Il divieto di intelligenza artificiale alla UK Games Expo è scritto nero su bianco dal 24 settembre. La fiera di giochi da tavolo più grande del Regno Unito, che ogni estate riempie il centro congressi di Birmingham, ha pubblicato una regola che esclude dai suoi padiglioni qualsiasi prodotto creato del tutto o in buona parte con strumenti di IA.
Cosa dice la regola
Il testo chiede agli espositori di garantire che tutto quello che portano, espongono o vendono sia stato realizzato da esseri umani con le loro capacità. Il divieto riguarda immagini e testi in ogni forma di gioco da tavolo, più accessori, oggetti artigianali, opere d’arte, abbigliamento e libri, sia di narrativa sia di saggistica. Lo ha riportato per primo Rascal News, e il testo sta nella pagina dedicata del sito della fiera.
Restano fuori dal divieto gli strumenti informatici usati per il controllo ortografico, per piccole correzioni, per la produzione e per l’accessibilità: la fiera distingue insomma fra generare un contenuto e usare un programma per rifinirlo.
Le conseguenze per chi non rispetta la regola sono scritte: gli organizzatori possono chiedere di togliere i prodotti dallo stand e, se l’espositore rifiuta, chiudere lo stand e vietargli la partecipazione alle edizioni future. La formula usata è quella della discrezione assoluta degli organizzatori.
Il punto debole è come si controlla
Rascal ha chiesto alla fiera con quali metodi intende riconoscere il materiale generato dall’IA e non ha ricevuto risposta prima della pubblicazione. È la domanda che tiene in piedi tutta la regola: senza un modo di verificare, l’onere della prova cade sugli espositori, cioè su team piccoli e autori indipendenti che già spendono soldi, tempo e lavoro per esserci.
Il rischio pratico è doppio. Da una parte una regola che non si applica resta un annuncio. Dall’altra, un controllo fatto a occhio su uno stand rischia di colpire chi disegna a mano in uno stile che qualcuno scambia per artificiale, mentre chi ha usato l’IA con attenzione passa liscio.
Come ci si è arrivati
UK Games Expo ci arriva dopo due anni di attriti. Nel 2025 la fiera aveva pubblicato un post sponsorizzato su Instagram per un gioco di ruolo che conteneva diverse immagini generate dall’IA, e la reazione di autori e giocatori era stata immediata.
All’edizione di giugno 2026, come ha raccontato Wargamer, diversi autori avevano chiesto una regola e la fiera non aveva risposto: due giochi costruiti in parte con testi e immagini generate, Adventure Bears e Blocks of Glory, hanno esposto senza dover dichiarare nulla accanto ai giochi fatti a mano. Sul pavimento della fiera la protesta è stata artigianale, con cartelli e spillette scritte a mano sugli stand.
La regola di questa settimana è il ribaltamento di quella posizione. UKGE si allinea così ad altre manifestazioni che l’avevano già presa: Gen Con negli Stati Uniti, e nel Regno Unito Dragonmeet, MCM Comic Con e Tabletop Scotland. La notizia è stata ripresa anche da Kotaku.
Perché riguarda anche i videogiochi
Il mondo del gioco da tavolo ha una particolarità che rende queste regole possibili: il prodotto è fisico, si vende a una fiera, e chi organizza la fiera controlla chi entra. Nei videogiochi non esiste un equivalente, perché la vetrina è un negozio digitale e le regole le scrive la piattaforma.
Il confronto è istruttivo con quello che succede dall’altra parte. Nelle stesse settimane Microsoft ha depositato un brevetto per far cambiare la trama dei giochi con l’IA, di cui il sito ha scritto il 25 settembre, e Insomniac si è dovuta difendere dall’accusa di aver usato l’IA per un cartello di Marvel’s Wolverine, accusa che ha respinto. Nei videogiochi la discussione è caso per caso; nel gioco da tavolo qualcuno ha scritto una regola generale.
Su Steam la dichiarazione dell’uso di IA generativa è obbligatoria dal 2024, ma è appunto una dichiarazione: sta allo sviluppatore compilarla, e nessuno la verifica. È la differenza fra chiedere trasparenza e vietare, una distinzione che Geek Native mette bene in fila guardando alle altre fiere britanniche.
Cosa non si sa ancora
UK Games Expo torna dal 4 al 6 giugno 2027 al centro congressi di Birmingham, e le prenotazioni per gli stand aprono a ottobre. Non è ancora stato pubblicato il regolamento completo per gli espositori di quell’anno, e con esso il modo in cui la regola verrà applicata alle prenotazioni.
Non si sa nemmeno se agli espositori verrà chiesta una dichiarazione firmata, se ci saranno controlli a campione o se la fiera si limiterà a intervenire sulle segnalazioni. Finché non arrivano quelle risposte, la regola vale soprattutto come segnale: alla fiera più grande del settore, un prodotto fatto con l’IA diventa più difficile da vendere.


