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Nell’horror SCP: Project Pneuma esci dai corridoi e trovi un bosco al sole, ed è peggio del buio

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Nell’horror SCP: Project Pneuma esci dai corridoi e trovi un bosco al sole, ed è peggio del buio

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La licenza aperta della Fondazione SCP, la raccolta online di racconti collaborativi su creature e anomalie, ha riempito Steam di horror che pescano tutti dagli stessi tre corridoi grigi, copiati e incollati fino a perdere il senso del luogo. SCP: Project Pneuma prova a uscirne portandoti all’aperto, di giorno, con il sole in faccia. Lo sviluppa e lo pubblica Zatun, e io ho passato la demo a controllare dove stavolta si nasconde la paura.

Il gioco è in accesso anticipato dal 25 ottobre, secondo la scheda Steam, e al 28 ottobre costa 9,69 euro, con lo studio che ha dichiarato che il prezzo salirà man mano che il gioco si avvicina all’uscita. Avevamo già raccontato prezzo e struttura nell’anteprima, quindi qui mi concentro su come si gioca. Una nota pratica prima di scaricare: il minimo richiesto sono una GTX 1650, 8 gigabyte di RAM e 30 gigabyte liberi su un SSD, e la grafica integrata non è supportata. Testi e audio sono solo in inglese.

Dalla mensa del Sito 63 ai boschi della Exclusion Zone

Il dottor Alexander Kolchak è uno dei pochissimi ricercatori sopravvissuti al collasso del Sito 63, dopo che il Project Echelon, un protocollo segreto, ha mandato in frantumi i sistemi di contenimento in tutto il mondo. La scheda Steam lo riassume con un avvertimento: qualunque cosa ti dia la caccia sa già dove stai andando. Il prologo parte al chiuso, nella mensa, con i neon che ronzano e i vassoi del pranzo lasciati a metà sui tavoli.

Poi esci, e il gioco ti frega. Sei nella Exclusion Zone, tra i boschi, in pieno giorno e sulla strada verso il Sito 19. La luce da golden hour taglia i pini, le montagne stanno sullo sfondo, il lago sembra uscito da un simulatore di trekking. Abbassi le spalle e respiri, ed è l’errore. Il sito dello studio parla di orrore psicologico, e la luce calda serve a quello, e lo spazio aperto ti mette in vista.

Una schermata di SCP: Project Pneuma in accesso anticipato
SCP: Project Pneuma © Zatun

Le anomalie si studiano, non si affrontano

Nessuno scontro a fuoco è previsto. Kolchak è uno scienziato traumatizzato e non un soldato, e si sopravvive rovistando tra risorse scarsissime, leggendo diari, ascoltando log vocali e muovendosi di soppiatto. Non ci sono quick time event, e la scheda Steam segnala infatti il gioco senza input a tempo, insieme ai controlli di volume personalizzati.

Là fuori c’è un bestiario classico riletto con la sigla Z: le creature annunciate sono SCP-173Z, SCP-096Z, SCP-939Z e SCP-239Z. SCP-939, il predatore dalle molte voci, qui fa paura anche tra gli alberi illuminati dal sole, dove non hai un angolo in cui nasconderti. SCP-173, la statua che si muove solo quando non la guardi, e SCP-096, la creatura che non va guardata in faccia, tornano come SCP-173Z e SCP-096Z, mentre con SCP-106 la scheda Steam avverte che al Sito 63 uno scontro non si vince e l’unica scelta è scappare.

Un'altra schermata di SCP: Project Pneuma, con un ambiente della zona di esclusione
SCP: Project Pneuma © Zatun

La meccanica che mi ha mandata più in paranoia sono le allucinazioni di Kolchak. Non si limitano a mettere un filtro sfocato sullo schermo, ma deformano i luoghi che credevi di conoscere e ti fanno dubitare di quali porte siano reali.

Esigente con la macchina, spigoloso come un accesso anticipato

Le specifiche su Steam consigliano una RTX 3060 Ti e 16 gigabyte di RAM, e a giudicare dal gioco il consiglio è realistico.

Qualche spigolosità nei menu e nelle collisioni minori tradisce la natura da accesso anticipato di un progetto che sta ancora crescendo a colpi di patch. Il sonoro in cuffia, invece, è già all’altezza: si sente ogni scricchiolio tra i pini, e l’assenza di quick time event fa bene al ritmo. Chi cerca un altro horror da demo, con una strada diversa dalla paura all’aperto, può guardare Security 51, che abbiamo provato e che sceglie la burocrazia.

Il verdetto: SCP: Project Pneuma porta l’horror fuori dai corridoi e lo mette in un bosco al sole, dove qualcosa tra gli alberi sa già dove stai andando, e per chi è stufo dei soliti corridoi tutti uguali la demo vale il download.

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