Il protagonista di DOOM: The Dark Ages, il gioco di id Software a cui ha lavorato Andrew Willis

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L’ex producer di Doom Andrew Willis: la finanza sta svuotando i grandi giochi, e Halo è il primo esempio

Tempo di lettura: 3 minuti

L’ex producer di Doom Andrew Willis, che a id Software ha lavorato a DOOM: The Dark Ages e alla sua espansione Revelations, sostiene che i grandi videogiochi siano entrati in una fase di finanziarizzazione, in cui le decisioni passano dai creativi ai manager della finanza. Lo ha detto in un’intervista al podcast neozelandese Kiwi Talkz, uscita a metà settembre 2026, citando come esempio la serie Halo di Microsoft, che secondo lui rischia di diventare un prodotto di fascia media, svuotato di ciò che l’aveva resa importante.

Cosa ha detto Willis

Nella puntata del podcast, condotto da Reece Reilly, Willis parla dei licenziamenti a id Software, della comunicazione di Microsoft su quei tagli, della riorganizzazione legata a Game Pass e dei tempi di sviluppo degli ultimi Doom e del futuro di id Tech, il motore grafico proprietario dello studio. In una clip estratta dalla stessa conversazione, pubblicata sul canale del podcast, racconta nel dettaglio cosa è successo a id Software nei giorni dei tagli. Il passaggio ripreso dalla stampa internazionale riguarda il ciclo che secondo lui attraversano le grandi aziende e le serie più famose: i creativi costruiscono il valore di un marchio, poi i manager con una formazione finanziaria prendono il controllo e iniziano a sacrificare la qualità per i risultati a breve termine.

Come riporta il sito britannico Rock Paper Shotgun, ripreso anche da PakGamersHub, Willis indica Halo come il caso più avanzato: una serie che, secondo lui, Microsoft sta trasformando in un gioco di fascia media e che il pubblico finirà per associare a un prodotto scadente. Sono giudizi personali di un ex dipendente, non dati: Willis non fornisce cifre su vendite o bilanci a sostegno della sua lettura.

Chi è Andrew Willis e perché parla

Willis è stato producer di DOOM: The Dark Ages, uscito nel 2025, e dell’espansione Revelations, pubblicata a luglio 2026: il producer è la figura che coordina tempi, risorse e squadre di un progetto, non chi lo dirige artisticamente. Non è la prima volta che interviene. A luglio, dopo i licenziamenti che avevano colpito id Software nella riorganizzazione di Xbox, aveva scritto che i grandi editori si erano dimostrati pessimi custodi delle loro serie e che la strada da seguire era la proprietà degli studi in mano a chi crea il valore, come riportava PC Gamer. Sempre secondo PC Gamer, in quell’occasione aveva sostenuto che nel clima attuale non potrebbero nascere giochi come World of Warcraft o Morrowind.

Willis ha raccontato anche il lato del lavoro. Secondo quanto riportato da Insider Gaming e ripreso da AllKeyShop, ha detto di aver lavorato almeno dodici ore al giorno durante lo sviluppo di Revelations, con colleghi che arrivavano a ottanta ore a settimana senza che id Software lo imponesse.

Il contesto: i tagli a id Software

Le sue parole arrivano dopo mesi di testimonianze da id Software. Ad agosto un altro sviluppatore dello studio, Hays, aveva detto a PC Gamer che Microsoft aveva bruciato molti ponti nel settore e che tagliare metà di uno studio che fa giochi ad alto budget non poteva avere senso in nessun modo. Sempre PC Gamer aveva raccolto a luglio una ricostruzione secondo cui lo studio sarebbe stato spinto ad abbandonare il suo motore id Tech per Unreal, contraddicendo le dichiarazioni di Microsoft.

Il quadro economico aiuta a capire la pressione sui costi. Il 14 settembre abbiamo raccontato che Xbox incassa 23 miliardi ma guadagna appena il 3% di margine, un numero che chiarisce la pressione dietro licenziamenti e aumenti di prezzo. Su Halo, ad agosto avevamo scritto delle spiegazioni ideologiche date alle vendite di Halo Campaign Evolved, confrontandole con i dati disponibili.

Una critica che circola anche fuori da Microsoft

Willis non è l’unico sviluppatore che in questi giorni accusa la gestione dei grandi giochi. Il 19 settembre Bruce Straley, director di The Last of Us, si è scusato con il team di God of War: Laufey dopo averlo citato come esempio di giochi ad alto budget noiosi, senza però ritirare la critica ai vertici del settore.

Microsoft non ha risposto pubblicamente alle dichiarazioni di Willis. Non ha nemmeno pubblicato dati di vendita recenti su Halo o su DOOM: The Dark Ages, gli unici numeri che permetterebbero di verificare quanto la lettura di Willis corrisponda ai risultati commerciali delle due serie.

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