Trailblazers: Into the March prende il colony sim, la scusa perfetta per affezionarsi a un pugno di persone e lasciarle morire di fame per colpa di un foglio di calcolo, e lo mette su una casa che cammina. RimWorld ha fatto della crudeltà un’arte, FTL: Faster Than Light del panico a bordo di una nave, e qui ci sono tutte e due. È un colony sim roguelite di Strangers con Joystick Ventures come editore, e la scheda è su Steam.
La demo su Steam è uscita il 13 ottobre 2026, gira su Windows e Mac, ha l’interfaccia solo in inglese (la scheda del gioco completo elenca tredici lingue, italiano escluso) e il gioco non ha ancora una data di uscita. È stato annunciato a giugno 2024: la cronaca di GamingOnLinux è di allora. Nella notizia di luglio si parlava di un playtest su richiesta; la demo è invece aperta a tutti su Steam. Per un gioco che ti chiede di conoscere l’equipaggio, l’assenza dell’italiano pesa.
Una casa con le zampe e il mutuo del Bloom
Il loop della demo è chiaro. Arrivi a Terminas, recluti l’equipaggio, compri le provviste e accetti un contratto. Poi scegli come disporre la tua Landship e parti per la March. Secondo PC Games la nave ha la forma di un granchio ed è una forma di vita. A bordo si accumula il Bloom: un parassita che si prende la Landship un pezzo alla volta, un sistema di pressione che gli sviluppatori chiamano globale. Cresce quando combatti o estrai risorse, spiega InGameNews, e a barra piena scatena eventi pericolosi. Il Bloom è il mutuo: un debito che nessuno ha firmato.
L’estetica è la cosa che mi ha colpito di più. Le Landship sono enormi, goffe, vagamente animali, e sembrano uscite da un concept di Moebius. I ritratti dei personaggi sono procedurali e dettagliati, e alcuni personaggi non giocanti ricorrenti hanno un livello di cura che fa capire quanto lavoro ci sia dietro.

L’equipaggio è fatto di persone con un passato e delle abilità (come in RimWorld), umani e uomini-lucertola a quanto scrive InGameNews, e il gioco ti chiede di conoscerle invece di schierarle. A bordo ci sono anche gli Spirit, creature con umori e preferenze proprie che abitano il cuore della nave e vanno tenute contente: collaborare con loro serve a liberare la Landship dal Bloom. La gestione delle risorse è esigente ma non punitiva. Devi pianificare, non microgestire ogni cosa. Il combattimento è in tempo reale con pausa tattica: fermi il tempo, dai gli ordini, riparti, l’abitudine che FTL ha reso classica. Comandi la nave e l’equipaggio su due livelli diversi, uno largo e uno stretto, e l’idea funziona.
Il trailer ufficiale mostra la Landship dentro e fuori, dalle cuccette dell’equipaggio alle battaglie fra corazzati:
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www.youtube.comDove la nave perde pezzi
Ho passato circa due ore nella demo senza sentire di aver finito i contenuti. Il ritmo fra una spedizione e l’altra può diventare ripetitivo (torni alla base, gestisci le relazioni, pianifichi, riparti), ma nella demo non l’ha fatto. I problemi sono altrove. Su una configurazione di fascia media ho visto cali di frame nelle schermate con molti personaggi, e questa è una versione di prova, non quella finale. L’interfaccia è densa e non sempre ben gerarchizzata: ho passato diverso tempo a cercare informazioni che avrei voluto avere sotto gli occhi. In un gioco dove ogni scelta ha un costo, leggere l’interfaccia fa parte del gameplay: se perdi tempo a trovare un dato, perdi anche la decisione che dovevi prendere con quel dato.

Sulla pagina della demo le recensioni degli utenti sono positive: 25 su 26, il 96,2 per cento, al 19 ottobre 2026. Una sola è in italiano. Per chi vuole il colony sim con un dungeon sotto i piedi c’è la nostra prova di Dungeon Settlers, che mescola RimWorld e dungeon crawler.
Il verdetto: Trailblazers: Into the March ha già capito come farti affezionare a un equipaggio. Se l’interfaccia impara a mettere in fila le cose che contano e il frame rate regge una nave piena di gente, ci toccherà imbarcarci e vedere l’equipaggio morire per colpa nostra.

















