Phantom Blade Zero su Steam ha superato i 700.000 giocatori contemporanei il giorno dell’uscita, il 29 ottobre: è il record del 2026 per un nuovo gioco single player, secondo Game File. Lo stesso articolo aggiunge il dato che cambia la lettura del numero: più di 17.500 delle circa 20.000 recensioni Steam sono scritte in cinese, e il picco di gioco cade nella sera cinese. Il record è, in larga parte, una storia del mercato cinese.
I numeri letti il 30 ottobre
Alle 8:10 del 30 ottobre, ora italiana, la classifica di Steam dava a Phantom Blade Zero un picco nelle ultime 24 ore di 723.876 giocatori contemporanei, con 377.499 connessi in quel momento. Era secondo tra i giochi più giocati della piattaforma, dietro Counter-Strike 2, che aveva 502.875 giocatori connessi e un picco di 1.207.353, e davanti a Dota 2 e PUBG: Battlegrounds.
Le recensioni vanno bene ma non da record di gradimento. Alle 8:13 l’istogramma di Steam contava circa 17.900 recensioni, con l’82 per cento di giudizi positivi; quelle scritte il 30 ottobre fino a quell’ora erano positive all’87 per cento. Il conteggio è per difetto, perché l’istogramma lascia fuori una parte delle recensioni. Sulla scheda il gioco ha un Metacritic di 88, lo stesso numero di cui avevamo scritto il 28 ottobre nel pezzo sulle recensioni internazionali, dove la critica litigava sui boss.
Perché le recensioni in cinese contano
S-GAME è uno studio cinese e il gioco ha doppiaggio in inglese e in cinese semplificato. Un’azione wuxia, cioè ispirata ai racconti di arti marziali della tradizione cinese, con quel doppiaggio e quell’ambientazione, trova il suo pubblico più grande dove la lingua e i riferimenti sono di casa. La spiegazione più noiosa è anche la più probabile: un gioco molto atteso in Cina ha numeri enormi in Cina, e il picco coincide con la sera cinese.
Questo non toglie niente al risultato, ma cambia quello che il record permette di dire. Il numero non misura quanto il gioco abbia convinto il pubblico occidentale. Per saperlo servirebbe vedere le recensioni divise per lingua, come ha fatto Game File con quelle in cinese.
Un lancio dopo mesi di polemiche
L’arrivo su Steam chiude un percorso che ai fan occidentali non è sempre piaciuto. Lo State of Play di agosto era stato travolto dai fan al grido di “no disc no buy”, e prima ancora si era parlato del cast con Donnie Yen. Il 10 ottobre avevamo messo a confronto le anteprime di cinque testate.
Sulla scheda Steam il gioco ha gamepad consigliato, difficoltà regolabile e 66 obiettivi. L’interfaccia è tradotta in quindici lingue, italiano compreso. Sono dettagli che aiutano un pubblico internazionale ad avvicinarsi, ma non spiegano la sproporzione fra recensioni in cinese e nelle altre lingue.
Cos’è, quanto costa, cosa serve
Secondo la descrizione di Steam è una fusione fra wuxia e azione realizzata con Unreal Engine 5: si indossano i panni di Soul, un guerriero con soli 66 giorni di vita. Su Steam costa 59,99 euro, 69,99 la Digital Deluxe Edition; su Fanatical il 30 ottobre era a 53,99 euro. I testi sono in italiano; il doppiaggio c’è in inglese e in cinese semplificato.
I requisiti minimi sono un Intel Core i7-8700K o un AMD Ryzen 5 3600, 16 gigabyte di memoria, una scheda video GeForce GTX 1660 da 6 gigabyte e 145 gigabyte di spazio su SSD, per giocare a 1080p e 30 fotogrammi al secondo con l’upscaling attivo. Per i 1440p a 60 fotogrammi la scheda consigliata è una GeForce RTX 3060 Ti. Su Steam esce solo per Windows.
Cosa non si sa
Restano due punti aperti. Il primo sono le vendite: i giocatori contemporanei dicono quanta gente gioca nello stesso momento, non quante copie sono state comprate. Il secondo è il pubblico fuori dalla Cina: non è chiaro quanto pesi nei 723.876 del picco, perché il dato per paese lo hanno solo Steam e l’editore. A questo si aggiunge una domanda sul tempo: un picco al lancio, in un gioco da decine di ore, non dice quanti resteranno a giocarlo fra una settimana, quando la curva di solito scende. I prossimi giorni di classifica Steam diranno se la base cinese regge da sola.
















