Il DLSS 5 su Death Stranding 2 è finito dentro il podcast di Hideo Kojima. Nell’ultima puntata di KOJI10, il programma che il regista conduce su TBS Radio, Kojima ha detto di avere sentimenti contrastanti sulla tecnologia di ricostruzione dell’immagine di Nvidia. I giocatori gli avevano mandato per settimane i confronti fra il suo gioco con l’effetto acceso e lo stesso gioco senza.
Il DLSS è il sistema con cui le schede video di Nvidia ricostruiscono l’immagine partendo da una risoluzione più bassa, e nella quinta versione lo fa con modelli generativi che riscrivono luci, materiali e volti. Kojima ha riconosciuto che l’effetto riesce a far sembrare persone vere i personaggi digitali che stavano in quella zona scomoda in cui una faccia artificiale somiglia abbastanza a una vera da risultare inquietante, e che la cosa aveva fatto rumore. I giocatori, ha aggiunto, gli dicevano che il suo gioco non ne aveva bisogno e che con l’effetto acceso sembrava strano. Il resoconto completo della puntata è su Kotaku.
Una premessa che cambia la notizia
Il supporto ufficiale del DLSS 5 per Death Stranding 2: On the Beach non è mai stato annunciato. I confronti che circolano, e che hanno raggiunto Kojima, vengono quindi dalla versione sperimentale trapelata ad agosto, quella che i modder hanno infilato dentro giochi per cui non era prevista. Kojima non stava commentando una funzione del suo gioco: stava commentando quello che degli sconosciuti hanno fatto al suo gioco.
L’argomento: la macchina non sa perché quella luce stava lì
Il ragionamento che il regista ha fatto riguarda le intenzioni, non la resa. Ha detto che l’intelligenza artificiale è brava a ridare vita e colore alle vecchie fotografie, e che un giorno forse si smetterà perfino di rifare i film in alta definizione a mano, perché la macchina lo farà in automatico. Il problema arriva dopo: chi ha realizzato l’originale, ha spiegato, non vuole che qualcuno lo cambi troppo, perché quella illuminazione era stata scelta per un motivo preciso. Sarebbe diverso se l’IA capisse quelle ragioni, o se a guidarla fosse lui dentro il proprio lavoro.
La conclusione è che la tecnologia diventerà probabilmente uno standard e finirà dentro tutto, telecamere comprese, ma che l’idea non gli piace granché. Il timore che ha messo per iscritto non riguarda solo i videogiochi: riguarda anche i rifacimenti in 4K dei film e i rimasterizzati dei dischi, dove un intervento automatico rischia di cancellare scelte che qualcuno aveva fatto apposta. GamesRadar e Inven Global hanno riportato il passaggio per esteso.
Quattro posizioni in due anni
Kojima sull’intelligenza artificiale ha cambiato idea più volte, e la cronologia è interessante quanto la dichiarazione di adesso. Nel 2025 paragonava l’importanza della tecnologia al salto dal 2D al 3D, e in un’intervista successiva la chiamava un’amica capace di far guadagnare efficienza. Nel maggio 2026 è comparso come protagonista di uno spot Prada generato con l’IA, insieme al regista Nicolas Winding Refn, che nei suoi giochi presta il volto al personaggio di Heartman. Nel giugno 2026 ha detto di non essere interessato all’IA, aggiungendo che forse un giorno saprà fare arte ma che lui non lo vedrà.
La puntata di ottobre è la quarta volta in cui torna sul tema, e la prima in cui parla di un intervento su un suo gioco già uscito. Un dettaglio di contorno spiega la diffusione: quell’episodio è il trentaseiesimo della serie ed è il primo pubblicato con i sottotitoli inglesi ufficiali, il che spiega perché stavolta le sue parole siano arrivate fuori dal Giappone nel giro di poche ore.
Dove sta il DLSS 5 adesso
Death Stranding 2 è arrivato su PC il 19 marzo 2026, nove mesi dopo la versione PlayStation 5, e sulla sua scheda Steam le recensioni sono “Estremamente positive”, con il 95% di giudizi positivi su 27.924 e un prezzo di 63,99 euro scontato del 20%. È un gioco che la gente guarda, insomma, ed è il motivo per cui i confronti con l’effetto acceso hanno girato tanto.
Del DLSS 5 su questo sito abbiamo scritto parecchio. Di quando la versione trapelata è finita in mano ai modder, di quando è emerso che dimezza le prestazioni e chiede una scheda nuova, di quando gli autori di RPCS3, l’emulatore PlayStation 3, lo hanno rifiutato e di quando il creatore di Kingdom Come 2 lo ha difeso. Kojima è il primo autore di quel peso a spostare la discussione dalla resa dell’immagine a chi ha il diritto di decidere.
Quello che ancora non si sa
Nvidia non ha annunciato il supporto ufficiale per Death Stranding 2 e Kojima Productions non ha detto se lo adotterà nei lavori futuri. Non è stato chiarito se il regista parlasse a titolo personale o per lo studio. Manca anche qualunque indicazione su Physint, il gioco d’azione e spionaggio che sta facendo con Xbox: di tecnologie di ricostruzione dell’immagine, lì, finora non si è parlato.


