Big Walk non uscirà su Xbox, e il 15 ottobre lo studio australiano House House ha pubblicato una pagina sul sito del gioco per spiegare perché. La decisione, scrive lo studio di Melbourne, è presa “in accordo con l’appello del movimento BDS, guidato dai palestinesi, a boicottare Microsoft, e con la loro designazione di Microsoft Games (e Xbox) come obiettivo prioritario del boicottaggio”. BDS sta per Boycott, Divestment, Sanctions, cioè boicottaggio, disinvestimento e sanzioni: è la campagna internazionale che chiede pressione economica su Israele e sulle aziende che considera coinvolte.
Non è un annuncio di piattaforme: quello c’era già. A giugno 2026 House House aveva detto che Big Walk sarebbe uscito su computer, Switch 2 e PlayStation 5, e da allora, si legge nella pagina pubblicata il 15 ottobre, sono arrivati messaggi e commenti che chiedevano della versione Xbox. Quella pagina è il perché.
Cosa dice House House
House House mette per iscritto anche il costo della scelta. “È sempre stata nostra intenzione che Big Walk venisse giocato da gruppi di amici, e sappiamo che tenere il gioco fuori da Xbox va contro quelle intenzioni”, scrive. “Questa decisione significa che alcune persone non potranno giocare a Big Walk con i loro amici, e capiamo la delusione che stiamo causando. Siamo delusi anche noi.” La condizione per un ripensamento non è nelle mani dello studio. House House dice che vorrebbe vedere il gioco su Xbox, “ma non prima che Microsoft o Xbox siano stati rimossi dagli obiettivi del boicottaggio BDS”. La pagina si chiude con la convinzione che “un’azione collettiva coordinata possa affrontare anche gli interessi più potenti” e con l’auspicio che “un giorno la Palestina sarà libera”.
Da dove arriva il boicottaggio
Il movimento BDS ha aperto la campagna contro Microsoft nell’aprile del 2025, chiedendo all’azienda di interrompere quella che definisce complicità con le operazioni israeliane. Il settore dei videogiochi ci è finito dentro perché il movimento ha indicato Microsoft Games e Xbox come obiettivo prioritario, cioè come il punto in cui la pressione dei consumatori è più diretta. Absolutegamer lo ha raccontato nel settembre del 2025, quando la questione si è allargata dall’azienda al resto dell’industria.
La posizione di Microsoft
Microsoft ha fatto una verifica interna nel maggio del 2025 e, come ricostruisce GamesIndustry.biz, il risultato è duplice. L’azienda riconosce di fornire al ministero della Difesa israeliano software, servizi professionali, la piattaforma Azure e servizi di intelligenza artificiale. Allo stesso tempo sostiene che la verifica non ha trovato prove che quelle tecnologie siano state usate per colpire o danneggiare persone nel conflitto di Gaza. Più di duemila dipendenti dell’azienda hanno firmato una petizione che chiede un controllo indipendente di terza parte su contratti, servizi e prodotti. A maggio di quest’anno il capo di Microsoft Israele si è dimesso dopo lo scandalo sui contratti con l’esercito.
House House non è il primo studio
Nei mesi scorsi si sono mossi altri sviluppatori indipendenti, con forme diverse. Dan Dilorio, l’autore di Luck Be A Landlord, ha chiesto ai giocatori di non comprare il suo gioco su Xbox. Ha anche annunciato una donazione di diecimila dollari al Palestine Children’s Relief Fund, che paga cure mediche a bambini palestinesi, per compensare i ricavi che il gioco ha generato per Microsoft. Lo studio Ice Water ha tolto Tenderfoot Tactics dal negozio Xbox. Speculative Agency, che fa All Will Rise, ha detto di volere entrare nella campagna No Games for Genocide, che comporterebbe restituire i fondi ricevuti da Microsoft attraverso un programma di accelerazione per sviluppatori. Lo studio ha spiegato che dovrebbe chiedere all’azienda di rompere il contratto e trovare altrove quei soldi, in un momento in cui i finanziamenti nel settore sono difficili da ottenere. I membri del sindacato STJV dentro Arkane Studios, che è di proprietà Microsoft, hanno firmato una lettera aperta ai dirigenti dello studio, di Zenimax e di Microsoft Gaming.
Cosa perde chi ha una Xbox
Big Walk è uno dei casi indipendenti dell’anno, e questo dà una misura alla delusione di cui parla lo studio. Su Metacritic, il sito che aggrega i voti della stampa, il gioco sta al quarto posto fra le uscite del 2026, e sulla versione PlayStation 5 le recensioni parlano di una cooperativa senza paragoni su quella macchina. Il gioco si trova su Steam a 18,99 euro, sull’eShop per Switch 2 e sul PlayStation Store. Pure Xbox fa notare che una via d’uscita tecnica esiste: la ROG Xbox Ally, il portatile fatto con Asus, è un computer Windows, quindi la versione PC gira lì senza passare dal negozio Xbox.
La stessa testata registra anche l’obiezione che gira fra chi gioca su Xbox: se il boicottaggio vale per Big Walk, allora Untitled Goose Game dovrebbe uscire dal negozio Microsoft, e invece è ancora in vendita. Due fatti spiegano la differenza. Quel gioco è arrivato su Xbox nel 2019, più di cinque anni prima che Microsoft venisse designata obiettivo prioritario, e House House non pubblica i propri giochi da sé: l’editore è Panic. Dei contenuti aggiuntivi non si parla in nessun caso, perché lo studio aveva già escluso ad agosto di aggiungerne dopo il lancio.
Cosa non si sa
Microsoft non ha commentato questo caso specifico. House House non dice se la decisione riguardi anche eventuali versioni future del gioco su altri servizi dell’azienda, né se abbia avuto contatti con Microsoft prima di pubblicare la pagina. Il BDS non ha indicato quali condizioni verificabili porterebbero a togliere Microsoft e Xbox dall’elenco degli obiettivi prioritari, e finché quell’elenco non cambia la posizione dello studio resta quella scritta il 15 ottobre. Nel frattempo Big Walk continua a vendersi su tre piattaforme su quattro.


