Nel mio armadio ho due Xbox One S, una PS4 Slim e un cassetto di banchi RAM DDR3 che tenevo per pietà, roba da smanettona incapace di buttare hardware morto.
Nel 2026, a quanto pare, sono seduta su un piccolo patrimonio: il mercato delle console sta letteralmente andando in out of memory, e non è una metafora che mi sono inventata io per l’occasione.
Il crash silenzioso: -19,5% di spedizioni nel 2026
Secondo un report di S&P Global Market Intelligence Kagan, le spedizioni globali di console caleranno quest’anno del 19,5%, a 33,9 milioni di unità, contro i 42,1 milioni del 2025 (l’anno del lancio di Switch 2, che aveva gonfiato il dato del 13,5%). L’analista Neil Barbour descrive la causa come un problema di allocazione: prezzi alzati per assorbire la crisi di RAM e storage, in un mercato dove il pubblico medio ha sempre meno margine per spendere su un pezzo di hardware. Il report la chiama “hardware o troppo vecchio o troppo costoso per il consumatore medio”, ed è la definizione più onesta che ho letto di un OOM crash travestito da bilancio trimestrale.
PS5 e Xbox Series, due velocità diverse di svuotamento del buffer
PlayStation 5 ha già perso il 15,2% delle spedizioni nel 2025 (17,1 milioni di unità) e S&P prevede un’ulteriore discesa a 13,2 milioni nel 2026, dopo l’aumento di prezzo di aprile: il modello base da 550 a 650 dollari, la digital da 500 a 600, la Pro da 750 a 900. È un rincaro che ho già raccontato quando ho confrontato i benchmark di PS5 Pro con Steam Machine e Switch 2, e i numeri di oggi confermano che quel prezzo sta iniziando a mordere le vendite, non solo il portafoglio.
Xbox Series X|S è messa peggio: 3,2 milioni di unità spedite nel 2025, il dato annuale più basso mai registrato, con il primo trimestre 2026 sceso sotto le 500.000 unità per la prima volta nella serie storica di S&P. La previsione per il 2026 è di appena 2,5 milioni, con un “rapido azzeramento” negli anni successivi. Il collegamento con la lettera dei 100 giorni di Xbox, quella sui margini al 3% e i costi hardware in salita, non è casuale: qui non stiamo assistendo a un ramo che appassisce da solo, ma a un albero che l’azienda stessa ha smesso di innaffiare.
Switch 2 tiene, ma il buffer si sta comunque svuotando
Nintendo Switch 2 resta il dispositivo più venduto del lotto, con 17,1 milioni di unità stimate per il 2026, ma la stessa Nintendo guida le sue proiezioni a 16,5 milioni (-16,9% sul primo anno), tra un aumento di prezzo di 50 dollari e l’assenza di un titolo tentpole prima di Pokémon Wind and Waves, atteso solo a fine 2027. Persino la console che ha retto meglio il colpo sta rallentando: lo stesso cartello della RAM che avevamo già raccontato non risparmia nessuno dei tre produttori, cambia solo quanto tempo ognuno riesce a reggere prima che il conto arrivi.
Il verdetto: S&P prevede la ripresa a partire dal 2028, quando (forse) i prezzi dei componenti si stabilizzeranno abbastanza da far uscire Project Helix e PS6 nella fascia 600-800 dollari. Fino ad allora, il consiglio più sensato che posso darvi è lo stesso che do a me stessa ogni volta che apro quel cassetto di RAM: non buttate via niente, perché nel 2026 anche la nostalgia da smanettona diventa un piano di contingenza.

