Il fallimento di Liquid Swords è ufficiale: lo studio svedese fondato da Christofer Sundberg, cofondatore di Avalanche Studios e padre creativo di Just Cause, chiude dopo mesi di stipendi non pagati e dopo un solo gioco pubblicato, l’open world criminale Samson. I circa trenta dipendenti rimasti passano al fondo statale svedese che copre le retribuzioni arretrate, e il curatore sta cercando un acquirente.
Cosa è successo, e chi lo ha raccontato
A raccontare per prima la bancarotta, il 15 ottobre, è stata la testata economica svedese Breakit, dietro abbonamento, ripresa il giorno dopo da Insider Gaming: lo studio non pagava i dipendenti da diversi mesi, e adesso saranno risarciti dalla garanzia pubblica. Il curatore fallimentare dice di sperare in un compratore, che in questi casi può voler dire due cose molto diverse: rilevare la squadra e il progetto, oppure comprare soltanto il marchio e il codice di Samson e lasciare a casa chi lo ha scritto.
Per chi non segue le vicende industriali svedesi, Liquid Swords non era uno studio qualunque. Sundberg aveva fondato Avalanche nel 2003 e ne era stato proprietario e direttore creativo fino al 2017, cioè l’uomo dietro alla serie che ha fatto dell’esplosione un linguaggio. Nel 2020 è ripartito da zero con una squadra piccola, promettendo un modello di sviluppo sostenibile, e nei curriculum dei suoi dipendenti comparivano Just Cause, Battlefield, Grand Theft Auto, Minecraft e PayDay.
Dai cento sviluppatori promessi ai trenta della bancarotta
Quando lo studio si è presentato pubblicamente, nel 2022, l’obiettivo dichiarato era arrivare a cento persone entro l’anno successivo, e alle spalle c’era l’investimento di minoranza del colosso cinese NetEase. Il primo colpo è arrivato nel febbraio 2025, con una riduzione del personale che lo studio stesso definì profondamente spiacevole: nel comunicato ripreso da VGC, Sundberg scriveva di aver promesso ai dipendenti e agli azionisti di costruire uno studio che ridefinisse lo sviluppo con una squadra piccola e fatta di esperti, e che le condizioni di mercato avevano impedito di riuscirci nei tempi previsti.
Il soggetto di quella frase sono le condizioni di mercato. Lo stesso investitore che aveva messo i soldi, NetEase, nei mesi successivi ha cominciato a tagliare gli studi occidentali in cui aveva investito, una ritirata che il settore ha visto arrivare da lontano e che ha lasciato per strada diverse squadre europee. Un modello che dipende dal capitale di un gruppo straniero funziona finché quel gruppo ha voglia di restare.
Samson, l’unico gioco, e i numeri che aveva
Samson è uscito l’8 aprile 2026, soltanto su PC, a 24,99 euro, autopubblicato dallo studio. È un open world criminale ambientato nella città inventata di Tyndalston, dove il protagonista deve dei soldi a gente pericolosa che se la prende con sua sorella: nelle intenzioni, una versione più asciutta e più cattiva del genere che Rockstar ha reso lo standard. Sulla pagina Steam il gioco è fermo a 3.593 recensioni con il 55,6% di giudizi positivi, cioè l’etichetta Nella media, e su Metacritic la stampa gli ha dato 51.
Le recensioni italiane raccontano il tipo di problema: combattimento scadente e missioni secondarie identiche fra loro, con i difetti più grossi corretti dagli aggiornamenti e altri rimasti lì. Non è un gioco disprezzato, è un gioco che non ha funzionato abbastanza, che per uno studio senza editore e con una trentina di stipendi da pagare è la stessa cosa. Ne avevamo scritto all’uscita, quando i problemi erano bug e prestazioni, e poi quando sono arrivate le patch sulle missioni.
Un altro pezzo dello stesso autunno
Il fallimento di Liquid Swords non è un caso isolato nemmeno dentro la settimana in corso. Il 15 ottobre Ubisoft ha chiuso RedLynx, lo studio finlandese di Trials, e tagliato settanta posti a Singapore; lo stesso giorno Funcom ha annunciato licenziamenti e un nuovo amministratore delegato; il tedesco Fishlabs ha confermato riduzioni di personale, come riportato da GamesIndustry.biz. La differenza è che qui non si tratta di una divisione che si ridimensiona dentro un gruppo: qui l’azienda sparisce, e a pagarla per primi sono stati i dipendenti, che hanno lavorato mesi senza vedere un bonifico.
Cosa non si sa ancora
Non si sa chi sia interessato a comprare, né se l’eventuale acquisto riguarderebbe la squadra o solo i diritti su Samson. Non si sa se il gioco resterà in vendita durante la procedura, né se i contenuti aggiuntivi già elencati sulla sua scheda vedranno mai la luce. NetEase non ha commentato pubblicamente. Sundberg, che a Breakit nei giorni scorsi aveva detto di non credere che la situazione fosse risolvibile, non ha ancora parlato di cosa farà adesso.


