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Qualcuno ha creato un mod di WoW Forever solo per mutare Asmongold e le sue gilde

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Un MMO vende da oltre vent’anni la stessa promessa, un mondo condiviso con gli sconosciuti, e sei giorni dopo l’apertura della beta di World of Warcraft: Forever è comparso OlympusMute, un mod pensato per condividerlo un po’ meno. MMO sta per gioco di ruolo online con migliaia di persone nello stesso mondo.

L’ha pubblicato il 23 settembre 2026 su CurseForge, il sito da cui si scaricano gli addon (nel gergo di WoW, i programmi che cambiano l’interfaccia), un giocatore di nome Solastro. Nasconde chat, inviti e richieste di scambio dei membri di qualsiasi gilda con “Olympus” nel nome, cioè le gilde raccolte attorno allo streamer Asmongold, da anni legato alle dirette su WoW. La beta è quella del nuovo gioco di Blizzard e il mod lavora soltanto sul computer di chi lo installa: per tutti gli altri Olympus resta dov’era e continua a scrivere.

Il 24 settembre ne hanno scritto Dexerto e 404 Media, che ha parlato anche con l’autore. Io da anni tengo una lista di cose da non vedere (il mio backlog, almeno, mi perseguita solo con gli sconti), quindi il bisogno mi è chiaro: resta da capire come mai serva un programma esterno per soddisfarlo.

Come si silenzia una gilda numerata fino a XLI

OlympusMute elenca nella sua scheda cosa sparisce dallo schermo. Sono nascosti i messaggi a voce normale e alta (Say e Yell, cioè parlare e gridare nel mondo), le emote, i sussurri e i canali pubblici come General e Trade. Lo stesso vale per le chat di gilda, gruppo, raid e istanza e per i fumetti sopra i personaggi nel mondo aperto. Nei dungeon e nei raid i fumetti restano visibili, perché il gioco non lascia agli addon la possibilità di toccarli. Il mod rifiuta poi gli inviti di gilda delle gilde silenziate. Dai singoli giocatori silenziati respinge anche inviti di gruppo, duelli e scambi. Ogni voce si spegne separatamente.

Il problema tecnico è che un messaggio di chat non dice a quale gilda appartenga chi lo scrive. L’addon lo deduce da ciò che il gioco mostra durante una partita normale. Il riconoscimento scatta quando si punta un personaggio, se ne vede il nome sopra la testa, ci si raggruppa con lui, si clicca il suo nome in chat o si usa il comando /who, che elenca i giocatori online. Quando lo riconosce, cancella dalle finestre di chat anche i messaggi che quella persona aveva già scritto, e se scopre che ha lasciato la gilda toglie il filtro. Non giudica nessuno: legge il tag e applica la regola.

Dalla versione 1.0.9 il filtro funziona anche per parole a scelta, e l’esempio scritto nella scheda è “asmon layer”. Il layer è una delle copie parallele in cui il gioco divide il mondo, e chi vuole finire in quella dello streamer lo chiede in chat. Il mod conta anche i messaggi nascosti, nella sessione e in totale, così si può misurare quanto rumore si è evitato.

Il filtro non passa dalla lista degli ignorati di WoW, che secondo Dexerto ha un tetto di 50 nomi: per una rete che secondo Asmongold supera le 30.000 persone è una capienza da salotto. Chi viene silenziato non riceve nessuna notifica. Nell’immagine di anteprima del mod, sempre secondo Dexerto, comparivano 361 giocatori silenziati e tag di gilda fino a Olympus XLI, cioè la quarantunesima. Il 27 settembre la scheda CurseForge contava 14.513 download.

Senza reami non c’è dove scappare

Il gioco è in beta dal 17 settembre e uscirà il 4 novembre. In un WoW tradizionale, se la gilda di uno streamer occupava un reame, cioè un server, si cambiava reame. Il riepilogo ufficiale del Deep Dive, la presentazione sui sistemi del gioco, spiega che i reami non ci sono più. Si sceglie un set di regole (Normale, PvP, Gioco di ruolo e, dopo il lancio, Hardcore) e si condivide l’ambiente con chi ha scelto lo stesso. Non si può fare gruppo con chi sta in un altro set. Secondo 404 Media questo rende più difficile evitare le gilde legate a uno streamer.

Le cifre su Olympus vengono da Asmongold. Secondo Gaming ProMax, al 23 settembre ha dichiarato più di 30 gilde piene e oltre 30.000 membri. Il 22 settembre Dexerto scriveva che centinaia di giocatori lo seguivano nel gioco e citava un utente di Reddit secondo cui il suo seguito aveva portato Stormwind, la capitale dell’Alleanza, a 10 fotogrammi al secondo. Nello stesso periodo circolavano richieste di ban nei suoi confronti. Il 21 settembre, in diretta, Asmongold aveva risposto all’accusa che tutti debbano lasciare la propria gilda ed entrare in Olympus: a suo dire è vera, i giocatori sono divisi fra chi c’è e chi non c’è ancora. Chi si lamentava, l’ha chiamato “snowflake”.

Solastro è un giocatore di lunga data che in passato seguiva Asmongold. Ha spiegato a 404 Media che le cose peggiorano quando lo streamer è online. La Trade Chat, il canale in cui si scambiano merci, si riempie di persone che vogliono avvicinarsi a lui e alla sua copia del mondo. Gli inviti alle gilde Olympus non si fermano. Ha aggiunto che dove il gruppo si concentra i messaggi in /yell includono insulti razzisti e misogini scritti con caratteri speciali per aggirare i filtri, e che silenziarli uno per uno non era praticabile. Sono affermazioni sue. 404 Media rimanda anche a screenshot pubblicati da un utente di X, che non abbiamo verificato in modo indipendente.

Non tutti i critici vedono in Olympus un blocco unico. Secondo Gaming ProMax, il 23 settembre lo streamer Sodapoppin ha detto in diretta che la community è invasiva soprattutto nella Trade Chat e che parte del disturbo potrebbe venire da gente che esagera per gioco. Il sito scrive che le lamentele riguardano una parte di una comunità enorme e non ogni singolo membro.

Crimine d’odio o razzismo, ancora da decidere

Il 23 settembre l’account X di Morrigan, che Dexerto indica come partner di WoW, ha rilanciato il link al mod con un commento in cui dice di lasciarlo lì. Secondo Dexerto il post ha superato le 300.000 visualizzazioni in un giorno. Morrigan ha poi chiamato in causa Blizzard chiedendo di intervenire.

Asmongold ha risposto scrivendo che si tratta o di un crimine d’odio o di razzismo, senza ancora sapere quale dei due, e che è terribile che Blizzard permetta una cosa del genere. Dexerto lo descrive come un intervento scherzoso. Sotto il post l’autore del mod ha scritto che quello è il suo addon e lo ha ringraziato per la diffusione. A 404 Media Solastro ha detto che dopo meno di 24 ore i download erano circa 2.000. Rispondendo a un altro utente di X, sempre secondo 404 Media, Asmongold ha pubblicato una lista di appellativi spregiativi da lui inventati per le razze fittizie del gioco.

Cosa non si sa

Il mod non è un ban e non toglie nessuno dal gioco: i membri di Olympus continuano a scrivere, reclutare e fare gruppo con chi non lo usa. Gaming ProMax cita anche AsmonGone e WoW Forever Guild Mute come addon simili e scrive che Blizzard non ha annunciato provvedimenti contro la gilda. Nelle fonti che ho letto non c’è nessun commento di Blizzard sul mod o sulle accuse relative alla chat pubblica.

Non si sa quanti giocatori lo usino, perché CurseForge conta i download e non le installazioni attive. Non è verificato in modo indipendente quanto siano diffusi i messaggi offensivi descritti da Solastro e dagli screenshot su X. Il mod è indicato per la versione 1.60.1 del client di WoW Forever, e la scheda non dice se funzionerà con il gioco definitivo, in uscita il 4 novembre.

Il verdetto: Se un mondo condiviso regge solo con un mod che silenzia gli altri giocatori, Blizzard dovrebbe rimettere sul tavolo la lista degli ignorati da cinquanta posti prima del 4 novembre, e OlympusMute sarebbe la sua patch non ufficiale.

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