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Sony ha la memoria per le console fino a marzo 2028, Nintendo esclude altri rincari per Switch 2

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Sony ha la memoria per le console fino a marzo 2028, Nintendo esclude altri rincari per Switch 2

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Sony e Nintendo hanno pubblicato i conti lo stesso giorno, il 5 novembre 2026, e sulla memoria per le console hanno detto la stessa cosa: le quantità sono garantite, e nessuna delle due ha in programma altri aumenti di prezzo. L’utile operativo di Sony è salito del 45%, quello di Nintendo è sceso del 16%.

La memoria per le console secondo Sony

Nel documento depositato insieme ai conti del trimestre, Sony scrive di aver concordato con diversi fornitori, sulla base delle discussioni avute finora, il quantitativo di memoria necessario per le vendite di hardware previste nel prossimo anno fiscale. Secondo Push Square la copertura dichiarata arriva fino al 31 marzo 2028, data di chiusura di quell’anno fiscale.

Push Square indica anche il limite di quella frase: l’azienda non ha diffuso le previsioni di vendita per il prossimo anno fiscale. Non si sa quindi a quante console corrisponda la scorta concordata, e un nuovo ritocco del prezzo al dettaglio resta possibile. In luglio, secondo Reuters, Sony aveva detto di essersi assicurata la memoria necessaria per i volumi previsti nell’anno in corso.

Nello stesso documento l’azienda dichiara di aver assorbito l’aumento dei prezzi delle memorie sulla PS5 con aggiustamenti di prezzi e promozioni e con ulteriori tagli dei costi, e di aspettarsi una redditività dell’hardware in linea con quella dell’anno precedente. Le PS5 spedite nel trimestre sono 2,6 milioni, su un totale di 97,9 milioni dal lancio, secondo i dati riportati da Gematsu.

Nintendo: utile giù del 16%, nessun altro rincaro in programma

Nintendo ha presentato lo stesso giorno i conti del primo semestre del suo anno fiscale 2027. Nel solo trimestre l’utile operativo è calato del 16%, a 73,9 miliardi di yen, circa 417 milioni di euro al cambio del 6 novembre 2026. È sotto le stime degli analisti, e anche i ricavi sono scesi. L’azienda ha confermato la previsione di utile per l’intero anno e quella di 16,5 milioni di Nintendo Switch 2 vendute.

Il presidente Shuntaro Furukawa ha detto a Reuters che sulla situazione delle memorie non ci sono stati cambiamenti sostanziali e che Nintendo è in condizione di assicurarsi quantità sufficienti. Per questo l’azienda non sta valutando ulteriori modifiche di prezzo, dopo quella già annunciata quest’anno. Eurogamer indica 26 milioni di console vendute dal lancio, un passo che secondo la testata resta sopra quello della prima Switch nello stesso periodo della sua vita commerciale.

Il primo rincaro è scattato il 1º settembre negli Stati Uniti, in Canada, in Giappone e in Europa. L’aumento è stato di 50 dollari, circa 45 euro, negli Stati Uniti, di 30 euro in Europa e di 10.000 yen in Giappone. Prima del lancio Nintendo aveva già alzato il prezzo degli accessori negli Stati Uniti, per effetto dei dazi dell’amministrazione Trump.

Da dove arriva la carenza di memorie

La ragione che avrebbe potuto spingere Nintendo ad alzare di nuovo i prezzi è la stessa che ha già colpito PlayStation e Xbox: la carenza globale di memorie e di spazio di archiviazione tirata dalla domanda dei data center per l’intelligenza artificiale. PlayStation ha alzato i prezzi di PS5 e PS5 Pro in più occasioni, l’ultima a inizio novembre; Xbox ha fatto altrettanto con Series X e Series S, l’ultima volta in agosto 2026.

La capacità produttiva delle nuove fabbriche di memorie era già venduta ai data center prima dell’entrata in funzione. Sam Altman ha detto che la domanda dei PC da gioco cede il passo a quella dell’intelligenza artificiale.

Lo squilibrio ha spinto uno dei fornitori storici di memorie ROM, di sola lettura, a uscire dal settore per concentrarsi su segmenti più redditizi. Quel tipo di memoria sta dentro le cartucce di Switch 2, e sulla notizia Nintendo non ha commentato.

Quanto può costare la prossima generazione

Push Square mette in fila le cifre attese per la generazione successiva, che restano previsioni e non annunci. Xbox ha detto di voler mettere in commercio una console portatile nel 2027 e la console di nuova generazione nel 2028, e secondo quelle stime il prezzo potrebbe arrivare fino a 1.800 dollari, circa 1.600 euro. La PS6 dovrebbe costare meno da produrre, ma secondo la stessa lettura potrebbe comunque superare i 1.000 dollari, circa 890 euro.

Sul fronte PlayStation la direttrice finanziaria Lin Tao ha detto che lo sviluppo della nuova piattaforma procede secondo i piani. Gli investimenti aumenteranno dal prossimo anno fiscale, che comincia in aprile 2027, e vanno fatti in modo razionale tenendo conto della solidità della piattaforma attuale. A inizio novembre Sony ha annunciato anche la permuta, che consente di consegnare la console usata in cambio di credito.

Cosa succede ora

  • L’anno fiscale coperto dalle quantità di memoria concordate da Sony si chiude il 31 marzo 2028.
  • Gli investimenti di Sony sulla nuova piattaforma aumentano dall’anno fiscale che comincia in aprile 2027, come ha detto Lin Tao agli analisti.
  • Xbox ha annunciato una console portatile nel 2027 e la console di nuova generazione nel 2028.
  • Nintendo ha confermato la previsione di 16,5 milioni di Switch 2 vendute nell’anno fiscale in corso.
  • Quante console Sony prevede di vendere nel prossimo anno fiscale non è noto: l’azienda non ha diffuso le previsioni.
  • Se Nintendo sostituirà il fornitore di memorie ROM uscito dal settore non è noto: l’azienda non ha commentato.

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