Una scena di gioco di Minecraft, il gioco di Mojang Studios con 425 milioni di copie vendute

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Minecraft raccoglie più di 300.000 nuovi giocatori al giorno, dice la capa di Xbox

Tempo di lettura: 3 minuti

I nuovi giocatori di Minecraft sono più di 300.000 al giorno, in media. Il numero lo ha dato Asha Sharma, amministratrice delegata di Xbox, in un messaggio pubblicato il 26 settembre 2026 subito dopo il Minecraft Live, e riguarda le persone che aprono il gioco per la prima volta, non quelle che ci giocano ogni giorno.

Cosa ha detto davvero

Nel post su X, Sharma elenca gli annunci dell’evento e poi aggiunge i numeri: oltre 300.000 persone giocano a Minecraft per la prima volta in un giorno medio, e le copie vendute hanno superato quota 425 milioni in più di diciassette anni. La statistica è stata ripresa da Insider Gaming e da diverse altre testate nelle ore successive.

Conviene però leggere la frase per quello che dice. Non c’è un periodo di riferimento, non c’è una divisione per piattaforma e non c’è una definizione di cosa conti come prima partita: se sia il primo avvio su un account, la prima sessione su una console, il primo accesso a una versione di prova. Il dato non equivale a 300.000 copie vendute al giorno, e non si può mettere in fila con gli utenti attivi mensili, che Microsoft non pubblica.

Perché il numero conta lo stesso

Anche con tutte le cautele, 425 milioni di copie fanno di Minecraft il gioco più venduto della storia, e con un margine che nessun altro titolo si avvicina a colmare. Il gioco è uscito nel 2011 nella versione completa, gira praticamente su qualsiasi cosa abbia uno schermo, dalle console ai telefoni ai Chromebook, e continua a raccogliere persone che non lo avevano mai toccato prima.

Questo spiega anche la scaletta del Minecraft Live: nel riepilogo ufficiale dell’evento Mojang ha messo in fila la quarta dimensione del gioco in arrivo nel 2027, un aggiornamento gratuito con le grotte di ghiaccio, il seguito di Minecraft Dungeons il 29 settembre, una piattaforma per i creatori, la versione per Nintendo Switch 2 il 27 ottobre e un parco a tema a Londra. È il calendario di un prodotto che deve restare acceso per anni, non di un gioco che esce e vive la sua stagione.

Il contesto in cui il numero è stato dato

Sharma ha pubblicato quei dati alla fine di una settimana molto diversa per il resto della divisione. Microsoft ha tagliato personale, ha ceduto studi e ha spostato serie storiche da una struttura all’altra: lo studio che guida Age of Empires ha perso quasi metà delle persone nel passaggio ad Activision, e il 26 settembre Satya Nadella ha definito lo snellimento guidato da Sharma una cosa bella da vedere.

Le due cose stanno insieme: la parte dell’azienda che produce i numeri buoni è quella di un gioco comprato da mezzo mondo e sostenuto da aggiornamenti gratuiti, mentre i tagli cadono sulle strutture che fanno il resto del catalogo. Non è una contraddizione, è la descrizione di come Microsoft sta ridisegnando la divisione: meno scommesse, più investimento su quello che già funziona.

Da dove arrivano quei 425 milioni

I 425 milioni sono le copie vendute in tutta la vita commerciale del gioco, su ogni piattaforma su cui è uscito: Java e Bedrock su computer, le versioni per Xbox, PlayStation e Nintendo, quelle per telefoni e tablet. È il motivo per cui il confronto con qualunque altro gioco è difficile: Minecraft si vende da quindici anni su hardware che nel frattempo è cambiato tre volte, e ogni nuova macchina gli porta una nuova platea.

Il pubblico si è anche sedimentato per generazioni. Chi lo ha comprato da ragazzino nel 2012 oggi ha trent’anni, e la fascia che entra adesso è quella dei figli di quel primo gruppo: la stessa ragione per cui Mojang tiene in piedi una versione per le scuole, che di anni ne ha compiuti dieci.

Quello che il dato non dice

Mancano i pezzi che permetterebbero di misurare la salute del gioco invece della sua reputazione. Non sappiamo quanti di quei nuovi giocatori restino dopo la prima settimana, quanti arrivino dalle versioni mobile e quanti da console e computer, quanto pesino le licenze per le scuole e gli abbonamenti rispetto alle copie vendute singolarmente.

Microsoft non pubblica un numero di giocatori attivi da tempo, e in assenza di quello resta una cifra sul flusso dei nuovi arrivi. Le testate che l’hanno ripresa, da Kotaku a IGN, l’hanno trattata per quello che è: una dichiarazione aziendale a corredo di una vetrina, non un dato certificato da un bilancio.

Il prossimo appuntamento in cui quei numeri potrebbero tornare, questa volta con un contesto contabile intorno, è la trimestrale di Microsoft.

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