Chi ha passato un sabato mattina a spolverare la libreria del soggiorno conosce la delusione del lunedì: la stessa patina grigia sulla stessa mensola, come se qualcuno l’avesse rimessa lì durante la notte. Dust till Dawn parte da quella sensazione e le trova un colpevole. È un simulatore di pulizie in prima persona con un fondo horror, sviluppato dallo studio indipendente Mac n Cheese Games di Zurigo. L’annuncio è arrivato il 20 settembre 2026 al PC Gaming Show Tokyo Direct, la vetrina di PC Gamer trasmessa durante la settimana del Tokyo Game Show. Esce solo su PC, via Steam, e la scheda Steam indica il 2027 senza una data precisa.
Chi scrive codice ha un nome per quella mensola: memory leak, la memoria che un programma occupa e non restituisce più. Si riempie di nuovo anche dopo che il garbage collector (la routine che libera da sola la memoria inutilizzata) ha fatto il suo giro. Dust till Dawn è, in sostanza, la storia di un garbage collector con la scopa in mano che scopre di avere un leak.
Un garbage collector con scopa e tergivetro
Si interpreta l’ultima domestica assunta in un villaggio rurale giapponese, inventato, che la scheda descrive come fin troppo tranquillo. Il lavoro arriva sotto forma di richieste di pulizia: si entra in case, negozi ed edifici pubblici e si rimette in ordine una stanza alla volta. Gli attrezzi sono tre (piumino, mocio e tergivetro) e secondo lo studio ognuno è tarato per un tipo di sporco diverso. Con gli Yen guadagnati si comprano strumenti nuovi, che aprono altre stanze e altri luoghi del villaggio, fra cui la scuola e il mercato.
Nel testo di presentazione che ha pubblicato Gematsu lo studio insiste su due assenze: niente orde da combattere e nessun timer che mette fretta. È il loop dei giochi di pulizia che la community chiama cozy, cioè rilassanti e senza pressione. La scheda aggiunge un’abitudine da ficcanaso: frugare fra le cose degli abitanti è permesso, anzi incoraggiato, perché lì si trovano gli indizi sul perché la polvere continui a tornare.

Il memory leak che gira di notte
Il ciclo si rompe con l’orologio. Si può chiudere il turno e tornare a casa prima che faccia buio, oppure restare più a lungo per guadagnare più Yen, sapendo che più si resta e più aumenta la probabilità di incontrare qualcosa che non dovrebbe esserci. Lo studio elenca i sintomi con precisione: oggetti che si spostano, stanze che non restano in ordine, tracce di un passaggio comparse dopo che la pulizia era finita. Tornando negli stessi posti si vede lo sporco cambiare, e gli indizi raccolti portano verso un mistero più grande su cosa succeda al villaggio quando se ne va la domestica.
È il comportamento di un leak vero: il collector libera, qualcosa rialloca, e la causa sta in un processo che lavora quando nessuno guarda. Il modello dichiarato è Junji Ito, il mangaka giapponese dell’orrore. Nel suo Uzumaki, pubblicato fra il 1998 e il 1999, una cittadina immaginaria viene consumata a poco a poco da una maledizione legata alle spirali. Mac n Cheese Games parla di una direzione artistica influenzata dal manga e di spazi familiari che devono diventare inquietanti col tempo, lo stesso crescendo lento su cui Ito costruisce le sue storie.
Nel comunicato c’è anche un nome noto a chiunque abbia giocato un horror giapponese: Akira Yamaoka, il compositore di Silent Hill. Qui serve precisione: il testo dello studio dice che Yamaoka ha scritto la musica originale del trailer, e non dice niente sul resto del gioco. Ecco il trailer di annuncio, con quella musica sotto:
Quattro-sei ore e poi si spegne il processo
Il dato più interessante non sta nel trailer ma nel post di annuncio che lo studio ha pubblicato su Steam il 20 settembre: Dust till Dawn dura fra le quattro e le sei ore. Gli sviluppatori lo propongono a chi ama PowerWash Simulator ma non vuole regalargli cento ore di vita. Il gioco di FuturLab è il campione del genere: lo studio britannico ha dichiarato 17 milioni di giocatori nel marzo 2025. Quel successo non gli ha evitato di mandare a casa sette persone a fine luglio 2026, come abbiamo raccontato parlando dei licenziamenti di FuturLab.
Dichiarare una durata così breve, in un genere che gli stessi sviluppatori associano alle cento ore, è una scelta di design: il mistero deve chiudersi prima che il ciclo di pulizia diventi routine. Resta un limite pratico per chi legge da qui: la scheda Steam elenca inglese, giapponese e cinese tradizionale per interfaccia, audio e sottotitoli, e l’italiano non c’è. Requisiti di sistema ancora da definire, modalità solo per giocatore singolo, e un playtest a cui ci si iscrive chiedendo l’accesso dalla pagina del gioco.

Due thread aperti con la stessa scadenza
Dietro lo studio ci sono due fondatori. Il direttore artistico Max Bottega dichiara più di vent’anni fra direzione artistica e animazione, su titoli come Assetto Corsa e Cyberpunk 2077, dove secondo la pagina dello studio era lead artist. L’amministratore delegato Maaroof Fakhri viene da quindici anni di giochi educativi, fra cui gli anni alla startup Labster.
Il primo gioco di Mac n Cheese Games è Munch, un action roguelite (a ogni morte si ricomincia, ma qualcosa resta fra una partita e l’altra) a tema heavy metal in cui si gioca nei panni del mostro. È uscito il 4 novembre 2024 con il sostegno di Pro Helvetia, il consiglio svizzero delle arti. Su Steam ha 96 recensioni, positive al 60 per cento. Il secondo è Void Martyrs, un survival horror su una suora nello spazio che ha già un playtest aperto e, come Dust till Dawn, indica il 2027 come anno di uscita. Due processi con la stessa scadenza sulla stessa macchina girano bene solo finché uno dei due non chiede tutta la memoria.
Se il mistero notturno tiene quanto il ciclo di pulizia, quelle quattro-sei ore saranno il leak più piacevole del 2027. Se non tiene, resterà un PowerWash Simulator con la luce spenta.


