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Don’t Nod va in procedura di salvaguardia, e i conti tengono fino al 31 gennaio

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Il Tribunale delle attività economiche di Parigi ha aperto una procedura di salvaguardia a beneficio di Don’t Nod Entertainment, lo studio francese di Life is Strange e Vampyr. La sentenza porta la data del 19 ottobre 2026 e l’azienda l’ha comunicata al mercato il 20 ottobre alle 19:30, insieme ai risultati del primo semestre. Il tribunale ha nominato amministratore giudiziario Charles-Henri Carboni, dello studio legale Détroit, e ha fissato un periodo di osservazione di sei mesi. I debiti contratti prima della sentenza restano congelati per tutta la durata della procedura.

Che cosa prevede una procedura di salvaguardia

Nel diritto francese la salvaguardia è lo strumento che un’impresa può chiedere quando si trova in difficoltà ma non è ancora in stato di cessazione dei pagamenti. Il controllo resta alla dirigenza, che continua a gestire l’attività con l’affiancamento di un amministratore nominato dal tribunale, e l’effetto immediato è il blocco dei debiti pregressi. Serve a comprare tempo: durante il periodo di osservazione l’azienda cerca un accordo con i creditori o un finanziamento, e al termine il tribunale decide se approvare un piano, prorogare o passare a procedure più severe.

Oskar Guilbert, presidente e amministratore delegato, nel comunicato la definisce “un’iniziativa preventiva e di protezione”, pensata per disporre “del quadro e del tempo necessari a costruire una soluzione durevole”. Lo stesso testo indica la ragione per cui quel tempo serve: il livello di liquidità attuale non consente di coprire in condizioni soddisfacenti i bisogni di finanziamento legati ad attività e progetti.

I numeri del primo semestre

Il fatturato del semestre chiuso al 30 giugno 2026 è di 6,1 milioni di euro, in calo del 14 per cento. Il totale dei proventi operativi, che somma al fatturato la produzione capitalizzata, scende invece del 56 per cento. La differenza fra le due percentuali è il punto da leggere: nel primo semestre 2026 di produzione capitalizzata non ce n’è, perché i costi di Aphelion e del progetto noto internamente come P14 non sono stati iscritti all’attivo. Per P14 il comunicato spiega che manca il criterio della capacità di finanziamento, “nonostante manifestazioni di interesse”.

Dei 6,1 milioni, 3,5 arrivano dalle vendite. Pesano i ricavi contabili di Lost Records: Bloom & Rage su PlayStation Plus e Game Pass, le prime vendite di Aphelion con la sua entrata nel Game Pass e il catalogo storico. Le vendite di Aphelion, avventura d’azione fantascientifica in terza persona uscita il 28 aprile 2026 e sviluppata in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Europea, sono andate sotto le attese, e l’azienda lo scrive. Gli altri 2,6 milioni sono ricavi da sviluppo, quasi tutti riferiti al lavoro del gruppo di Montréal su un gioco narrativo tratto da una proprietà intellettuale di Netflix.

Sotto la riga dei ricavi, il margine operativo lordo è negativo per 4,3 milioni, contro 2,0 milioni di perdita nello stesso semestre del 2025. Il risultato netto è una perdita di 7,1 milioni. Il confronto con i 20,8 milioni persi un anno prima migliora soltanto perché nel 2025 c’erano 15,4 milioni di svalutazioni. La liquidità lorda è scesa a 9,9 milioni dai 15,5 del 31 dicembre 2025, con un consumo di cassa di 5,6 milioni nel semestre, e i mezzi propri valgono 12,7 milioni.

La frase che pesa più di tutte

In una pagina di conti c’è un passaggio che non riguarda il passato. L’azienda scrive che la prosecuzione dell’attività nei dodici mesi successivi dipende dall’arrivo di finanziamenti esterni, e che la situazione costituisce un’incertezza significativa capace di rimettere in discussione la continuità aziendale oltre il 31 gennaio 2027. È una formula tecnica con un significato preciso: senza soldi nuovi, quella è la data entro cui i conti tengono. I risultati, aggiunge il comunicato, non sono stati sottoposti né a revisione contabile né a revisione limitata, e la relazione finanziaria semestrale completa arriverà entro il 31 ottobre.

Il piano sul personale resta aperto

Alla procedura di tribunale si somma una riorganizzazione annunciata il 1 settembre 2026, che concentra l’attività francese su una sola linea di produzione e, secondo l’azienda, può arrivare a toccare fino a 85 posti in Francia. Lo studio di Montréal resta fuori dal perimetro. L’organico medio del gruppo, calcolato in equivalenti a tempo pieno, era di 194 persone al 30 giugno 2026 contro le 279 di un anno prima: una riduzione già avvenuta prima di questo piano. Le riunioni di informazione e consultazione con il comitato sociale ed economico si sono tenute secondo il calendario annunciato, e ne avevamo scritto il 3 settembre, il giorno della prima riunione.

La versione del sindacato

Il sindacato dei lavoratori del videogioco francese, lo STJV, ha pubblicato una ricostruzione che non coincide con quella aziendale su due punti. Il primo è il numero: il sindacato parla di fino a 90 posti soppressi e di un organico francese portato a 49 dipendenti, mentre l’azienda nel comunicato del 20 ottobre indica un tetto di 85, sceso dai 90 dichiarati a inizio settembre. Il secondo riguarda quella cifra di 49, che secondo il comunicato sindacale non risponde a una necessità produttiva. Sta un posto sotto la soglia di 50 dipendenti, oltre la quale il comitato sociale ed economico acquisisce le prerogative più forti: la personalità giuridica per agire in tribunale, un bilancio proprio e il diritto di nominare periti.

Lo stesso testo elenca altri episodi, tutti attribuiti al sindacato e non confermati dall’azienda. Una lettera di un avvocato inviata il 31 agosto ai rappresentanti del personale, con riferimenti al reato di abuso di informazioni privilegiate. L’annuncio ai dipendenti in una riunione in videoconferenza di otto minuti, senza possibilità di intervento. Il numero dei tagli appreso dalla stampa prima che dall’azienda. E un’analisi sui rischi psicosociali commissionata dalla stessa Don’t Nod, con tutti gli indicatori in rosso tranne l’intesa fra colleghi. Il sindacato ricorda anche che i revisori dei conti avevano emesso un’allerta nella primavera 2026 e che il comitato segnalava il rischio dal 2023. Sul fronte francese lo STJV era già intervenuto in un altro caso simile, quello delle liquidazioni di Quantic Dream.

Cosa non si sa

Non si sa se il finanziamento esterno arriverà, e il comunicato non nomina nessun interlocutore. Non si sa che fine farà P14, il gioco in produzione a Parigi che non ha ancora un contratto di edizione. Non si sa quanti posti verranno soppressi alla fine della consultazione, perché il numero dell’azienda è un tetto e non un risultato. Non si sa cosa deciderà il tribunale alla scadenza dei sei mesi di osservazione. Quei sei mesi cadono nell’aprile 2027, tre mesi oltre la data che l’azienda stessa indica come limite dei propri conti.

Il titolo resta quotato su Euronext Growth Paris. Sono pubblici sia il comunicato integrale sia il documento originale depositato dalla società, e la notizia è stata ripresa da Shacknews e da ActuGaming.

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