Greg Zeschuk, cofondatore di BioWare, dice che l’acquisto di Electronic Arts da parte di un consorzio guidato dal fondo sovrano saudita PIF è stato “the final nail in the coffin”, l’ultimo chiodo sulla bara. Lo ha detto a 80.lv in un’intervista pubblicata il 28 ottobre, la sua prima dopo l’annuncio del 21 ottobre, con cui EA ha chiuso lo studio di Mass Effect e fermato lo sviluppo del nuovo capitolo.
Il 27 ottobre il sito aveva scritto di John Winski, un altro ex di BioWare, secondo cui nel 2009 EA aveva salvato lo studio assorbendone il debito, e di come il debito con cui è stata comprata EA complichi quel meccanismo. Zeschuk parla della vendita del 2007 e dice che lo studio era “in good shape”, in buona forma.
Chi è Greg Zeschuk
Zeschuk è un imprenditore canadese che ha fondato BioWare a Edmonton nel 1995 con Ray Muzyka e Augustine Yip, conosciuti all’Università dell’Alberta mentre studiavano medicina, come ricostruisce la sua scheda. Il 18 settembre 2012 ha annunciato il ritiro insieme a Muzyka, pochi mesi dopo l’uscita di Mass Effect 3. All’epoca era vicepresidente di EA e direttore generale di BioWare Austin.
Secondo la CBC, il 27 dicembre 2018 Zeschuk e Muzyka sono stati fra i 103 canadesi nominati nell’Order of Canada, uno dei massimi riconoscimenti civili del Paese. In quella data Zeschuk possedeva già il birrificio Blind Enthusiasm Brewing Company e il locale Biera a Edmonton.
Nel gennaio 2013, quattro mesi dopo il ritiro, Zeschuk disse a Polygon che BioWare era sopravvissuta dentro EA perché abbastanza matura da reggere il “EA bear hug”, l’abbraccio di EA, “well meaning but vigorous”, pieno di buone intenzioni ma vigoroso. Nello stesso articolo si legge che lo studio era stato venduto a Elevation Partners, una società di investimento, nel 2005 e a EA due anni dopo, e che sul tornare ai videogiochi Zeschuk rispondeva “probably not”, probabilmente no.
Cosa ha detto sull’acquisto di EA
Zeschuk era sul fiume Babine, nella Columbia Britannica, a pescare steelhead, trote iridee che migrano al mare, quando EA ha annunciato la chiusura. Secondo 80.lv lo ha scoperto più tardi, tornando al lodge dove il telefono prendeva solo a tratti, con una decina di messaggi di dispiacere. Dice di aver vissuto il distacco da BioWare molto tempo prima, nel 2012, e che a preoccuparlo sono le persone che hanno perso il lavoro in un mercato difficile.
Per Zeschuk l’acquisto di EA da parte del fondo saudita PIF, di Silver Lake, società americana di investimento, e di Affinity Partners, la società di Jared Kushner, è stato il “final nail in the coffin”. Dice che EA è diventata una “completely different company”, un’azienda completamente diversa da quella che comprò BioWare nel 2007. Ne ha scritto Kotaku, che definisce l’operazione un’acquisizione di private equity, cioè di capitale investito in aziende non quotate in Borsa, secondo la definizione di Wikipedia. Nel leveraged buyout, la formula con cui 80.lv descrive l’operazione, una parte del prezzo è finanziata con debito.
Zeschuk precisa di non avere informazioni interne. Il suo sospetto è che l’acquisto riguardasse soprattutto i giochi sportivi e “maybe Battlefield”, forse Battlefield, e che “everything else is kind of extraneous”, tutto il resto sia superfluo. Dice che BioWare fa giochi insoliti, lunghi e complicati, mentre produrre sportivi ogni anno è “a better business model in some ways”, un modello di business migliore per certi aspetti. Ne ha scritto 80.lv, secondo cui all’annuncio dell’acquisto Zeschuk ebbe il presentimento che per lo studio non sarebbe finita bene.
I numeri dell’operazione sono nei pezzi del sito: 55 miliardi di dollari di valore d’impresa, cioè comprensivo del debito, 36 di capitale dei soci e 20 di debito impegnati da JPMorgan Chase. L’operazione si è chiusa il 4 agosto, e la chiusura di BioWare è stata annunciata 78 giorni dopo.
Cosa ha detto sulla vendita del 2007
Zeschuk respinge l’idea che BioWare abbia venduto perché in difficoltà. “There was no coercion or pressure”, nessuna costrizione né pressione, e “we were in good shape”, stavamo bene. Parla di un finanziamento da trovare per Star Wars: The Old Republic, in sviluppo allo studio di Austin, e della stabilità di far parte di un gruppo più grande: “We had options actually”, dice, e a suo giudizio la scelta fatta era la migliore disponibile in quel momento. Ne ha scritto Kotaku, che ricorda come qualcuno avesse ipotizzato un rischio di fallimento senza l’acquisto, ipotesi che Zeschuk contesta.
Alla domanda di 80.lv se BioWare avesse ceduto all’abbraccio di EA di cui parlava nel 2013, Zeschuk ha risposto che dopo la sua uscita lo studio riusciva a lavorare “within the framework”, dentro il quadro di EA, e a pubblicare giochi, e che per lui questo è “a success”, un successo.
Cosa ha detto su chi dirige le aziende
Zeschuk parla di una “weird belief”, una strana convinzione, che si possano ricreare grandi giochi “with random people and AI”, con persone a caso e intelligenza artificiale: “It doesn’t work”, non funziona. Aggiunge che in quasi tutte “these companies”, queste aziende, chi segue il percorso commerciale non viene dallo sviluppo, e che nessuno di loro ha mai fatto un gioco dall’inizio alla fine. Lo ha riferito 80.lv. Le frasi citate parlano di aziende in generale e non nominano EA né i nuovi proprietari, mentre il titolo dell’articolo di 80.lv le collega alla chiusura di BioWare.
Secondo 80.lv, Warren Spector, il designer di Deus Ex e System Shock, ha definito la chiusura in un post su LinkedIn con un’espressione volgare e ha scritto che a perdere il posto dovrebbero essere i dirigenti, non gli sviluppatori. Zeschuk dice di capire quella reazione, e osserva “it’s not my rodeo”, non è affare suo. Separarsi emotivamente, secondo lui, è più sano che rimanere a rimuginare.
Cosa ha detto su un ritorno
Zeschuk esclude di voler recuperare il nome BioWare o i diritti di Mass Effect: “I’m not going back in there”, non ci torna, dice, perché fare un grande gioco costa troppo in fatica personale. Ne ha scritto Kotaku, secondo cui molti ritengono che EA non intenda cedere nessuna delle proprietà intellettuali di BioWare, e che la serie televisiva di Mass Effect in sviluppo da Amazon non sarà toccata dalla chiusura dello studio.
Dal 2017 Zeschuk dirige Blind Enthusiasm Brewing Company, un birrificio di Edmonton specializzato in birre di fermentazione spontanea in stile lambic belga. Secondo 80.lv ha una dozzina di dipendenti, produce da 60.000 a 100.000 bottiglie da 750 millilitri l’anno e spedisce anche all’estero. Zeschuk dice di non essere sentimentale né nostalgico e che quel capitolo è chiuso.
Cosa non si sa
- se EA e i soci del consorzio rispondano a Zeschuk: finora non hanno commentato le sue parole;
- cosa pensi Ray Muzyka, l’altro cofondatore: secondo 80.lv ha rifiutato, tramite Zeschuk, di parlare con l’autore dell’articolo;
- cosa ne sarà dei diritti di Mass Effect e di Dragon Age: EA non ha comunicato nulla su questo.

















