La causa non sta nei videogiochi. I chip di memoria che servono alle console sono gli stessi che i data center comprano per l’intelligenza artificiale, e fra i due compratori uno scarica la spesa su piani di investimento pluriennali mentre l’altro deve vendere una scatola a una persona. Il risultato si legge già nei numeri di mercato. Negli Stati Uniti il prezzo medio pagato per una console è al massimo storico: nei primi otto mesi del 2026 sono 529 dollari per una Xbox e 597 per una PlayStation, con le Xbox vendute in calo del trentatré per cento.
Una cifra del genere pesa sulle vendite. La società di analisi Ampere Analysis ha stimato che a mille dollari di listino PlayStation e Xbox della prossima generazione venderebbero 39 milioni di unità in meno nei primi cinque anni rispetto a uno scenario di prezzi normali. Microsoft nel frattempo ha cominciato a spostare il problema sul credito al consumo: insieme agli ultimi rincari ha introdotto nei propri negozi la formula del pagamento dilazionato, che non abbassa il prezzo ma lo spezza in rate.
Una famiglia di dispositivi invece di una console
Ad agosto Sharma aveva detto che Helix non sarà una console sola ma una famiglia di dispositivi, senza specificare quanti né quali. Con i costi dei componenti a questi livelli, il plurale è il modo in cui si costruiscono più fasce di prezzo attorno a un unico sistema: il portatile del 2027 e la macchina del 2028 sono i due estremi di quella scala.
Il profilo di Fortune aggiunge un dettaglio sulla parte software. Dentro Microsoft ci sarebbe stato uno scontro sul sistema operativo del portatile: il gruppo che segue Windows spingeva per una versione ridotta del sistema desktop, la squadra di Sharma per costruirsi il proprio e ottenere più prestazioni. A marzo, alla conferenza degli sviluppatori GDC, Microsoft aveva confermato che la prossima Xbox farà girare sia i giochi Xbox sia quelli per PC, e che i kit di sviluppo arriveranno ai programmatori a partire dall’anno prossimo.
Cosa non si sa
Non c’è un prezzo ufficiale, non c’è una data precisa e non è noto quale dei dispositivi della famiglia corrisponda alla cifra proiettata: 1.200 e 1.800 dollari sono gli estremi di un intervallo interno, non due configurazioni annunciate. Microsoft non ha commentato le proiezioni, e la decisione sul sussidio, che è l’unica variabile capace di spostare quel numero in basso, non è stata presa. L’analista Joost van Dreunen, che segue il mercato per la società Aldora, ha messo la soglia sotto cui secondo lui nessuna console della prossima generazione scenderà: mille dollari.


