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Arkane Lyon, il sindacato: Microsoft ha bloccato le assunzioni per 19 mesi e ora chiude lo studio per i ritardi

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Arkane Lyon, il sindacato: Microsoft ha bloccato le assunzioni per 19 mesi e ora chiude lo studio per i ritardi

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Secondo il sindacato francese dei lavoratori del videogioco, STJV, i ritardi e i costi in più che Microsoft indica come motivo per chiudere Arkane Lyon li ha prodotti l’azienda stessa, congelando le assunzioni dello studio per 19 mesi. Lo scrive in un comunicato pubblicato il 4 novembre, insieme alle richieste per i 217 dipendenti e alla notizia che Microsoft ha concesso un mese in più rispetto alla scadenza del 13 novembre per cercare un compratore.

I 19 mesi di assunzioni bloccate

Nel comunicato il sindacato scrive che lo studio è rimasto 19 mesi senza poter assumere, e che il blocco ha causato ritardi e costi aggiuntivi. Microsoft porta adesso quegli stessi ritardi e quei costi come ragione economica per chiudere: è il punto su cui STJV costruisce tutta l’accusa, perché il motivo della chiusura sarebbe stato fabbricato da chi la decide. Ne ha scritto anche Eurogamer, che riferisce le stesse frasi del comunicato.

Il sindacato aggiunge che lo studio è in utile, e che il problema è che non lo è abbastanza per Microsoft. Sul margine della divisione videoludica avevamo scritto il 16 ottobre, e sui tagli arrivati mentre il settore festeggiava i suoi risultati migliori il 4 novembre.

Cosa dice il sindacato su Marvel’s Blade

STJV scrive che il lavoro su Marvel’s Blade procede bene, con una qualità in linea con i giochi precedenti dello studio, e che chiudere adesso significherebbe sabotare un gioco che Microsoft ha finanziato. Sostiene anche che la chiusura costerebbe probabilmente più che finire il gioco, il che toglie alla decisione pure la logica contabile con cui viene presentata.

Gli altri conti che il sindacato contesta

Sempre secondo STJV, i giochi precedenti dello studio hanno venduto decine di milioni di copie senza comparire nei risultati dell’azienda, e la liquidità di Arkane Lyon resta bassa perché quella che avanza viene spostata sul gruppo con un meccanismo di cash pooling, cioè la gestione centralizzata della cassa delle società controllate. Messe insieme, le due cose descrivono uno studio che i conti del gruppo possono far apparire come un centro di costo qualunque sia il suo risultato.

Che studio è Arkane Lyon

Lo studio ha venticinque anni di storia, scrive il sindacato, e a Lione sono nati Dishonored 2 e Deathloop, cioè la parte più riconoscibile di quella scuola di immersive sim che mette il giocatore in un posto e lo lascia decidere come attraversarlo. I dipendenti sono 217, e il sindacato ricorda che alla chiusura si aggiungerebbero i collaboratori esterni, i tecnici e i freelance che lavorano con lo studio ogni giorno.

Xbox non è nuova a questo genere di decisioni: il 23 settembre avevamo scritto dei licenziamenti che hanno toccato i registi di Gears of War e di Halo.

La legge francese e la ricerca di un compratore

In Francia un’azienda che vuole chiudere uno stabilimento redditizio deve prima cercare un acquirente, e su come questo obbligo si applichi ad Arkane Lyon eravamo tornati in un pezzo dedicato. È la strada che il sindacato vuole percorrere fino in fondo: scrive di volere un futuro per lo studio che vada oltre Marvel’s Blade, ma anche che, se non arriverà un’offerta solida, la chiusura sarà inevitabile.

Secondo Eurogamer lo studio ha adesso tempo fino a dicembre, e fra le aziende interessate ci sarebbe Ubisoft, di cui avevamo scritto il 4 novembre senza che nulla sia stato formalizzato.

Cosa chiede il sindacato

Se lo studio chiude, STJV chiede 200mila euro a testa di indennità, due anni di sostegno alla ricollocazione pagati da Microsoft, risorse comuni per la formazione e per l’apertura di nuovi studi, e un’indennità pari a quella dei dipendenti per i collaboratori indipendenti a cui verrebbe interrotto il contratto. Chiede inoltre un fondo che copra le stesse somme se l’eventuale acquirente licenziasse per motivi economici nei 24 mesi successivi, e che i rappresentanti dei lavoratori abbiano voce nella scelta del compratore, oltre alla consultazione del comitato aziendale già prevista dalla legge.

Il piano sociale messo sul tavolo da Microsoft, scrive il sindacato, offre risorse molto al di sotto di quelle che un’azienda di quelle dimensioni potrebbe mettere.

Cosa non si sa

  • Se Microsoft accetterà le richieste: l’azienda non ha risposto pubblicamente al comunicato del 4 novembre.
  • Chi potrebbe comprare lo studio: Ubisoft non ha confermato di aver presentato un’offerta, e Microsoft non ha reso pubblico nessun nome fra le aziende interessate.

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