Il sindacato dei lavoratori del videogioco francese, lo STJV (Syndicat des Travailleureuses du Jeu Vidéo), ha pubblicato il 27 ottobre 2026 un comunicato sui licenziamenti di Don’t Nod, lo studio parigino di Life is Strange e Lost Records: Bloom & Rage. Il sindacato sostiene che il piano di licenziamenti taglia quasi tutti i ruoli non dirigenziali, che la scelta delle persone da lasciare a casa è mirata e quindi illegale, e che le lettere potrebbero partire il 25 novembre. Una risposta di Don’t Nod non risulta.
Cosa sostiene lo STJV sui tagli
Il comunicato dello STJV riporta che la direzione ha definito 47 categorie professionali, 55 nella versione iniziale, per 140 dipendenti, e che 23 di queste categorie contengono una sola persona: per il sindacato è il modo di tenere o di mandare via persone precise, e lo definisce illegale. Il testo elenca i tagli per ruolo: tutti e 6 gli animatori, tutti e 3 i character artist, tutti e 3 i concept artist, tutti e 6 gli associate producer, 18 programmatori su 22, 8 environment artist su 10 e 4 game designer su 8. IGN li riassume come quasi tutti i ruoli non dirigenziali.
A tenere in piedi la produzione, secondo il comunicato, dovrebbero essere i manager rimasti e le società esterne. Rock Paper Shotgun scrive che, con il personale ridotto, lo studio non riuscirebbe a completare P14, l’ultimo gioco in sviluppo. Lo STJV aggiunge che P14 non ha ridotto il proprio perimetro e tiene occupate circa cento persone, e giudica poco realistico spostare all’esterno un progetto nato quasi interamente dentro lo studio.
I conti e il calendario della procedura
Il comunicato dello STJV distingue due procedure: la salvaguardia aperta dal tribunale e il piano per la salvaguardia dell’occupazione, il PSE, che in Francia regola i licenziamenti collettivi. Secondo il sindacato la prima è il complemento necessario della seconda, perché l’azienda non avrebbe i soldi per arrivare in fondo al PSE. La procedura di salvaguardia, aperta il 19 ottobre dal Tribunale delle attività economiche di Parigi, l’avevamo raccontata il 21 ottobre: periodo di osservazione di sei mesi, debiti precedenti congelati e conti che, secondo l’azienda, tengono fino al 31 gennaio 2027.
Secondo lo STJV, Don’t Nod si aspetta 5,6 milioni di euro dal credito d’imposta per i videogiochi. Quel credito d’imposta lo gestisce il centro nazionale del cinema e dell’immagine animata. Il sindacato sottolinea che lo studio è stato condannato per aver danneggiato l’interesse collettivo della professione e ritiene che l’ente dovrebbe ritirargli l’accreditamento. E sostiene che l’azienda ha smesso di versare i contributi sociali all’Urssaf, l’ente francese che li riscuote, a partire da luglio.
Il comitato sociale ed economico, la rappresentanza dei dipendenti, deve dare il proprio parere il 3 novembre. Dopo di allora l’agenzia regionale per il lavoro e l’industria ha 21 giorni per decidere sul piano e, se lo accetta, le lettere potrebbero arrivare il 25 novembre. Se lo respinge, scrive lo STJV, la direzione dovrà presentare una soluzione diversa.
Le richieste respinte e la salute dei dipendenti
Per lo STJV il negoziato sul PSE si è chiuso con una decisione unilaterale: la direzione avrebbe risposto di non poter offrire niente più del minimo di legge. Un piano di uscite volontarie è stato escluso perché, secondo la direzione, l’azienda non poteva permettersi nemmeno due settimane di attività in più per organizzarlo. Secondo lo STJV, la direzione ha considerato un insulto la proposta di un accordo per ridurre gli stipendi dei dirigenti, che pure farebbe risparmiare soldi all’azienda.
Il comitato avrebbe documentato sei incidenti sul lavoro nel 2026 e avviato un’inchiesta per un pericolo grave e imminente. Il sindacato scrive anche che il 3 settembre, nella riunione in cui il comitato era stato convocato per la procedura di salvaguardia, l’amministratore delegato Oskar Guilbert avrebbe fatto pressione perché i rappresentanti accorciassero i tempi di legge per il loro parere. Di quella riunione avevamo scritto il 3 settembre, spiegando che cos’è un PSE e che cosa era successo con il piano del 2024.
Aphelion, l’ultima uscita dello studio
L’ultima uscita dello studio, l’avventura fantascientifica Aphelion, è uscita il 28 aprile 2026. Sulla pagina Steam, il 28 ottobre, ha il 63,5 per cento di recensioni positive su più di 320 e costa 17,99 euro, in sconto del 40 per cento sul prezzo di listino di 29,99. IGN scrive che il gioco è uscito a recensioni mediocri e che i revisori dei conti avevano avvisato che la cassa poteva finire già a novembre.
Non si sa quanti dei tagli elencati dallo STJV l’agenzia regionale approverà. L’azienda aveva indicato un tetto di 85 posti in Francia; il comunicato dello STJV elenca invece le categorie professionali su 140 dipendenti e non dà un totale dei tagli. Il primo appuntamento verificabile è il parere del comitato del 3 novembre.

















