Uno scontro della demo di Crownbreakers, il gioco di carte tattico di Sharkbomb Studios

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Il gioco di carte tattico Crownbreakers in prova: il mazzo si costruisce mentre si combatte

Tempo di lettura: 5 minuti

In Italia i lavori si fanno a sistema acceso: si asfalta la strada col traffico sopra, si ripara l’ascensore con la signora del terzo piano ancora dentro. Crownbreakers, il gioco di carte tattico di Sharkbomb Studios per PC, applica lo stesso metodo al deckbuilding, cioè alla costruzione del mazzo, e a differenza dei cantieri di casa nostra regge.

Dietro c’è Martin Nerurkar, sviluppatore tedesco che si definisce solista con l’aiuto di collaboratori esterni. Ha firmato Nowhere Prophet, gioco di carte post-apocalittico in cui si costruisce il mazzo, uscito su PC nel 2019, e ha ideato e programmato l’interfaccia a carte di Cultist Simulator, come scrive lui sul proprio sito. Il 22 settembre ha annunciato l’accordo con Firesquid, l’editore che pubblicherà il gioco. Data di uscita e prezzo non sono stati annunciati.

La demo è su Steam dal 9 marzo e su itch.io dal 27 gennaio. Ho giocato la versione 0.6.0.9, quella del 13 maggio. Il 22 settembre lo sviluppatore ha aggiornato la demo su Steam con grafica, bilanciamento e contenuti ritoccati e con la difficoltà ridotta: chi la scarica oggi trova qualcosa di più morbido di quello che ho provato io. Il riscontro dei giocatori è alto: il 98% delle 57 recensioni della demo su Steam è positivo e su itch.io la valutazione media è 4,8 su 5, da 30 voti.

La campagna su Kickstarter, lanciata a maggio, si è chiusa il 4 giugno con 14.318 euro da 254 sostenitori, contro un obiettivo di 6.000.

A sistema acceso: il mazzo si ripara mentre si combatte

Nei giochi di carte a run come Slay the Spire (una run è una partita che va dall’inizio alla sconfitta o al boss) c’è sempre una mappa: finito lo scontro ti fermi, scegli dove andare e sistemi il mazzo. Crownbreakers la toglie. Il mazzo si costruisce sul campo, sfondando forzieri che lasciano carte, reliquie e sticker, e tra un incontro e il successivo non c’è nessuna pausa. Dopo dieci minuti mi sono accorta di essere in apnea: il sistema resta acceso e io ci metto le mani sopra mentre gira.

A ogni turno si accumula slancio per avanzare, e il campo scorre verso destra scoprendo nemici e ricompense nuovi. Il posizionamento fa il resto: si spingono i nemici dentro le zone d’effetto, si incatenano i barili esplosivi, si preparano i turni successivi con stati come Scratch e Frozen. Scratch è quello che mi ha conquistata: lo applichi a un nemico e da quel momento qualsiasi fonte di danno lo innesca. Le run durano 20-30 minuti, tarate sul “ancora una”, e con me hanno funzionato.

Screenshot della demo di Crownbreakers, il gioco di carte tattico di Sharkbomb Studios
A ogni turno il campo avanza e scopre nemici e ricompense nuovi.

Il teaser presentato il 25 settembre al Game Devs of Color Expo, la rassegna che dal 22 al 25 settembre dà spazio agli sviluppatori di colore, è qui sotto. Del suo arrivo abbiamo già scritto.

Gli sticker sono le patch, e si applicano al volo

Il cuore della costruzione del mazzo sono gli sticker, modificatori che aumentano il danno di una carta, le danno un’abilità nuova o ne allargano l’area d’effetto. Incollarne uno giusto sulla carta giusta fa scattare combo già nel primo distretto. Dopo un paio di run ho iniziato a sognare build (configurazioni di mazzo) da provare nel giro dopo, e al terzo giorno ci pensavo a colazione.

Un altro screenshot della demo di Crownbreakers
Gli sticker cambiano danno, abilità e area d’effetto delle carte.

Nella demo ci sono, dice la scheda Steam, un tutorial, una visita alla città, una run contro il tiranno del distretto di Downfalls e un’anteprima di missione avanzata con più eroi. Il tutorial è breve e non invadente: insegna a spingere, giocare carte e avanzare, poi ti lascia nel primo distretto. All’inizio è un po’ brusco, ma basta. Ho fatto tre run complete in poco più di un’ora, ognuna con un mazzo diverso e un esito diverso, e dopo un paio di sconfitte riconoscevo i pattern dei tiranni senza dover leggere guide.

Gli eroi giocabili in demo sono due: Ten Winds, la protagonista, e Kieran, ex membro di un sindacato criminale. Ognuno ha carte e sinergie proprie. Nella versione finale saranno quattro, e sono già tutti dentro il gioco.

Cascade, la città dove i tiranni macinano anime

Il mondo è Cascade: isole fluttuanti, spiriti che fanno funzionare la tecnologia e tiranni che ricavano profitto macinando le anime dei cittadini. La scheda itch lo chiama spiritpunk e presenta il gioco come un card game di violenza rivoluzionaria. Nana Soma, che gestisce una piccola cucina di curry, è il primo contatto di Ten Winds. La critica al capitale non ha filtri, e a me sta bene così.

La stessa scheda dichiara che non è stata usata IA generativa. Lo stile è a fumetto (i tag Steam parlano di Comic Book e Stylized) e a me ricorda l’urban fantasy di Shadowrun; non sono la sola, perché un giocatore su itch ha scritto la stessa cosa. Il motore è Unity e la demo gira su Windows, macOS e Linux. Sulla mia configurazione di fascia media non ho visto cali sotto i 60 fps stabili, e i caricamenti fra un’arena e l’altra sono praticamente istantanei.

Il changelog che manca: emoji, icone e controller

Il primo intoppo sono le emoji nei dialoghi. Quando a parlarti è un tiranno che macina anime per profitto, la faccina arrabbiata spezza il tono. Nerurkar, rispondendo a un giocatore su itch, ha spiegato che è una scelta di necessità: non ha il budget per dare ai personaggi espressioni facciali diverse.

Il secondo è la leggibilità dei nemici. Gli effetti sul campo (attivazioni, barriere, corpo a corpo o a distanza) non si leggono a colpo d’occhio, e per capirli mi sono ritrovata a cliccare su ogni unità. Lo sviluppatore ha risposto che vuole ancora aggiungere icone diverse per le diverse condizioni di attivazione.

Il terzo riguarda i controller. Un giocatore riferisce che il pad Xbox funziona bene, mentre con gli altri restano comandi imposti dalla modalità tastiera; Nerurkar ha chiesto dettagli e ha ricevuto un video. Aggiungo un quarto punto più di gusto: alcuni menu somigliano ancora a quelli di un indie qualunque e stonano con lo stile a fumetto del resto.

La scheda Steam avverte che grafica e screenshot potrebbero non riflettere la qualità finale, e la difficoltà è stata ritoccata il 22 settembre: la 0.6.0.9 che ho giocato io non è più la demo che trovate su Steam.

Il verdetto: Crownbreakers aggiorna il mazzo a sistema acceso e il ritmo non va in crash. Se vi piacciono Into the Breach e Slay the Spire, provate la demo: data e prezzo del gioco completo non ci sono ancora.

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