Il debutto di Resident Evil al box office nordamericano ha chiuso il fine settimana del 18-20 settembre 2026 con una stima di 60 milioni di dollari in 3.684 sale, secondo le cifre diffuse domenica mattina e riportate da TheWrap. È il miglior esordio di sempre per un film tratto dalla saga horror di Capcom. È anche il migliore della carriera di Zach Cregger, il regista di Barbarian e Weapons, che ha scritto e diretto questo nuovo adattamento per Sony Pictures.
Negli Stati Uniti il film è classificato R, la fascia che vieta la visione ai minori di 17 anni non accompagnati da un adulto. Polygon ha titolato che il risultato dimostra una cosa: un film tratto da un videogioco e vietato ai minori può ancora andare bene al botteghino. I numeri del fine settimana lo confermano. I precedenti della stessa saga, però, dicono che il divieto da solo non spiega né i successi né i fallimenti.
I numeri del debutto di Resident Evil
Nel primo giorno di programmazione, venerdì 18 settembre, il film aveva incassato 26,3 milioni di dollari, anteprime del giovedì comprese, come ha ricostruito iHorror. Il solo venerdì è rimasto sotto di circa 300.000 dollari rispetto al record precedente della serie. Quel record apparteneva a Resident Evil: Afterlife, uscito nel settembre 2010. Nel suo fine settimana d’esordio aveva incassato 26,6 milioni, pari a circa 40,9 milioni di oggi se rivalutati per l’inflazione.
Sabato mattina Sony stimava il fine settimana fra 53 e 55 milioni. Domenica la stima è salita a 60.
Per Cregger il confronto più utile è Weapons, il suo film precedente, uscito ad agosto 2025 con un esordio da 43,5 milioni. Il budget di produzione di Resident Evil è di 75 milioni di dollari, marketing escluso, secondo la stima di TheWrap. Il film è prodotto da TriStar Pictures con Constantin Film e Davis Films. Sempre secondo TheWrap, da solo copre più della metà dei 111 milioni incassati da tutte le sale nordamericane nel fine settimana. Practical Magic 2, primo in classifica sette giorni prima, ha perso il 65%.
Il divieto ai minori non è la variabile che decide
Lo stesso divieto pesava anche su Resident Evil: Welcome to Raccoon City, il reboot di Johannes Roberts uscito nel novembre 2021. Era classificato R per violenza, sangue e linguaggio. Aprì con 5,3 milioni di dollari e chiuse con 41,9 milioni in tutto il mondo, contro un budget di 25, secondo i dati di The Numbers. Stesso marchio, stessa fascia d’età: l’esordio di cinque anni fa era stato undici volte più piccolo di quello del 18-20 settembre 2026.
L’altro termine di paragone del 2026 è Mortal Kombat II di Warner Bros., anch’esso vietato ai minori. Uscito l’8 maggio, aveva esordito con 38,5 milioni in Nord America e perso il 65% nel secondo fine settimana. Secondo i dati raccolti su Wikipedia da Box Office Mojo e The Numbers, ha chiuso intorno ai 129 milioni mondiali contro un budget di 80. Dopo il primo fine settimana SlashFilm aveva indicato il problema principale nell’estero. Il film aveva incassato 23 milioni fuori dagli Stati Uniti al debutto, mentre il capitolo del 2021 aveva diviso gli incassi quasi a metà fra mercato interno e internazionale. Ne avevamo scritto a maggio, chiedendoci perché avesse floppato un film accolto meglio del predecessore.
In nessuno dei tre casi la classificazione R basta a spiegare il risultato. Welcome to Raccoon City e il film di Cregger hanno in comune marchio e divieto, ma i loro esordi sono distanti di oltre 50 milioni. A cambiare sono il regista, l’accoglienza della critica e la tenuta sui mercati esteri. Per Resident Evil quest’ultima non è ancora nota.
Critica e pubblico: i due record
Il film di Cregger è arrivato in sala con il 96% di recensioni positive su Rotten Tomatoes, calcolato su 70 recensioni il 16 settembre. È un record per un film tratto da un videogioco, come ha segnalato SlashFilm. Il primato precedente era di Sonic 3, con l’86%. Il miglior capitolo della vecchia serie con Milla Jovovich, Resident Evil: The Final Chapter del 2017, si fermava al 39%. Del record avevamo parlato il 17 settembre.
Anche il pubblico ha risposto bene. CinemaScore, il sondaggio che interroga gli spettatori all’uscita dalla sala e assegna un voto in lettere, ha dato al film una B+, il voto più alto mai ottenuto dalla saga. Secondo iHorror, per un horror vietato ai minori la media della categoria sta intorno alla C+, perché il pubblico del genere tende a punire i film che lo spaventano davvero.
Il risultato arriva nonostante le proteste di una parte dei fan dei giochi. Cregger ha scelto di non adattare nessun capitolo della serie, nata nel 1996 con il primo Resident Evil. Il film racconta una storia nuova, con personaggi inventati per l’occasione. Il protagonista è Bryan, un corriere di materiale medico interpretato da Austin Abrams, già in Weapons, che attraversa l’epidemia di Raccoon City in una sola notte.
Cosa non si sa ancora
I 60 milioni sono una stima di domenica. I dati definitivi del fine settimana arrivano di solito il lunedì e possono ancora cambiare. Nelle fonti consultate mancano gli incassi internazionali e quelli italiani. In Italia il film è uscito il 17 settembre, distribuito da Eagle Pictures, come riportato da Voto 10. A ottobre arrivano nelle sale americane altri due horror di grandi studi: Other Mommy di Universal e Blumhouse e Clayface di Warner Bros. e DC. Saranno il primo banco di prova per la tenuta del film dopo il debutto.


