New Phantom Blade Zero Trailer Reveals Donnie Yen And An Upcoming State of Play

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Phantom Blade Zero, Donnie Yen nel cast e State of Play il 17 agosto

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Phantom Blade Zero cala l’asso: Donnie Yen entra nel cast

Phantom Blade Zero torna a mostrarsi con un massiccio aggiornamento video che scuote le fondamenta del progetto di S-Game, come riportato da Game Informer. La novità più roboante riguarda il coinvolgimento diretto di Donnie Yen, icona assoluta del cinema marziale (visto recentemente in John Wick 4 e Rogue One), che presterà volto, voce e sessioni di motion capture al personaggio di Mó Yuan. Yen non si limiterà a fare da “comparsa” di lusso, ma ricoprirà anche il ruolo di consulente creativo per le coreografie dei combattimenti.

Le nuove sequenze mostrano un’azione frenetica che sfida le leggi della fisica, con una spettacolarità che richiama da vicino le scene più estreme delle produzioni animate o i momenti più fuori di testa della saga di Resident Evil. Nonostante la complessità di quanto mostrato, il combattimento sopra un carro in corsa e lo scontro con vecchi compagni d’armi come “The Hunt” rappresentano solo il prologo del viaggio del protagonista Soul.

Per chi vuole approfondire i sistemi di personalizzazione, l’appuntamento è fissato per il prossimo 17 agosto alle ore 04:00 italiane, quando andrà in scena una modalità State of Play interamente dedicata al titolo. Durante la diretta verranno svelati personaggi inediti fondamentali per l’intreccio narrativo e verrà mostrato quanto le diverse build potranno influenzare lo stile di gioco.

New Phantom Blade Zero Trailer Reveals Donnie Yen And An Upcoming State of Play

I preordini sono già aperti e garantiscono l’accesso anticipato all’accessorio Treasure Basin e al costume Legacy. Entrambi gli oggetti, tuttavia, restano ottenibili anche semplicemente giocando. Phantom Blade Zero arriverà su PS5 e PC il prossimo 29 ottobre.

L’ingresso di Donnie Yen nel progetto non ci sembra solo una mossa di marketing per accattivarsi il pubblico occidentale, ma una dichiarazione d’intenti sulla qualità delle coreografie che dobbiamo aspettarci. Portare un maestro del genere come consulente creativo significa voler dare un’identità precisa a un combat system che rischiava di sembrare “troppo” simile a tanti altri action orientali. Ci convince la scelta di lasciare gli oggetti del preordine sbloccabili in-game: è un segno di rispetto per chi preferisce guadagnarsi l’equipaggiamento sul campo. Scommettiamo che il prossimo State of Play sarà il banco di prova definitivo per capire se, dietro a tanta estetica, batte il cuore di un gameplay solido e stratificato.

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