Per far capire quanto vale la liquidazione che Quantic Dream sta offrendo ai dipendenti che manderà a casa, il sindacato francese dei lavoratori del videogioco ha scelto un metro di paragone poco lusinghiero: Don’t Nod, uno studio parigino che a giugno 2026 i suoi stessi revisori dei conti davano a rischio di restare senza cassa entro novembre. Secondo il sindacato, chi è stato licenziato lì ha ottenuto condizioni migliori di quelle che sta offrendo lo studio di Detroit: Become Human, che di soldi alle spalle ne ha molti di più.
Il post del 4 agosto
Lo STJV, il sindacato francese dei lavoratori del videogioco, ha pubblicato il 4 agosto 2026 un nuovo intervento sulla trattativa in corso a Quantic Dream e ha chiesto un altro sciopero. Il punto centrale è il denaro. Quantic Dream è controllata da NetEase, il gruppo cinese che l’ha comprata nel 2022 e che, scrive il sindacato, sta finanziariamente più che bene: potrebbe quindi permettersi pacchetti di uscita dignitosi. La chiusura del post è la frase che è girata di più: “If Quantic Dream wants to destroy jobs, it must pay”, se Quantic Dream vuole distruggere posti di lavoro, allora deve pagare.
Il resto del testo è un elenco di contestazioni sul metodo. Secondo lo sindacato i dirigenti stanno ostacolando la comunicazione tra i rappresentanti dei lavoratori e i dipendenti, e nel frattempo fanno circolare in azienda versioni non vere della trattativa. C’è poi un passaggio personale su David Cage, direttore creativo dello studio e autore dei suoi giochi più noti, che secondo il sindacato si sarebbe complimentato con sé stesso per la fortuna che avevano avuto i lavoratori in uscita a poter lavorare al suo gioco. L’altro nome fatto è quello dell’amministratore delegato Guillaume de Fondaumière.
Otto anni di sviluppo, tre mesi di vita
La ragione dei licenziamenti è Spellcasters Chronicles, il primo gioco nuovo dello studio dopo Detroit: Become Human del 2018: un MOBA gratuito in 3 contro 3, cioè un gioco di squadre e arene del genere reso popolare da League of Legends. Quantic Dream lo aveva presentato nell’autunno 2025 come l’inizio di un capitolo nuovo, ed è uscito in accesso anticipato su Steam il 26 febbraio 2026, con poco marketing.
I numeri sono stati questi: 888 giocatori in contemporanea al picco del primo giorno secondo SteamDB, sotto quota cento nel giro di poche settimane, poche decine a maggio. Per un gioco a squadre da tre contro tre significa che non si riempiono le partite.
Il 20 maggio 2026, meno di tre mesi dopo il lancio, lo studio ha annunciato che il gioco chiudeva citando un mercato particolarmente difficile: i server sono stati spenti il 19 giugno e chi aveva speso soldi nel gioco, che era gratuito ma con contenuti a pagamento, poteva chiedere il rimborso. Il giorno dopo l’annuncio lo STJV ha reso pubblico che 95 posti erano a rischio, un quarto della forza lavoro francese dell’azienda. La cifra è stata poi corretta al rialzo: i licenziamenti in discussione sono 115.
Nella prima presa di posizione, a maggio, il sindacato aveva ricostruito il modo in cui si era arrivati lì. I rappresentanti dei lavoratori avevano segnalato più volte il rischio e il costo del progetto, e le segnalazioni erano state respinte; la direzione, secondo la ricostruzione sindacale, riteneva che i trent’anni di esperienza di chi decideva rendessero il successo scontato, e non era stato preparato nessun piano per l’ipotesi contraria. Lo STJV contestava anche l’idea che chi lavorava a Spellcasters non potesse essere spostato su altri progetti, visto che gli strumenti di sviluppo sono interni e la divisione del personale per progetto era stata introdotta poco prima.
Perché il paragone con Don’t Nod fa male
Don’t Nod è lo studio parigino di Life is Strange e Banishers: Ghosts of New Eden. A giugno 2026 il giornalista Gauthier Andres ha letto i suoi documenti finanziari e ha trovato un rapporto dei revisori che avvertiva del rischio di esaurimento della liquidità entro novembre, con Tencent, il gruppo cinese suo principale socio, non disposto né a ricapitalizzare né a finanziare un nuovo progetto. È esattamente il tipo di azienda che ci si aspetta paghi poco chi manda via, perché non ha i soldi. Il senso del paragone dello STJV sta lì: Quantic Dream i soldi alle spalle li ha, e sta offrendo meno.
Sullo sfondo c’è il ritiro dei due conglomerati cinesi dal grande sviluppo occidentale: NetEase e Tencent hanno investito pesantemente in studi europei e nordamericani all’inizio del decennio e negli ultimi due anni hanno chiuso i rubinetti, con progetti cancellati e studi chiusi. Il conto della ritirata lo pagano i dipendenti francesi, e la cifra della liquidazione si decide a un tavolo di Parigi.
Star Wars Eclipse, secondo l’azienda, non si tocca
A fine giugno lo STJV aveva già organizzato uno sciopero, con il presidio davanti alla sede: ne avevamo scritto. La tesi degli scioperanti era che senza quelle 115 persone Star Wars Eclipse, annunciato nel 2021 e mai più mostrato in modo sostanziale, non sarebbe finibile.
Quantic Dream ha risposto a giugno tramite un portavoce, dicendo a IGN che lo sviluppo di Star Wars Eclipse prosegue come previsto, che la squadra ha tutte le risorse necessarie e che la chiusura di Spellcasters Chronicles è stata dettata dalle condizioni di mercato di quel segmento. Da allora l’azienda ha tenuto la stessa linea e sul gioco non è arrivato nessun materiale nuovo.
Le due versioni non stanno insieme, e una delle due prima o poi si verifica da sola, il giorno in cui Star Wars Eclipse esce oppure viene cancellato. Quella sulla liquidazione invece si chiude molto prima, in una stanza, con una cifra. Nel frattempo altrove nel settore ci si arrangia con le raccolte di beneficenza per pagare l’affitto ai colleghi licenziati.


