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Secondo Bloomberg, EA ha chiuso BioWare per finanziare Star Wars Battlefront 3 e non il nuovo Mass Effect

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Secondo Bloomberg, EA ha chiuso BioWare per finanziare Star Wars Battlefront 3 e non il nuovo Mass Effect

Tempo di lettura: 4 minuti

Jason Schreier ha scritto il 30 ottobre 2026 nella newsletter Game On di Bloomberg che Electronic Arts ha chiuso BioWare soprattutto perché Lucasfilm le ha offerto di sviluppare un terzo Star Wars Battlefront, seguito di STAR WARS™ Battlefront™ II. Secondo la newsletter, dopo l’acquisizione a debito da 55 miliardi di dollari guidata dal fondo sovrano saudita EA non avrebbe potuto finanziare anche il nuovo Mass Effect: stando alle fonti anonime citate da Bloomberg, i dirigenti avevano davanti due giochi d’azione fantascientifici da centinaia di milioni ciascuno e avrebbero scelto Star Wars. Della chiusura avevamo scritto nel pezzo sull’annuncio.

La spiegazione di Schreier

Secondo Bloomberg, le ragioni della chiusura sono state più di una, ma il fattore principale è stato l’arrivo dell’opportunità con Lucasfilm, società di Walt Disney. Nello stesso momento EA affrontava nuove pressioni finanziarie: l’acquisizione da 55 miliardi di dollari guidata dal fondo saudita, completata ad agosto, ha portato l’azienda fuori dalla Borsa e le ha lasciato 18 miliardi di dollari di debito, sempre secondo la newsletter.

Passando in rassegna il portafoglio dei prossimi anni, i dirigenti avrebbero scelto di investire in Star Wars Battlefront 3 e di chiudere lo studio. Schreier precisa che il gioco non è nemmeno entrato in sviluppo, ma che per EA era una scommessa meno rischiosa e più prevedibile di un nuovo Mass Effect, anche perché l’editore di Battlefield è sempre stato più a suo agio con gli sparatutto che con i giochi di ruolo. Su X, secondo Tbreak, Schreier ha aggiunto che con un debito simile a EA serve un flusso di cassa annuale prevedibile: un Battlefront 3 che rispetta le scadenze vale più di un Mass Effect che rischia di slittare più volte.

Le altre cause elencate da Bloomberg

La newsletter non attribuisce tutto a Star Wars. Cita gli ultimi giochi di BioWare, accolti peggio dei precedenti: Mass Effect: Andromeda del 2017, criticato per le animazioni facciali, e Anthem del 2019, definito un disastro e spento qualche anno dopo l’uscita. L’ultimo, Dragon Age: The Veilguard, ha ottenuto recensioni discrete ma, secondo la newsletter del 30 ottobre, è rimasto del 50% sotto le attese di vendita, e questo ha portato EA a ridurre molto lo studio. Quando è stato chiuso, a BioWare erano rimaste 50 persone; il 21 ottobre Bloomberg aveva dato notizia di 400 posti di lavoro tagliati in EA, tra cui quelli di BioWare.

C’è poi la politica interna. Secondo persone vicine all’azienda citate da Bloomberg, in estate EA ha cambiato i vertici: sono stati promossi David Tinson e Cam Weber, provenienti da EA Sports, mentre Laura Miele, che guidava gli studi e sosteneva BioWare e Mass Effect, è stata messa in secondo piano. Bloomberg ricorda anche problemi comuni ai tre giochi, dai cambi di direttore a metà produzione alle difficoltà con il motore Frostbite, e il metodo di lavoro che gli sviluppatori chiamano “BioWare magic”, cioè la promessa che con abbastanza straordinari il gioco si sarebbe messo a posto all’ultimo.

Sul nuovo Mass Effect, annunciato nel 2020, Bloomberg scrive che era ancora in preproduzione perché il team aveva sospeso il progetto per due anni per lavorare a The Veilguard, e che gli sviluppatori lo descrivevano come lontano anni dal completamento. Lo riprende anche TheGamer, contro chi sosteneva che fosse molto più avanti di quanto dicesse EA.

Le due letture dei social

Schreier ha presentato il pezzo su X contrapponendolo a due spiegazioni che circolavano online: su Twitter, che lo studio fosse fallito perché troppo woke, su Bluesky, che l’Arabia Saudita lo avesse chiuso perché troppo gay. La sua risposta, per come la riferisce Tbreak, è Star Wars.

Il testo della newsletter non parla di contenuti: non cita né la questione politica delle storie di BioWare né la bandiera simile a quella LGBTQIA+ tolta da un video di Mass Effect Universe, su cui avevamo scritto il 29 ottobre e per cui nessuna fonte ha mostrato chi abbia chiesto la modifica. Il legame con l’Arabia Saudita che Bloomberg documenta è finanziario: il consorzio guidato dal suo fondo sovrano ha comprato EA a debito, e quel debito pesa sulle scelte di portafoglio. Il legame con l’Arabia Saudita che Bloomberg documenta è finanziario.

Su questo meccanismo, e sul fatto che con il nuovo debito EA non potrebbe più salvare uno studio come fece nel 2009, ha parlato John Winski, ex sviluppatore di BioWare.

Cosa ha risposto EA

Un portavoce di EA ha detto a Bloomberg che la decisione è stata presa collettivamente dopo mesi di pianificazione, revisione e analisi, comprese le condizioni di mercato e le priorità di lungo periodo, e che l’azienda deve concentrare i team sulle maggiori opportunità future, anche con nuovi progetti. La dichiarazione non nomina Star Wars né Mass Effect e non contesta il resoconto. Secondo Push Square, Battlefront 3 non è ancora entrato in sviluppo presso DICE e Respawn Entertainment, mentre la lettera di EA ai dipendenti, per Tbreak, parlava solo di un progetto futuro non nominato.

Il resoconto di Bloomberg si regge su fonti anonime, e EA non l’ha smentito né ha aggiunto dettagli; Video Games Chronicle la presenta come una versione riferita, non come un fatto confermato dall’azienda.

BioWare ed EA dal 2007

Per Schreier la storia si chiude dove era iniziata. EA comprò BioWare nel 2007, insieme a Pandemic, per oltre 800 milioni di dollari, secondo Bloomberg, anche per un progetto Star Wars: Star Wars: The Old Republic, che secondo Bloomberg ha generato più di un miliardo di dollari di ricavi. A venderla fu Elevation Partners, il fondo di cui era cofondatore John Riccitiello, che nel 2007 lasciò il fondo per diventare amministratore delegato di EA. Un documento depositato alla SEC dice che si astenne dalla trattativa, ma ne ricavò comunque fino a 4,9 milioni di dollari, scrive Bloomberg.

Dopo il 2007 BioWare pubblicò giochi di successo nelle serie Mass Effect e Dragon Age, fino al premio di gioco dell’anno per Dragon Age: Inquisition nel 2014. Il rapporto fra i due, scrive Schreier, è sempre stato difficile: gli sviluppatori lamentavano che EA non sapesse promuovere i loro giochi di ruolo, mentre l’editore privilegiava il flusso prevedibile di Madden e FIFA. A raccontare lo stesso rapporto era stato anche il cofondatore Greg Zeschuk, per cui l’acquisto da parte del consorzio saudita è stato l’ultimo chiodo sulla bara.

La conclusione di Schreier non riguarda solo BioWare: i budget dei giochi sono cresciuti molto più delle vendite, e le aziende concentrano le risorse sui marchi più grandi, spesso spostando lo sviluppo fuori dal Nordamerica. Star Wars, scrive, è più grande della maggior parte degli altri.

Cosa non si sa

  • Se EA abbia provato a vendere BioWare prima di chiuderla: Electronic Arts non ha comunicato se abbia cercato un acquirente, e Bloomberg scrive che non è chiaro, ricordando che l’editore è sempre stato restio a cedere i propri marchi.
  • Che cosa succederà alla serie Mass Effect e al catalogo di BioWare: EA non ha comunicato piani, mentre la serie TV di Amazon va avanti, secondo Bloomberg.
  • Quando e come sarà annunciato Battlefront 3: Electronic Arts non ha comunicato né una data né il nome del progetto, che nell’annuncio della chiusura non era indicato. Della collaborazione fra Respawn e DICE avevamo scritto in un altro pezzo.

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