Dying Light: The Beast non riceverà altri contenuti sostanziali. Il fondatore di Techland lo ha messo nero su bianco in una sessione di domande e risposte sul Discord ufficiale, a chiusura dei festeggiamenti per l’anniversario dell’uscita del settembre 2025. Nel farlo ha detto anche una cosa più scomoda: il modello di supporto quinquennale su cui lo studio aveva impostato gli ultimi anni non ha reso quanto speravano.
La risposta che ha chiuso la discussione
Paweł Marchewka, fondatore e amministratore delegato di Techland, ha risposto a chi chiedeva conto della tabella di marcia dicendo che il gioco è un’opera completa, come ormai si guarda al primo capitolo del 2015, e che nuovi contenuti sostanziali non sono in programma. La frase arriva dopo mesi in cui invece qualcosa era arrivato: a marzo l’aggiornamento gratuito Restored Land, con la modalità in cui il mondo resta come lo si è lasciato, e a settembre tre settimane di eventi, armi e ricompense per il compleanno del gioco, con contenuti celebrativi e uno sconto del cinquanta per cento.
Marchewka ha precisato che il gioco era stato pensato dall’inizio come autoconclusivo e che un impegno di supporto a lungo termine non era mai stato preso, pur avendo aggiunto materiale dopo l’uscita. Poi è passato al punto generale: il modello a cinque anni, ha detto, non ha funzionato bene come lo studio sperava, perché Techland si considera una realtà che lavora su produzioni grosse e a ogni nuovo gioco vuole spingersi più in là di quello che un videogioco può fare.
Il conto che nessuno mette in bilancio
Nella stessa risposta Marchewka ha spiegato il meccanismo con cui il supporto prolungato si mangia lo studio: tenere squadre piccole su giochi già usciti disturba il lavoro sui progetti nuovi, e nello stesso tempo chi gioca si aspetta aggiornamenti frequenti, consistenti, di qualità, a volte più volte al mese e quasi sempre gratis. Con risorse limitate, ha concluso, si finisce per rallentare la produzione e deludere comunque i giocatori.
Dying Light: The Beast doveva essere un contenuto aggiuntivo del secondo capitolo, e solo quando la portata è cresciuta troppo è diventato un prodotto a sé, uscito a settembre 2025 a 59,99 euro. Sulla pagina Steam raccoglie l’ottantasei per cento di giudizi positivi su più di settantatremila recensioni. A luglio Techland aveva cancellato le versioni per PS4 e Xbox One, spiegando che quelle macchine non hanno potenza e memoria a sufficienza, e ne avevamo scritto allora; a settembre sono arrivati i preordini dell’edizione fisica per PS5, tre scatole di Super Rare Games di cui abbiamo raccontato il contenuto.
Il secondo capitolo, invece, resta in piedi
Sul resto dell’universo di gioco Marchewka ha voluto mettere alcuni punti fermi. Il supporto al secondo capitolo non è mai finito: è stato spostato verso i contenuti creati dagli utenti, e la squadra che ci lavora è oggi più numerosa di quella che allo stesso punto della vita seguiva il capitolo del 2015. Il lavoro non si fermerà a febbraio, quando il gioco compirà cinque anni, ma la scala del supporto da quel momento in poi non è ancora stata decisa. Dying Light 2 Stay Human è in vendita su Steam dal 3 febbraio 2022 a 59,99 euro, nella versione Reloaded Edition che raccoglie tutto quello che è arrivato dopo.
Una curiosità emersa nella stessa sessione riguarda il prologo con Spike, tagliato dal secondo capitolo: secondo Marchewka un quarto dei giocatori lo saltava e il tono non si incastrava con il resto, e riportarlo dentro non è un impegno che la squadra si è preso.
Come è stata accolta
Il formato della sessione non permetteva risposte scritte, quindi chi seguiva ha commentato con le emoji: teschi, facce tristi, rose secche, pollici in giù, soprattutto sotto la risposta che chiudeva il discorso sui contenuti. Il tono si è ripetuto in più punti della diretta, e l’aspettativa non era inventata dai giocatori. Il giorno dell’uscita, nel settembre 2025, Techland aveva fatto sapere che aggiornamenti successivi al lancio sarebbero arrivati e che altro sarebbe seguito più avanti, senza precisare cosa. Il direttore della serie, Tymon Smektala, in un’intervista di giugno 2025 aveva raccontato che dentro lo studio il gioco veniva considerato il terzo capitolo a tutti gli effetti.
Quello che cambia davvero, per chi gioca, è il modo di guardare al prodotto. Chi aspettava espansioni può smettere di aspettare, chi voleva un gioco finito con dentro tutto quello che serve ce l’ha già, ed è un fatto, non una consolazione. Quello che cambia per chi lavora nel settore è più interessante: uno studio di quella taglia dice ad alta voce che il modello del gioco come servizio, applicato alle produzioni grosse a giocatore singolo, costa più di quello che rende. Nei prossimi mesi si vedrà se Techland applica la stessa logica anche al progetto che verrà dopo, e se il nuovo gioco nasce con una data di fine già scritta nel contratto con chi lo compra.


