Secondo l’analista Rhys Elliott di Alinea Analytics, la maggior parte degli incassi di Gears of War E-Day su Xbox sarà “mangiata” da Game Pass, l’abbonamento di Microsoft che include il gioco dal primo giorno. Lo scrive GameSpot a proposito di un rapporto che Elliott ha diffuso il 29 settembre 2026. Nello stesso documento la società stima per il gioco più di 120.000 copie vendute su Steam e oltre 7 milioni di dollari di ricavi, prima ancora dell’uscita. Il gioco ha una scheda Steam, dove costa 69,99 euro.
I numeri del rapporto
Il gioco esce il 6 ottobre, e chi paga di più può iniziare il 1 ottobre, secondo GameSpot. Nel rapporto, dice Elliott, E-Day ha già venduto su Steam più del doppio di Halo: Campaign Evolved in una fase paragonabile della sua vita commerciale. Nonostante questo, secondo lui su Steam non arriverà mai a un milione di copie. Sono stime di una società di analisi e non dati ufficiali di Microsoft o di Valve, e iXBT precisa che i dati di Steam non comprendono Xbox e Microsoft Store.
La parte più discussa riguarda gli incassi su Xbox. Per Elliott, “la maggior parte” dei ricavi della versione Xbox andrà persa perché una parte di chi avrebbe comprato il gioco lo giocherà con l’abbonamento. GameSpot aggiunge che l’inclusione in Game Pass potrebbe anche spingere qualcuno ad abbonarsi, quindi le sole vendite non raccontano tutta la storia: un effetto che le cifre riportate non misurano.
Cosa aveva già detto Microsoft su Game Pass
Sul rapporto tra abbonamento e vendite Microsoft si era già espressa. Nel 2023 l’azienda ha ammesso che mettere i giochi in Game Pass riduce le vendite del gioco completo. GameSpot cita anche il caso opposto, quello di uno sviluppatore indipendente le cui vendite sono salite dopo l’arrivo del gioco sull’abbonamento: l’effetto dipende dal gioco.
Microsoft, sempre secondo GameSpot, ha già cambiato rotta su alcuni titoli. La sezione Activision non mette più i nuovi Call of Duty in Game Pass al lancio, e Call of Duty: Modern Warfare 4 arriverà sull’abbonamento nell’autunno del 2027. Asha Sharma, la nuova responsabile di Xbox, ha detto che l’azienda potrebbe scegliere di “distanziare” nel tempo l’uscita di altri giochi, cioè di farli arrivare in Game Pass dopo un periodo di sola vendita, con lo scopo di guadagnare di più dalle vendite dirette. Sharma ha detto anche, come riporta GameSpot, che la scommessa di Microsoft su Game Pass non ha funzionato. L’azienda aveva speso miliardi per comprare studi da cui alimentare l’abbonamento.
Su queste scelte abbiamo scritto più volte: dalla voce sui giochi al lancio nel 2027 ai dati Circana sulle disdette. Su Gears of War: E-Day avevamo raccontato anche i licenziamenti a due settimane dall’uscita.
L’esclusiva e la versione PS5
Elliott sostiene che E-Day e Clockwork Revolution siano giochi mandati avanti per l’immagine dell’azienda e non per il ritorno economico, e che un’esclusiva per console non sposti un numero significativo di Xbox Series X. Aggiunge che i giochi sono comunque disponibili su Steam. Il ragionamento poggia su una cifra: il costo dei componenti dell’hardware sarebbe cinque volte superiore. È un’opinione dell’analista, e la stessa fonte ricorda che aveva già scritto in precedenza che i due giochi erano “mandati a morire” per l’esclusività.
Sul PS5 il rapporto commenta una voce: Microsoft avrebbe cancellato una versione per PlayStation 5. Secondo Elliott non avrebbe dovuto farlo, perché avrebbe portato entrate in più, e prevede un’edizione PS5 “prima o poi”. GameSpot osserva che c’erano prove evidenti di un’edizione PS5. Microsoft ha negato di aver cancellato quella versione all’ultimo momento ma non ne ha negato l’esistenza, e Aaron Greenberg ha detto che il gioco non è un’esclusiva a tempo. GameSpot ricorda che Greenberg lo aveva detto anche di Starfield, poi arrivato su PS5.
Come leggere il rapporto
Elliott ha un’idea precisa sul destino di Xbox come console. Dice a GameSpot che la console, come la conosciamo, è finita per Xbox da tempo, e che l’azienda deve solo fingere di occuparsene. GameSpot non riporta dati a sostegno di questa tesi. Le stime sulle vendite di Steam e il giudizio sulla sorte di Xbox vanno tenuti separati.
Per un giudizio sulle vendite servono più dati. Le 120.000 copie sono quelle vendute finora su Steam, non l’incasso finale, e l’uscita non è ancora avvenuta. I giocatori di Game Pass non compaiono nelle cifre del rapporto. Il documento è stato scritto prima del lancio, quindi la previsione sugli incassi riguarda un risultato che ancora non esiste.
Cosa non si sa
Non ci sono dati ufficiali sulle copie vendute né su quanti giocatori useranno Game Pass per E-Day. Non si sa quanto pesi l’effetto contrario, cioè chi si abbona per giocarlo. Nel materiale che abbiamo letto non c’è una risposta di Microsoft al rapporto, né un annuncio di una versione per PS5. Il prossimo appuntamento datato è l’uscita del 6 ottobre, con le recensioni e i primi numeri di giocatori su Steam.


