Sei giochi indie usciti nel 2026, tutti con recensioni estremamente positive su Steam, raccolti in un video di consigli sotto l’etichetta di titoli “di cui non si parla abbastanza”. È una formula che chi ha scritto qualche piano editoriale conosce bene: parla soprattutto a chi guarda, perché gli promette di arrivare prima degli altri. I numeri delle pagine Steam, però, raccontano una storia un po’ diversa, e più interessante.
Creature Kitchen ha il 99% di 7.298 recensioni in lingua inglese su Steam dal 6 febbraio. Endacopia, uscito il 27 luglio, ne ha raccolte 2.739 solo nei trenta giorni fino al 20 settembre. Sono giochi di cui si parla, e parecchio, dentro il pubblico che li compra. Il punto è capire cosa dice davvero quella scritta verde sulla pagina del negozio, e cosa non dice.
Cosa misura l’etichetta “Estremamente positive” di Steam
La valutazione di Steam è una soglia, non un voto. Come riepiloga Automaton West, un gioco diventa “Estremamente positivo” quando almeno il 95% delle recensioni è favorevole e le recensioni sono più di 500. Un indie al 97% con trecento recensioni resta “Molto positivo”.
L’etichetta premia la soddisfazione, ma solo dopo che un certo numero di persone ha comprato il gioco e ha avuto voglia di scriverne. Contano poi solo le recensioni di chi l’ha acquistato direttamente su Steam, non quelle arrivate da chiavi regalate.
Quanti giocatori ci sono dietro quei numeri non lo sa nessuno tranne gli studi. La stima citata dalla stessa testata giapponese è che scriva una recensione un giocatore ogni 30-50, con forti variazioni in base al prezzo e al tempo passato dall’uscita. Applicata alle 1.265 recensioni di Combolands dà qualche decina di migliaia di copie, ma è un ordine di grandezza, non un dato di vendita.
L’altra cifra da tenere accanto è quella delle uscite: secondo i dati SteamDB citati sempre da Automaton, nel 2024 su Steam sono arrivati circa 19.000 giochi. In quel mucchio, superare la soglia dei 500 giudizi con il 95% di favorevoli è già una forma di visibilità, e non la più piccola. La soglia però non è un traguardo definitivo: The Message from Deep Space è al 96% sulle 1.456 recensioni complessive, ma sulle 374 degli ultimi trenta giorni è sceso al 94%, e lì Steam lo segna come “Molto positivo”.
I sei indie del 2026, uno per uno
CICADAMATA, lo sparatutto che si gioca di corsa
CICADAMATA è uno sparatutto in prima persona di flowergarden che mescola piattaforme, armi e speedrun, cioè la corsa a finire i livelli nel minor tempo possibile. È uscito il 21 agosto e al 20 settembre ha il 96% di 1.385 recensioni. La scheda promette più di quindici livelli distribuiti in sei aree, con classifiche mondiali sui tempi. Lo stile grafico astratto e minimale è la prima cosa che si nota, e il video da cui parte questo pezzo non trova nemmeno un nome per definirlo. Su absolutegamer ne abbiamo scritto già dai tempi della demo, e al lancio abbiamo raccontato il debutto su Steam. Rock Paper Shotgun, provando la demo, lo aveva definito lo sparatutto più entusiasmante giocato da anni. Costa 9,99 dollari ed è solo in inglese.

Creature Kitchen, la cucina inquietante nel bosco
Il gioco di The Rat Zone è un simulatore di cucina in prima persona ambientato in una casetta nel bosco, di notte. Si cucinano più di quaranta ricette per procioni, corvi, rospi e creature decisamente meno ordinarie, e ogni animale sfamato consegna una chiave che apre un altro armadio o un’altra stanza. Lo studio lo presenta come creepy-cozy, cioè un gioco rilassante con un fondo inquietante, e con una grafica che imita apposta i primi anni Duemila. Sulla scheda viene definito un’esperienza “formato spuntino”, quindi breve. Costa 7,99 dollari ed è l’unico dei sei tradotto in italiano, sottotitoli e interfaccia compresi. Sul sito non ne avevamo ancora parlato.

Endacopia, l’avventura che finge di essere un CD-ROM educativo
L’avventura punta e clicca di Andyland imita nell’aspetto i programmi educativi per computer di fine anni Novanta, quelli con cui si imparava a scrivere sulla tastiera a scuola, e dietro nasconde un horror. Il protagonista è Mellow, un bambino che ha perso tutti i sensi mentre cercava di scappare da una casa in cui stava male. Oltre agli enigmi ci sono combattimenti a pugni in prima persona e una serie di minigiochi. La scheda Steam avverte di scene di body horror, sangue, violenza e droghe: dietro l’estetica da cartone per bambini c’è un gioco per adulti. Il nostro hands-on sulla demo di agosto ne aveva già descritto il doppio registro. Con il 99% di 5.725 recensioni in inglese e un prezzo di 16,50 dollari è il più caro del gruppo, ed è solo in inglese.

VHOLUME, il parkour contro la burocrazia
VHOLUME è un gioco di parkour in prima persona firmato da Nathan Grange, Léonard Lemaitre e Niels Tiercelin, pubblicato da IronEqual. Si corre, si salta, ci si arrampica e si scivola in una capitale brutalista governata da un Ministero onnipresente, dove il protagonista Robert deve farsi restituire le tessere annonarie tolte alla sua famiglia. È una commissione allo sportello trasformata in odissea, e la scheda la chiama proprio così. Si può giocare da soli o con gli amici, e si possono inseguire i “fantasmi”, cioè le registrazioni delle corse degli altri giocatori. Lemaitre è uno dei creatori dello sparatutto competitivo Straftat, come avevamo raccontato all’annuncio, e al lancio abbiamo scritto del suo 97% su Steam. Al 20 settembre è al 97% di 2.108 recensioni in inglese, per 8 dollari.

Combolands, il gestionale da mezz’ora a partita
Il gioco di Crux Games è un city builder roguelike: si costruisce una piccola città su un’isola generata a caso, e a ogni sconfitta la partita ricomincia da zero. Ogni partita dura circa mezz’ora, si scelgono due corporazioni fra sette (ventuno combinazioni possibili) e l’obiettivo è piazzare gli edifici in modo che si attivino a catena, moltiplicando il punteggio. Il video lo chiama il Balatro dei gestionali, riferendosi al gioco di carte costruito sulle combo di mani di poker, e il paragone regge per il meccanismo, non per il tema. Crux Games è uno studio sudafricano di due persone, Sam Alfred e Skye Scott, e secondo GamingOnLinux Alfred è il designer di Terra Nil, il gestionale al contrario in cui si ripulisce un territorio devastato, candidato ai premi dell’accademia britannica del cinema e della televisione (BAFTA). Avevamo dato la data d’uscita a fine luglio: è arrivato il 24 agosto, costa 9,99 dollari e al 20 settembre ha il 97% di 1.265 recensioni.

The Message from Deep Space, tradurre gli alieni con la matematica
Il gioco di Applesinmypants è ambientato nel 1973: sulla Terra cade un meteorite che trasmette onde radio, e il giocatore è il traduttore della missione. Bisogna ricostruire la lingua aliena partendo dalle costanti della matematica e della fisica, e rispondere con trasmissioni proprie: se la risposta è giusta, arriva un nuovo messaggio. L’ispirazione dichiarata è il disco d’oro della sonda Voyager 1, e la scheda parla di più di trenta ore di gioco e oltre mille dialoghi con il gruppo di scienziati che affianca il protagonista. È il più esigente dei sei, perché chiede di fare davvero i conti, ed è solo in inglese, lingua su cui poggia anche parte degli enigmi. Costa 9,99 dollari ed è uscito il 29 giugno.

Chi paga per arrivare sopra la soglia
Il 28 agosto, quattro giorni dopo il lancio, i due autori di Combolands hanno pubblicato un messaggio sulla pagina della community di Steam. Dicevano di lavorare a Crux solo part-time, di essere riusciti a farlo a tempo pieno solo per il lancio e di dover tornare al part-time dalla settimana successiva, sfiniti dall’ultima spinta prima dell’uscita. Spiegavano anche perché il gioco non era ancora verificato per Steam Deck: nessuno dei due ne possiede uno, e in Sudafrica la console non si vende. In fondo al messaggio chiedevano a chi si era divertito di lasciare una recensione, perché erano vicini alla soglia degli “Estremamente positive” e volevano superarla nella settimana del lancio.
È la parte che un elenco di consigli non mostra. Quella scritta verde è diventata un obiettivo che due sviluppatori part-time inseguono chiedendo ai giocatori di scrivere una recensione, e con diciannovemila uscite l’anno si capisce perché. I sei giochi di questa lista costano in media meno di undici dollari, cinque su sei non hanno l’italiano e cinque su sei se li pubblicano da soli, senza un editore alle spalle. Se di loro si parla abbastanza lo decidono soprattutto quelli che li comprano e poi la recensione non la scrivono: secondo la stima citata sopra, almeno ventinove giocatori su trenta.


