Nicolas Bouvier, l’artista che firma sparth e che per circa quattordici anni ha lavorato su Halo, dice di essere stato l’art director della serie Mass Effect da aprile. Lo ha scritto lui stesso su X il 27 ottobre alle 4:21 del mattino, ora italiana: alla luce della chiusura di BioWare gli sembrava il momento di raccontare una cosa di cui non aveva mai parlato in pubblico, e cioè che da aprile fino alla settimana precedente era l’art director della serie. Il messaggio, letto alle 10 del mattino del 27 ottobre, ora italiana, contava 3.896 like e 109.858 visualizzazioni; il 28 ottobre in mattinata ne contava 8.039 e 274.315.
Michael Gamble, che TheGamer indica come direttore della serie, gli ha risposto alle 5:53 ora italiana scrivendo che Bouvier è stato incredibile e che è contento di aver lavorato con lui. Aggiunge che al mondo c’erano pochissime persone che avrebbe scelto per sostituire Mr Watts dopo il suo ritiro. Gamble non scrive il nome di battesimo, ma Bouvier gli risponde due minuti dopo parlando del lascito di Derek, e nel 2020 VGC riportava Derek Watts come art director originale di Mass Effect, indicato da Gamble. Quella risposta, alle 10 italiane del 27 ottobre, aveva 412 like.
Chi è sparth
Il curriculum di Bouvier passa per Alone in the Dark 4, Cold Fear, Prince of Persia: Warrior Within e Assassin’s Creed. Nel gennaio 2009 è entrato in Microsoft per lavorare sul marchio Halo, dove è stato concept artist di Halo 4 e dal gennaio 2014 senior art director di 343 Industries.
In quegli anni ha firmato anche le copertine di diversi libri, dalla raccolta di racconti Halo: Evolutions ai romanzi della saga dei Precursori fino al volume illustrato Halo: Warfleet, come ricostruisce la sua scheda su Halopedia. Nel luglio 2022 ha annunciato di lasciare 343 Industries, dopo circa quattordici anni passati su Halo, dicendo di cercare occasioni fuori da Microsoft.
Quanto è durato l’incarico
Se il ruolo è cominciato in aprile e si è chiuso la settimana prima del messaggio, Bouvier è stato art director della serie per circa sei mesi, su un gioco che Electronic Arts ha cancellato con l’annuncio del 21 ottobre, chiudendo BioWare e tagliando circa 400 posti in tutto il gruppo, una cinquantina dei quali a BioWare.
Quanto di quel lavoro si sia visto non è chiaro. Il trailer interno del gioco cancellato, con il titolo Mass Effect Universe, è autentico secondo IGN e il giornalista Jason Schreier, e mostra Liara come parte di un nuovo equipaggio. Nessuno ha detto quando sia stato girato rispetto ad aprile, quindi non si può dire se l’arte che si vede sia quella diretta da Bouvier.
Cosa è emerso in questi giorni
Il messaggio di Bouvier arriva dopo altri due interventi pubblici di persone legate al progetto. Il 26 ottobre il compositore Austin Wintory ha caricato su YouTube circa venti minuti di musica scritti come proposta per la colonna sonora, che secondo il testo del video ha composto nel 2025 come pura esplorazione musicale, senza dettagli narrativi.
Lo stesso 26 ottobre Gamble ha risposto a un fan che può spiegare il teaser del 2020 con Liara e l’elmo N7, precisando dodici minuti dopo di intendere solo quello, come abbiamo raccontato nel pezzo sul teaser. Wintory ha scritto da YouTube e Gamble e Bouvier da X, tutti da account personali. Electronic Arts non risulta aver pubblicato nulla su nessuno dei tre.
La petizione dei fan
La petizione dei fan per salvare il marchio contava 205.970 firme la mattina del 26 ottobre, come abbiamo raccontato, e per Eurogamer era a 226.000 firme la sera dello stesso giorno. La campagna di We Are Mass Effect con Kala Elizabeth ha già messo un cartellone a Times Square e ha in programma un camion pubblicitario vicino alla sede di Electronic Arts a Redwood City e uno a Edmonton, un cartellone mobile per l’N7 Day del 7 novembre e uno a Los Angeles in occasione dei Game Awards. L’avanzo della raccolta fondi andrà al Game Workers’ Hardship Fund, il fondo aperto quest’anno dal sindacato United Videogame Workers (UVW-CWA) per gli sviluppatori licenziati in Canada e negli Stati Uniti.
Cosa non si sa
Nel messaggio letto Bouvier non dice se resta in Electronic Arts, se è fra i licenziati di BioWare o del gruppo, né che cosa ne sarà del materiale prodotto in quei sei mesi. Nemmeno Gamble lo dice, e nelle risposte lette non c’è altro sul tipo di contratto o sul progetto specifico a cui lavorava. Non è chiaro se la direzione artistica riguardasse soltanto il gioco cancellato o il marchio nel suo complesso. Electronic Arts non risulta aver commentato il messaggio.

















