Un personaggio della razza Skyborne nella beta di World of Warcraft: Forever

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La beta di WoW Forever arriva al livello 30, e un progettista fa intendere che arriverà un mega dungeon alla Blackrock Depths

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La beta di WoW Forever è salita a livello 30 il 1 ottobre 2026, con un dungeon nuovo, due riaperti e un taglio secco all’esperienza che si prende dalle missioni fatte dentro i dungeon. Nello stesso giro di giorni due progettisti di Blizzard hanno risposto pubblicamente alle critiche sulla razza aggiunta al gioco, quella che una parte dei giocatori ha liquidato come elfi blu. World of Warcraft: Forever è la riscrittura del gioco originale del 2004 che Blizzard sta provando sul campo con una beta a pagamento aperta il 17 settembre, in vista dell’uscita del 4 novembre.

Cosa porta la terza settimana di beta

Il limite di livello passa da 20 a 30. Con quei dieci livelli in più si apre Excavation Site: Wetlands, un dungeon inedito pensato per la fascia 26-31 e creato apposta per questa versione del gioco, e diventano accessibili due classici: Razorfen Downs dal livello 25 e Uldaman dal 30. Si aggiungono a Ragefire Chasm, Hall of Thanes, Ruins of Lordaeron, Wailing Caverns e The Deadmines, già disponibili prima.

Il cambiamento che pesa di più, però, non è un contenuto ma un numero. Le missioni dei dungeon adesso danno il 50 per cento in meno di esperienza aggiuntiva rispetto a quella di una missione normale, e nelle note gli sviluppatori spiegano il motivo senza giri di parole: hanno ricevuto molti commenti sulla velocità con cui i collaudatori salivano di livello. Il tetto massimo dell’onore, la valuta del gioco competitivo fra giocatori, sale invece da 15.000 a 25.000.

Il resto è manutenzione, ma del tipo che i veterani notano: le bacchette bianche e verdi si vendono per una moneta di rame, le creature si possono scuoiare una volta sola, piovono gocce più visibili, aprono i barbieri a Darnassus e a Thunder Bluff e il gestore dei tempi di ricarica adesso copre anche i Ladri e le abilità razziali.

Le classi rimesse in riga

I Guerrieri sono quelli che guadagnano di più. La specializzazione Furia ottiene il doppio della rabbia dai colpi critici, che era il problema storico di quella linea nei primi livelli, mentre quella da difesa viene riorganizzata per funzionare come seconda scelta nel gioco competitivo, con un percorso più lineare dentro l’albero dei talenti.

Sugli altri il bilancio è misto. I Druidi perdono Tiger’s Fury ma ricevono rabbia dai critici in forma d’orso e un talento nuovo per i Feral che converte il mana in energia; le loro forme diventano immuni al disarmo. I Maghi non possono più lanciare in movimento. I non morti non riescono più a usare Cannibalize mentre sono immuni ai danni fisici, il che chiude la combinazione con la bolla del Paladino. Preti e Stregoni ottengono critici su due incantesimi che prima non li facevano.

Blizzard difende la razza nuova

Skyborne è il nome della razza aggiunta rispetto al gioco del 2004, ed è la parte più discussa di questa beta. Gli Skyborne hanno raccolto una quantità di critiche che i progettisti Josh Greenfield e Tim Jones hanno affrontato in un’intervista a PCGamesN.

Greenfield risponde con un ricordo personale: quando uscirono i Draenei lui era un ragazzino e non lavorava ancora a Blizzard, e per un anno si rifiutò di chiamarli così, insistendo che fossero Eredar. Jones aggiunge la ragione di progettazione: quello che ha convinto il gruppo è la frattura interna fra elfi legati alla magia arcana ed elfi vicini al mondo sciamanico, perché è una tensione che si può usare nella scrittura. E rivela chi ha spinto per il rischio: Chris Metzen, storico responsabile creativo della serie, ha chiesto esplicitamente di non andare sul sicuro, quando il gruppo avrebbe preferito espandere il mondo nelle direzioni già note.

Questo spiega anche una delusione diffusa fra chi segue il filone delle versioni classiche ampliate: le zone che tutti si aspettavano, da Gilneas a Uldum a Quel’Thalas, per ora non ci sono. Sul resto Jones chiude due porte. I modelli in alta definizione, dice Greenfield, hanno ancora geometrie che sembrano troppo moderne e il gruppo ci sta lavorando senza annunciare niente. Un interruttore per tornare all’interfaccia del 2004, invece, non arriverà, perché Forever deve restare una cosa sua: chi la vuole dovrà affidarsi ai componenti aggiuntivi.

I numeri sul livellamento

Sul punto che fa più discutere, la velocità con cui si sale, Blizzard ha tirato fuori i propri dati. Da 1 a 20 la media è di 20,4 ore nella Classic Era e 20,5 ore in Forever, quindi praticamente identica. Quello che cambia è da dove arriva l’esperienza: ne è stata spostata parecchia dalle uccisioni alle missioni, con l’obiettivo dichiarato di tenere il giocatore fuori dai dungeon e dentro il mondo.

Sulla pioggia di oggetti blu nei primi livelli l’ammissione è esplicita: il ritmo è sbilanciato e verrà corretto. Alcune missioni sono già state modificate per dare solo esperienza e oro, altre per consegnare un oggetto raro invece di quattro. Il taglio del 50 per cento sulle missioni dei dungeon è la prima applicazione concreta di quel discorso.

Quattro parole su un mega dungeon, e la corsa alle ipotesi

Il 27 settembre un giocatore ha scritto a Greenfield su X che a Forever, per diventare il gioco dell’anno, servirebbe lo stile artistico giusto e un buon mega dungeon in stile Blackrock Depths. La risposta del progettista è stata di quattro parole, “Hold our beer(s)”, cioè tenete da parte le nostre birre, la formula con cui in rete si annuncia di voler alzare la posta. Insieme alla battuta ha pubblicato l’immagine dell’ingresso di un dungeon.

Per capire perché la cosa abbia scatenato la caccia agli indizi serve sapere cos’è Blackrock Depths: il dungeon più grande e più labirintico del World of Warcraft originale, decine di boss, percorsi ramificati, una città sotterranea in cui ci si perdeva per ore. È il contrario del dungeon da mezz’ora in coda automatica, ed è la cosa che i nostalgici chiedono da anni.

Sull’identità del dungeon, però, nessuno ha una conferma. L’immagine pubblicata mostra un’entrata a forma di testa d’orso con due Furbolg di guardia, e da lì i giocatori hanno tirato fuori due nomi: Timbermaw Hold, che i Furbolg li ospita già nel gioco classico, e soprattutto Blackmaw Hold, uno dei nove dungeon annunciati alla BlizzCon 2026, dato per la fascia dal livello 55 al 60. Secondo PCGamesN è il candidato più probabile, ma Blizzard non ha confermato il collegamento e non ha mai usato la parola mega dungeon per descriverlo. Nella beta, dove si arriva al livello 30, quel contenuto non è comunque raggiungibile.

Nelle stesse ore la produttrice esecutiva Holly Longdale ha scritto che il limite di popolazione della beta è stato alzato un’altra volta, perché la corsa continua. Il numero non l’ha detto, ma è il secondo ritocco da quando il collaudo è partito.

Cosa non si sa

Il limite di 30 è il tetto previsto per questa fase, e non è stato detto se salirà ancora prima della fine del collaudo. Non ci sono annunci sui modelli in bassa definizione né sulle zone del prossimo aggiornamento, e di Blackmaw Hold non sono stati mostrati né boss né mappa. Restano aperti due problemi noti e dichiarati: gli incantesimi lanciati in catena non riproducono correttamente la fase di preparazione, e i nemici riescono a parare i colpi presi da dietro se ci si avvicina troppo. Intanto la razza nuova resta a pagamento anche per chi ha l’abbonamento, e nella beta girano già le prime modifiche fatte dai giocatori.

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