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Ubisoft mette The Division, Ghost Recon e Splinter Cell sotto un nome solo: Massive Entertainment

Tempo di lettura: 3 minuti

Massive Entertainment diventa il nome sotto cui Ubisoft raggruppa The Division, Ghost Recon e Splinter Cell. L’azienda lo ha annunciato il 30 settembre: la struttura che si chiamava Creative House 2 prende il nome dello studio svedese che Ubisoft possiede dal 2008. Le squadre di Montréal, Parigi, Svezia e Toronto che lavorano su quelle serie operano sotto quel marchio.

Sotto la stessa etichetta finiscono anche le proprietà intellettuali nuove, a partire da March of Giants, il gioco in arena che Ubisoft ha rilevato da Amazon e di cui la prova pubblica apre il 7 ottobre. L’azienda precisa che resta tutto dentro Ubisoft, che continua a pubblicare e distribuire quello che esce da lì.

Com’è fatta la nuova struttura

Ubisoft si è divisa quest’anno in cinque case creative: ciascuna raccoglie più studi attorno a un gruppo di marchi e ne risponde nel tempo. La prima è quella che tiene insieme Assassin’s Creed, Far Cry e Rainbow Six, secondo l’elenco degli studi dell’azienda. La seconda, quella di cui si parla qui, era stata definita come la casa dei giochi competitivi e cooperativi ambientati sul campo di battaglia.

A guidarla è Christoph Hartmann, nominato il 1 luglio, che ora porta il titolo di direttore generale di Massive Entertainment. Arriva da Amazon Games, dove era vicepresidente, e prima ancora aveva fondato 2K Games. March of Giants è il gioco che la sua squadra stava sviluppando ad Amazon, come ricostruisce Variety: si è portato dietro il progetto.

Cosa cambia per Splinter Cell

Il passaggio più delicato riguarda il rifacimento di Splinter Cell, annunciato nel 2021 e affidato a Ubisoft Toronto. Il giorno prima dell’annuncio erano comparsi annunci di lavoro per ruoli di responsabilità ancora scoperti su quel progetto, segno che la produzione non è nella fase finale. Dal 30 settembre il gioco entra in una struttura che gestisce più serie insieme invece di avere una guida dedicata, come nota KitGuru.

Nessuno ha detto che il rifacimento sia stato cancellato. La sua direzione creativa però passa ora per un livello in più, e le sue risorse si contendono con quelle di The Division 3 e con il futuro di Ghost Recon. Sono due serie che nella stessa casa hanno priorità commerciali più immediate.

Perché Ubisoft si sta riorganizzando

Ubisoft ha costruito le case creative dopo un anno difficile, fra risultati sotto le attese, rinvii e l’ingresso di Tencent nel capitale di una società controllata che tiene proprio alcuni dei marchi più grossi. Raggruppare squadre sparse su quattro città sotto un’unica etichetta serve a dare a ciascun gruppo di marchi un responsabile unico e un bilancio proprio.

Il messaggio ufficiale parla di mettere insieme competenze creative e tecnologiche per far crescere le serie e costruire giochi nuovi, nelle parole di Hartmann. La traduzione pratica è che queste tre serie Tom Clancy rispondono a una sola persona, cosa che prima non succedeva.

Il nome ha una storia

Massive Entertainment, come studio, nasce a Malmö nel 1997 e viene comprato da Ubisoft nel 2008, ed è la squadra che ha fatto i due The Division, Avatar: Frontiers of Pandora e Star Wars Outlaws, oltre al motore grafico Snowdrop che l’azienda usa su più progetti. Riutilizzare quel nome per l’intera casa creativa, invece di inventarne uno, è una scelta che dice quale squadra è considerata il centro di gravità del gruppo.

Per lo studio svedese, d’altra parte, vuol dire condividere l’identità con squadre che prima erano separate. Chi lavora a Toronto o a Parigi firma ora Massive Entertainment, pur restando dov’è.

Cosa c’è in cantiere sotto quel marchio

I progetti annunciati e ancora senza data sono tre: The Division 3, affidato allo studio svedese, il rifacimento di Splinter Cell a Toronto e il futuro di Ghost Recon, serie che non vede un capitolo principale dal 2019. A questi si aggiunge March of Giants, che è l’unica cosa concreta con una data vicina, visto che la prova pubblica parte la settimana prossima e l’accesso anticipato è previsto per l’estate 2027.

Il peso del gruppo, insomma, poggia su tre serie storiche ferme da anni e su un gioco nuovo che arriva da un’altra azienda. È una situazione che spiega bene perché Ubisoft abbia sentito il bisogno di mettere qualcuno a rispondere di tutto il pacchetto.

Cosa non si sa

Ubisoft dice che gli impegni verso giocatori e partner restano invariati, ma non ha indicato se la riorganizzazione comporti spostamenti di persone fra le sedi o cambi nelle date dei progetti in corso. Non sono state fornite date nuove per The Division 3 né per il rifacimento di Splinter Cell, e non è stato detto quanti sviluppatori lavorino complessivamente sotto la nuova etichetta.

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