Persona 4 Revival su Nintendo Switch 2 esce il 20 maggio 2027. Sulle altre piattaforme esce il 18 febbraio, tre mesi prima, e lì chi ha un abbonamento Xbox non lo paga affatto. È la parte dell’annuncio del Nintendo Direct che i titoli non hanno raccontato.
Le due date, messe una accanto all’altra
Il rifacimento arriva il 18 febbraio 2027 su PlayStation 5, Xbox Series X e S, Xbox su PC e Steam. La versione per la console Nintendo slitta al 20 maggio. I preordini, per ora, sono aperti ovunque tranne che su Switch 2.
Di cosa si parla, per chi non ha seguito. Persona 4 Revival è un rifacimento da zero del gioco per PlayStation 2 del 2008, non una riedizione ripulita. È ambientato nella cittadina rurale di Inaba, dove uno studente trasferito da poco e i suoi compagni indagano su una serie di omicidi legati a un canale televisivo che si vede solo a mezzanotte. A differenza di Persona 3 Reload, il rifacimento tiene dentro anche le aggiunte di Persona 4 Golden, cioè la versione ampliata uscita dopo.
Il ritardo segue una linea vecchia. Su hardware Nintendo Persona 5 Royal è arrivato nel 2022, Persona 3 Portable e Persona 4 Golden nel 2023, Persona 3 Reload nel 2025, sempre dopo le altre piattaforme. Il sito lo ha già scritto quando Atlus ha confermato le due conversioni. La cosa che cambia il conto è un’altra, ed è di questo annuncio.
Su Xbox è compreso, su Switch 2 si compra
Persona 4 Revival entra nel Game Pass Ultimate e nel PC Game Pass dal primo giorno, e lo stesso vale per Persona 6. Entrambi rientrano anche in Xbox Play Anywhere, cioè si comprano una volta sola per console e computer e i salvataggi si spostano fra i due.
Tradotto in soldi: a febbraio chi ha già l’abbonamento scarica il gioco senza altra spesa, mentre a maggio chi ha comprato la console Nintendo paga il prezzo pieno di un’uscita nuova per avere lo stesso gioco tre mesi più tardi. Non c’è nessun torto: sono due modelli commerciali diversi, e Nintendo un abbonamento con i giochi nuovi dentro non ce l’ha. Vale però la pena dirlo, perché “arriva anche su Switch 2” suona come una buona notizia e non dice a quali condizioni.
C’è anche il rovescio, e va detto con la stessa chiarezza. Il gioco nel catalogo in abbonamento resta finché l’editore vuole, e su una piattaforma che decide i prezzi cliente per cliente il conto a lungo termine non è per forza più basso. Chi compra la cartuccia ha una copia che resta sua.
Persona 6 è ancora solo un logo
Dell’altro annuncio conviene ridimensionare la portata. Persona 6 era già stato mostrato a giugno, allo showcase Xbox, e al Direct del 9 settembre è comparso in coda al segmento Atlus con un breve filmato del logo. Non sono stati mostrati il gioco, i personaggi né una finestra di uscita: quello che si è aggiunto è la piattaforma, cioè che ci sarà anche la versione per la console Nintendo.
Di sostanza si sa quello che Atlus ripete da giugno: nuovo cast, storia autonoma, la solita alternanza fra vita quotidiana e scontri col soprannaturale. È un annuncio di piattaforma, come hanno notato anche altri, non un annuncio di gioco.
Il terzo pezzo del catalogo
Prima dei due arriva Metaphor: ReFantazio, il gioco di ruolo fantasy dello stesso gruppo, atteso su Switch 2 il 12 novembre 2026, dove è già in preordine. Con questo, chi ha la console Nintendo si ritrova con tre giochi Atlus importanti in arrivo nell’arco di un anno e mezzo.
Sul rifacimento, all’inizio di settembre il sito ha raccontato le scelte che contano davvero per chi ci giocherà. Il doppiaggio inglese è stato rifatto da zero, perché gli attori del 2008 non erano più raggiungibili, e stavolta sono doppiati per intero anche i legami sociali, che nell’originale lo erano solo in parte.
Resta una domanda che nessuno ha fatto ad Atlus: perché tre mesi. Le conversioni Nintendo hanno storicamente richiesto tempo in più, e su Persona 3 Reload era servita una correzione dopo l’uscita per tenere i sessanta fotogrammi al secondo con la console collegata al televisore. Se la ragione è quella, dirlo converrebbe: fra febbraio e maggio ci sono tre mesi in cui il finale del gioco gira su internet, e chi aspetta se lo becca lo stesso.


