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Debra Wilson dice di essere stanca di vedere la sua faccia in ogni gioco, gli studios non sono d’accordo e io nemmeno

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Debra Wilson dice di essere stanca di vedere la sua faccia in ogni gioco, gli studios non sono d’accordo e io nemmeno

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Il pubblico dei tripla A ha imparato a mandare giù quasi tutto, dal live service al prezzo pieno per un gioco a metà, e ha trovato il suo limite nella sovraesposizione, cioè nella faccia di Debra Wilson che ricompare in cast diversi. A metà ottobre è tornata a circolare una sua frase registrata a giugno, in cui l’attrice dice di preferire i giochi dove il personaggio non le somiglia per niente. Il bello è che la prima a scherzare sull’esserci ovunque è lei.

Wilson, che dal 1995 al 2003 è stata nel cast di MADtv e da allora ha prestato voce e movimenti a una lunga serie di personaggi, l’ha detto nel podcast Hyperfixated di Joseph Shepherd. GamesRadar+ data l’episodio a giugno 2026 e Kotaku precisa che fu registrato prima dell’uscita di Marvel’s Wolverine. Ripete una cosa sola: l’aspetto dei personaggi lo decidono i progettisti. Per Callisto non capisce perché servisse farla somigliare a lei, visto che il personaggio esiste da tempo in tante versioni diverse, e per Destructoid ha definito quella scelta uno sbaglio.

La voce di Wilson sta in una lista che chi compra giochi ha già pagato più volte. Su Wikipedia va da Metal Gear Solid 4 nel 2008 a DEATH STRANDING 2: ON THE BEACH nel 2025, che il 1 novembre costava 79,99 euro, e comprende Grace Walker in Wolfenstein II: The New Colossus, a 26,09 euro lo stesso giorno, Cere Junda in Star Wars Jedi: Fallen Order e Star Wars Jedi: Survivor, Amanda Waller in Suicide Squad: Kill the Justice League. La faccia, invece, è sua solo in alcuni casi. GamesRadar+ ne cita tre: Cere Junda, Callisto e una delle tre versioni di Amanda Waller che ha interpretato. Di Amanda Waller dice anche di essere grata di averla fatta in tre versioni diverse. Dal 2022 è anche la voce di Daisy Duck, un ruolo in cui la faccia non c’entra.

Una donna calva in primo piano, con Cal Kestis che cammina sullo sfondo di un nascondiglio, in una scena di Star Wars Jedi: Survivor
Star Wars Jedi: Survivor © Respawn Entertainment / Electronic Arts

Il Michael Jordan dei provini

A far esplodere il discorso è stato, a settembre, un post su X dello sviluppatore Del Walker, che secondo Kotaku ha lavorato a Star Wars Jedi e a Suicide Squad. Il 17 settembre un utente si è chiesto perché quest’attrice compaia in tutti i videogiochi del mondo. Walker ha risposto di aver lavorato con lei a più giochi e di voler far vedere a tutti i suoi video di audizione accanto a quelli della concorrenza, come se Michael Jordan nel 1996 si presentasse a una partita di basket del liceo. Il 1 novembre quel post contava oltre 300.000 like e più di 7,4 milioni di visualizzazioni.

È la spiegazione noiosa, e in questi casi la noiosa di solito vince: secondo Walker un’attrice che ai provini batte le altre viene richiamata. Spiega perché i direttori del casting la chiamino. Sulla faccia non dice niente: è un’altra decisione, e la prende chi imposta la produzione. Kotaku nota che parte della circolazione della clip è in malafede e che qualcuno ci ha costruito sopra teorie del complotto sul casting. Sempre per Kotaku, in un’industria in crisi vedere attori riconoscibili che lavorano in più giochi andrebbe semmai accolto con favore.

debra wilson callisto
Marvel’s Wolverine @Sony/Insomniac

Sulla faccia, sempre secondo Kotaku, Insomniac Games ha fatto in modo che il cast principale di Marvel’s Wolverine somigliasse agli attori, come succede anche in Call of Duty, Death Stranding e Star Wars Jedi. Quindi la faccia che si ripete è una prassi di produzione adottata da più studi, e Wilson ci si è trovata dentro senza averlo deciso. Marvel’s Wolverine è intanto risultato il più venduto di settembre negli Stati Uniti per incassi in dollari, secondo Circana: la protesta sui social, per ora, non ha toccato le vendite.

Il 1 novembre la scheda Steam di Star Wars Jedi: Survivor chiedeva 69,99 euro. A quella cifra voglio una che sappia recitare, e che compaia in più giochi non mi disturba affatto (io, che nel backlog ho più giochi comprati in saldo che giocati, non faccio la morale a nessuno). Wilson stessa si chiede come si faccia a sparire dentro un personaggio che le somiglia e basta: è una questione di mestiere sua, e io il biglietto lo pago per vedere come ci riesce.

Il verdetto: Wilson scherza sull’esserci ovunque e di motivi ne ha, ma chi paga 69,99 euro vuole una che, a sentire Del Walker, ai provini batte le altre. Finché nessuno disegna un volto da zero, la rivedremo in più cast. A noi invece non dispiace vedere Debra Wilson ovunque.

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