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Nel gestionale musicale ROCKBEASTS di Critical Role fai il manager di una band grunge, e i concerti li suoni tu

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Nel gestionale musicale ROCKBEASTS di Critical Role fai il manager di una band grunge, e i concerti li suoni tu

Tempo di lettura: 4 minuti

I gestionali musicali di solito sono fogli Excel con una chitarra disegnata nell’angolo: sposti risorse, guardi salire una barra, e del rock resta il nome sulla confezione. ROCKBEASTS è l’eccezione che non mi aspettavo. È un gioco di ruolo gestionale in cui fai il manager di una band grunge di animali antropomorfi nell’America degli anni Novanta, lo sviluppa LICHTHUND e lo pubblica insieme a Critical Role, ed è il secondo nome che mi ha fatto scaricare la demo prima ancora di leggere la scheda.

Confesso il debole: Critical Role la seguo da anni, e quando a fine settembre lo studio ha annunciato di aver stretto con loro una collaborazione creativa e editoriale ho smesso di considerare ROCKBEASTS un indie qualsiasi. Il comunicato dice che il gruppo è entrato nel progetto come coeditore, e nei dialoghi della demo si sente. L’8 ottobre, al Triple-i Initiative, è arrivata la data, gennaio 2027, insieme alla notizia che Matthew Mercer e Sam Riegel entrano nel cast: Mercer fa il manager Michael, Riegel il chitarrista Carlton Kowalsky. Chi ha passato qualche centinaio di ore a guardare Mercer dare voce a mezza Exandria da dietro lo schermo del master sa che un gioco fatto per metà di conversazioni, con lui dentro, è in buone mani.

La scheda Steam promette le voci di Matthew Mercer, Sam Riegel e Liam O’Brien di Critical Role e di Iggy Pop in persona, e sì, a un certo punto nella demo la voce è proprio la sua. Il capo sceneggiatore ha lavorato a The Witcher 3 e a Cyberpunk 2077, e nel gioco completo ci sono diciassette brani originali a lunghezza intera. Lo stile è quello dei cartoni di tarda serata su MTV, disegnato a mano e volutamente sporco.

Un caporedattore lucertola alla scrivania di un giornale in ROCKBEASTS, mentre la band compra uno spazio sul settimanale
ROCKBEASTS © LICHTHUND / Critical Role

Scalette, affitti e un tizio di nome Vernon

Tre episodi compongono la demo di ROCKBEASTS: i primi due sono arrivati l’8 ottobre, il terzo il 19, insieme allo Steam Next Fest e al supporto completo al pad, che rende il gioco comodo anche su Steam Deck. Il primo episodio va via troppo in fretta e fa da tutorial allungato. Dal secondo si comincia a ragionare, e il ritmo ricorda molto Dispatch: dialoghi a bivi, un po’ di gestione nel mezzo e, a fine episodio, la schermata con le percentuali di quanti giocatori hanno fatto le tue stesse scelte.

La giornata tipo è un esercizio di sopravvivenza. I soldi non bastano mai, e ogni sera devi decidere se spendere gli ultimi spiccioli per far mangiare la band, per riparare un amplificatore che frigge o per pagare la sala prove. L’agenda divide il giorno in mattina, pomeriggio, sera e notte, e ogni opportunità chiede salute, umore, hype o contanti in cambio di qualcos’altro, come mostra la galleria. In mezzo ci sono gli ego dei musicisti e i personaggi secondari scritti apposta per farti salire il sangue alla testa. Vernon dopo dieci minuti mi dava sui nervi in modo viscerale, Carlton invece mi ha conquistata subito, anche se un’inquadratura frontale decente potevano regalargliela.

L'agenda di ROCKBEASTS con le opportunità della settimana e il calendario di luglio 1993
ROCKBEASTS © LICHTHUND / Critical Role

La sera del concerto si passa prima dal gig-planning: scegli la scaletta in base ai bonus che danno i brani e sistemi l’attrezzatura. Poi parte il concerto, che è un minigioco ritmico. Ho passato l’adolescenza su Guitar Hero e Rock Band, e di solito i rhythm game infilati dentro un gioco di ruolo mi fanno cadere le braccia, perché sono legnosi o fuori sincrono. Qui le note rispondono bene, e i pezzi suonano come alternative rock anni Novanta vero, non come un MIDI da suoneria. Secondo la scheda, un concerto riuscito porta soldi e fan, uno andato male abbassa reputazione e morale.

Il trailer che abbiamo caricato sul nostro canale mostra sia l’agenda sia i concerti, ed è il modo più rapido per sentire che musica fanno.

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Dove il trucco si sbava

ROCKBEASTS tiene il piede in tre scarpe, visual novel a bivi, gestione delle risorse e rhythm game, e per farlo le lascia semplici tutte e tre. Chi cerca un gestionale profondo resterà deluso, e le sezioni sul palco sono intermezzi brevi in mezzo a tantissimi dialoghi. Durante i concerti le animazioni sono pigre: non pretendo di vedere ogni dito sul tasto giusto, ma la mano che scivola su e giù per il manico in modo generico mentre chiudi una combo perfetta sembra presa da un altro gioco. Il quinto aggiornamento della demo, il 23 ottobre, ha corretto il bug della schermata nera e ritoccato il minigioco dell’amplificatore di Carlton.

Il pubblico per ora è dalla sua parte: la mattina del 26 ottobre il 98 per cento delle recensioni della demo su Steam era positivo. A maggio il gioco era stato uno dei dodici scelti per il programma videoludico del Tribeca Festival di New York. Manca l’italiano: i sottotitoli ci sono in inglese, francese, tedesco, spagnolo, polacco e cinese, il doppiaggio solo in inglese, e con tutto quel testo pesa. Per altre demo provate in quei giorni c’è il nostro giro sulle demo indie del Next Fest.

Il verdetto: ROCKBEASTS è un cartone animato per adulti con un gestionale dentro, e chi cerca un simulatore di band profondo può lasciarlo dov’è; chi invece vuole vivere il dramma di un gruppo grunge sull’orlo di una crisi di nervi con Mercer e Riegel a fare le voci troverà gennaio 2027 maledettamente lontano.

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