Il film di Battlefield ha quasi uno studio. Sony Pictures è in trattativa per acquisire l’adattamento cinematografico dello sparatutto bellico di Electronic Arts, dopo un’asta a cui avevano partecipato più case di produzione. Lo ha riportato Deadline il 2 ottobre, e il pacchetto che Sony sta comprando non è solo il diritto di usare il nome: comprende già il regista e il produttore.
Christopher McQuarrie è legato al progetto come sceneggiatore, regista e produttore, quindi con la scrittura e la regia nelle stesse mani. Michael B. Jordan è attaccato come produttore e potrebbe anche recitarci, ma quella parte non è confermata e dipende da altro. La trattativa non è chiusa. Sony non ha commentato, e finché non c’è una firma un pacchetto del genere può ancora spostarsi.
Chi è McQuarrie e cosa porta con sé
McQuarrie ha scritto I soliti sospetti nel 1995, ha firmato la sceneggiatura di Top Gun: Maverick e ha diretto quattro capitoli della serie Mission: Impossible, chiusa nel 2025 con The Final Reckoning. È il regista a cui l’industria affida le produzioni d’azione dove le riprese pratiche contano più degli effetti aggiunti dopo, e arriva su Battlefield subito dopo aver finito il ciclo con Tom Cruise.
Il resto della squadra dice da dove viene il progetto. Fra i produttori ci sono Jesse Stern per Electronic Arts, Carter Swan di Emerald Neon, Roy Lee e Miri Yoon di Vertigo, ed Elizabeth Raposo, presidente della Outlier Society di Jordan. Significa che l’editore del videogioco è dentro l’operazione, non sta solo concedendo una licenza.
L’asta era partita ad aprile
Warner Bros. Discovery, Amazon MGM Studios, Universal e Netflix avevano presentato un’offerta per gli stessi diritti ad aprile 2026, insieme a Sony, e già allora il nome di Jordan era al centro del pacchetto. A inizio ottobre, secondo Insider Gaming, è Sony a essere davanti.
Fra McQuarrie e la serie c’era peraltro già un ponte. Ad agosto 2026 l’ultimo capitolo di Battlefield ha ospitato un contenuto aggiuntivo costruito insieme a Top Gun, lo stesso film di cui McQuarrie ha scritto il seguito. Un incrocio promozionale non spiega una scelta di regia, ma dice che il rapporto fra l’editore e quell’ambiente non è nato con questa trattativa.
Il contesto industriale è che Electronic Arts sta cambiando proprietà. Il sito ha raccontato da dove parte l’acquisizione dell’azienda e l’ipotesi, circolata a settembre 2026, di una fusione con Savvy Games Group. Un marchio con un film in lavorazione vale più di un marchio che ha solo dei videogiochi, e il momento in cui si chiude un accordo del genere non è neutro.
Il problema che nessuno ha ancora risolto
Battlefield è una serie multigiocatore. Non ha un protagonista ricorrente, non ha un Master Chief né un capitano Price, e la campagna in singolo è storicamente la parte meno ricordata di ogni capitolo. Tradurre in film una cosa il cui senso sta nella scala, cioè sessantaquattro persone che si sparano fra terra, aria e mare, vuol dire inventare da zero i personaggi su cui reggere due ore. Nessuna trama è stata resa nota, e con il copione affidato a McQuarrie è esattamente lì che si gioca la partita.
Dall’altra parte del settore la concorrenza è già partita. Il film tratto da Call of Duty, ambientato nel ramo Modern Warfare della serie, è a Paramount e ha già una data di uscita, mentre quello di Battlefield non ha ancora un contratto firmato. Due sparatutto bellici concorrenti che arrivano al cinema a distanza ravvicinata sono un problema di calendario per chi arriva secondo.
Cosa non si sa
Non c’è una data, non c’è una trama, non c’è un cast oltre al forse di Jordan, e soprattutto non c’è un accordo firmato. Tutto quello che è uscito finora descrive una trattativa in corso, riportata dalla stampa di settore e non annunciata da nessuno dei soggetti coinvolti. Variety scrive che Sony ha declinato ogni commento sulle negoziazioni, che è la formula con cui di solito si conferma che le negoziazioni esistono senza dire a che punto siano.
L’unica cosa che si può dare per acquisita è che il pacchetto creativo regge da sei mesi. Dall’asta di aprile in poi è rimasto identico: stesso regista, stesso produttore, stesso editore dentro la produzione. Il prossimo passaggio verificabile è l’annuncio della chiusura dell’accordo, che in casi simili arriva nel giro di poche settimane o non arriva affatto.


